Intraterrestri: nuove forme di vita

Intervista a Karen G. Lloyd, geomicrobiologa, autrice del libro “Intraterrestrials: Discovering the Strangest Life on Earth”, 2025. 

Karen Lloyd – Intraterrestri: alla scoperta della vita più strana sulla Terra

La scoperta di nuovi esseri, che vivono in condizioni estreme nelle profondità della crosta terrestre e degli oceani, apre nuove prospettive alla ricerca delle origini della vita sulla terra. Si tratta di microorganismi per lo più unicellulari che vivono nella crosta terrestre in condizioni estreme: nelle profondità marine, sotto il permafrost, in prossimità di vulcani, nell’acqua bollente o in ambienti fortemente acidi. Non hanno bisogno di luce solare o di ossigeno, e si nutrono direttamente di metalli e di elettroni. L’aspetto più misterioso è che non si capisce come facciano a riprodursi perché sino ad ora non si è vista alcuna forma di riproduzione nota. Di certo si è stabilito che alcuni possono sopravvivere a lungo, si ipotizza anche migliaia o centinaia di migliaia di anni in uno stato di totale inattività. Non abbiamo prove della loro evoluzione, e li troviamo in ambienti dove sappiamo che non vi sono stati cambiamenti per centomila anni. Penso che ci possano essere dei sistemi evolutivi che si sviluppano su scale temporali geologiche. La scoperta di queste forme di vita apre nuove prospettive di ricerca della vita su pianeti molto diversi dalla Terra. Lo studio degli intraterrestri offre inoltre prospettive di ricerca per affrontare il cambiamento climatico e sviluppare nuove biotecnologie. Passaggi principali Che cosa sono gli “intraterrestri”? “Uso questo termine per parlare di tutto ciò che vive all’interno della Terra. Si tratta di una comunità diversa da quella che sperimentiamo quotidianamente, tanto da meritare un nome proprio. Per la maggior parte sono organismi unicellulari, microbi minuscoli, anche se sono stati trovati piccoli organismi multicellulari come i vermi nelle profondità della crosta terrestre”. Come vivono e cosa “respirano”? “La respirazione, al suo livello più essenziale, è una reazione chimica. Questi organismi non dipendono dall’ossigeno o dall’aria; possono usare quasi tutto ciò che si trova nella tavola periodica per respirare. Spesso utilizzano i metalli presenti nelle rocce, come il ferro, per scambiare elettroni. È come se ‘respirassero la loro stessa casa’”. La sfida della termodinamica e del tempo “Questi esseri vivono al limite delle possibilità termodinamiche. Utilizzano quantità di energia così infinitesimali che non abbiamo termini di paragone nella nostra vita quotidiana. Abbiamo prove del fatto che possano vivere per migliaia o addirittura centinaia di migliaia di anni senza dividersi o riprodursi, sfidando le classiche teorie evoluzionistiche basate sulla velocità di riproduzione”. L’origine della vita e lo spazio “Il sottosuolo è un forte candidato per il luogo in cui la vita ha avuto origine sulla Terra, poiché è protetto dalle radiazioni solari e offre gradienti chimici diversi. Questo cambia anche il modo in cui cerchiamo la vita su altri pianeti: la vita del sottosuolo potrebbe essere estremamente comune nell’universo, espandendo di molto la cosiddetta ‘zona abitabile'”. Nota: Le analisi del DNA hanno rivelato che questi organismi appartengono a rami dell’albero della vita completamente nuovi e precedentemente sconosciuti, diversi da qualsiasi cosa studiata in microbiologia classica.