Newton, genio scorbutico.
Conferenza di Gianluca Introzzi, Progetto Montecristo
Newton dedicò molto tempo all’alchimia negli anni della maturità conducendo molti esperimenti che alla fine gli dimostrarono l’infondatezza delle tesi alchemiche. Abbandono l’alchimia come falsa scienza, convinto che l’atteggiamento scientifico, razionale, fosse l’unica strada da percorrere. Tuttavia, non pubblicò mai nulla che criticasse apertamente le false credenze dell’epoca (come aveva fatto Galileo contro l’astrologia, attirando il discredito di nemici e creduloni).
Newton si interessò più di tutto alla teologia, ma le sue idee non vennero mai esposte. Comunque ricevette la scomunica sia dal clero cattolico che da quello anglicano; riuscì però a difendersi e a non finire nelle mani dell’inquisizione per le sue capacità matematiche e la sua razionalità pragmatica che lo resero indispensabile alle autorità che si alternarono al potere durante la sua vita. (per esempio la sua capacità organizzativa nella direzione della zecca; o la sua invenzione della zigrinatura sul bordo delle monete per contrastare la contraffazione).
Era cristiano, credeva in un unico dio, ma era anti trinitario. Pensava che il corpo e l’anima fossero mortali, e che dio avrebbe resuscitato anime e corpi di 144.000 persone, tra cui lui. Le sue convinzioni erano simili a quelle dei sociniani, gli anabattisti seguaci di Fausto Sozzini. Solo Locke, che condivideva le sue idee, era l’unico a sapere di queste sue convinzioni eretiche.
Newton si occupò di storia costruendo una cronologia a partire dalla creazione che lui faceva risalire a non più di 5000 anni. Attribuiva agli ebrei una sapienza ermetica originaria, direttamente ispirata da dio, trasmessa agli egizi e da questi ai greci.
Spazio e tempo sono assoluti, esistono indipendentemente dai corpi e dal movimento. Lo Spazio è un contenitore infinito, continuo,uniforme, omogeneo, immobile. E il tempo è un flusso continuo e uniforme, eterno.
Recupera il vacuum di Lucrezio e nega il plenum di di Aristotele che ancora si insegnava a Cambridge.
(1:06:49) “Lo spazio di Newton è una estensione naturale dello spazio tridimensionale di Euclide, è una terna cartesiana immobile che costituisce un sistema di riferimento asoluto necessario per poter poi parlare di moto inerzial che è fondamentale nella dinamica newtoniana. Lui si rifà a una tradizione cabalistica, alla teosofia rinascimentale , ai platonici di Cambrige. Lo spazio e il tempo sono degli attributi di Dio secondo questi filosofi. E lo spazio è l’organo con cui Dio percepisce il creato.Tentativo di Newton di cristianizzare l’atomismo pagano. Newton aveva letto Pierre Gassendì, ma Newton non citava mai le fonti.”
Secondo Newton tutto quello che c’è nell’universo sono forze e particelle. Le forze non sono una proprietà della materia ma enti indipendenti che insieme alle particelle determinano la realtà fisica.
L’universo di Newton non è meccanico (come pe Cartesio). La orbite dei pianeti non sono perfettamente ellittiche e ogni tanto Dio manda gli angeli a ristabilire le orbite dei pianeti.
Il metodo scientifico di Newton procede da un metodo analitico (induttivo) su cui si innesta un procedimento sintetico (deduttivo), ossia individuare le cause generale da cui derivano i fenomeni:
1) rasoio di Occam
2) a uguali fenomeni uguali cause
3) qualità uguali in corpi diversi sono universali
4) proposizioni inferite per induzione in seguito a esperimenti debbono essere considerate vere.
Sperimentalismo, la quasi certezza delle conclusioni. La verità scientifica di cui però possiamo sempre dubitare.
Nei primi anni del 700 Newton aveva formulato una teoria sulla luce basata sul modello corpuscolare e sulle forze che dopo diverse prove sperimentali dovette abbandonare ma senza rivelare pubblicamente il suo cambiamento teorico.
L’aneddoto della mela fu diffuso da Voltaire. In realtà Newton abbandono la ricerca sulla gravità (e predire l’orbita della Luna) fino al 79, quando con il calcolo infinitesimale, che lui aveva sviluppato negli anni precedenti, riuscì a calcolare l’orbita.
Nel 1887,a spese di Halley, pubblicò i Principia dove presenta la sua nuova concezione dello spazio e del tempo.
A- Tre principi della dinamica
1- Principio di Inerzia (un corpo rimane nel suo stato di quiete o moto rettilineo uniforme se la risultante delle forze è nulla)
2- Principio Fondamentale della Dinamica (la forza è uguale al prodotto di massa per accelerazione, NON F=ma, ma F= dp/dt ossia la variazione della quantità di moto nel tempo; F0ma fu introdotto da Eulero 10 anni dopo la sua morte)),
3- Principio di Azione e Reazione (ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria).
B- la fluidodinamica
C- la legge di gravitazione universale
D- la derivazione delle tre leggi di Keplero (orbite ellittiche, raggio vettore spazza aree uguali in tempi uguali, proporzionalità tra il quadrato del periodo orbitale e il cubo della distanza media dal sole)
E- maree come effetto dell’attrazione lunare (cannata)
(1:23:20) L’accelerazione è una variazione della velocità. Il concetto non era chiaro ai tempi di Newton.
Polemica tra Leibniz e i cartesiani se la quantità che si conserva negli urti sia la massa per la velocità, cioè la quantità di moto, o sia la massa per la velocità al quadrato (oggi energia cinetica).
Allora si ragionava in termini di impeto ossia di quantità di moto, non in termini di accelerazione. Il concetto di accelerazione emergerà dall’uso dell’analisi matematica applicato alla meccanica come derivata seconda della posizione. Quindi la derivata prima è la velocità,la derivata seconda è l’accelerazione. Sarà solo con Eulero che la Forza verrà definita come massa per accelerazione
(1:35)Il concetto di forza deriva a Newton forse dall’alchimia. Un esempio che sta al confine fra l’alchemico e il fisico è la forza magnetica. Ma può averlo derivato anche dal magnetismo: Gilbert pubblica il De Magnete nel 1600, ed è letto e commentato sia da Galileo che da Keplero.
I cartesiani, che negano il concetto di forza, accusano Newton di essere un alchimista forse proprio per la sua idea di Forza, che introdurrebbe qualcosa di misterioso, di oscuro.
L’altra differenza fra i cartesiani e Newton è l’uso della matematica. I cartesiani si appellano alla geometria ma non prevedono niente. La matematica di newton spiega e prevede.
Con i Principia Newton fece un lavoro di riscrittura di tutti i risultati che lui aveva ottenuto con il metodo delle funzioni nei termini della geometria euclidea. Lo fa per due motivi: da una parte non vuole rivelare il metodo delle funzioni (calcolo infinitesimale) che pubblicherà solo nel 1704, dall’altra voleva che tutti capissero la validità del suo lavoro grazie alla conoscenza diffusa di Euclide.
Newton sostiene che l’universo è infinito perché l’ha creato dio, e poi perché ogni stella risente dell’attrazione di tutte le altre stelle e se fosse finito le stelle più esterne collasserebbero verso l’interno.
Quasi un terzo degli scritti autografi di Newton sono di argomento teologico e vengono acquistati dai fratelli Keynes e poi ceduti negli anni cinquanta all’università di Gerusalemme.
Libri consigliati:
-Isaac Newton, di Niccolò Guicciardini, Carocci editore 2021
-Newton & Co. geni bastardi, di Andrea Frova e Mariapiera Marenzana, Carocci editore 2016
-Luce, da Pitagora a oggi, Andrea Frova, Carocci editore 2017