Il dibattito con Alessandro Colombo condotto da Ferruccio Capelli delinea un quadro critico della situazione in Medio Oriente e nel mondo, evidenziando il collasso delle norme internazionali e l’emergere di un militarismo senza precedenti. Youtube
I temi principali strutturati per aree tematiche:
1. Il “vizio dell’impunità” e la disparità normativa
Il concetto centrale del dibattito è l’esistenza di un ordine internazionale basato su regole discriminatorie, che permette ad alcuni attori di agire al di sopra della legge.
- Impunità sistematica: Stati Uniti e Israele sono descritti come soggetti che non pagano costi per le loro violazioni del diritto internazionale, a differenza di altri attori come la Russia di Putin.
- Mancanza di freni: Nella politica internazionale mancano i due freni principali: il contropotere di altri stati (assente in Medio Oriente) e il freno del diritto, che viene continuamente violato senza sanzioni, nemmeno formali.
2. La “deriva autistica” e la perdita della logica politica
Colombo introduce il termine “deriva autistica” per descrivere l’uso della forza militare slegato da obiettivi politici chiari o dalla considerazione delle reazioni altrui.
- Idiozia politica: L’incapacità di prevedere le reazioni ovvie degli avversari (come nel caso dell’Iran) è definita come il massimo atto di idiozia politica.
- Militarismo israeliano: Israele è descritto in preda a un “delirio militarista”, che punta al dominio assoluto attraverso la creazione di una regione composta da stati falliti (Siria, Libano, Iraq) ai suoi confini.
3. La crisi del sistema americano e la figura di Trump
Donald Trump viene analizzato come l’emblema del collasso delle istituzioni e dell’identità politica americana.
- Dissoluzione del diplomatico: Trump sta smantellando il linguaggio politico-diplomatico degli ultimi secoli, trattando la sfera pubblica come privata e mostrando indifferenza verso le norme consolidate.
- Obiettivi paradossali: Gli Stati Uniti si trovano a cercare “vie d’uscita disperate” da conflitti in cui gli obiettivi dichiarati (come riaprire lo stretto di Hormuz) erano situazioni già esistenti prima dell’inizio delle ostilità.
4. Conseguenze globali: proliferazione e nuove tecnologie
Il conflitto attuale funge da “spot” pericoloso per la proliferazione nucleare e l’uso di tecnologie belliche non regolate.
- Lezione nucleare: Il caso della Corea del Nord e il rimpianto ucraino per la cessione del proprio arsenale suggeriscono ad altri stati che solo l’arma nucleare garantisce la deterrenza contro i più forti.
- Intelligenza Artificiale (IA) e droni: L’uso di IA (come il sistema Palantir) e droni erode il principio della responsabilità personale e cancella la distinzione tra stato di pace e stato di guerra, portando a una condizione di “guerra ibrida” permanente.
5. Il carattere di Israele e la delegittimazione
Il dibattito tocca temi sensibili sulla natura interna dello Stato di Israele e il suo futuro:
- Società e razzismo: Israele è descritto come un paese “intossicato” e razzista, incapace di concepire l’uguaglianza dei diritti. Colombo sottolinea che il problema non è solo Netanyahu, ma un ampio consenso sociale (oltre il 90%) verso la guerra.
- Delegittimazione: L’indifferenza di Israele verso il giudizio internazionale sta portando a una grave perdita di legittimità, rendendolo un attore politicamente indifendibile nel lungo periodo.
6. Prospettive per un nuovo ordine mondiale
Nonostante il collasso dell’ordine precedente, non sembrano esserci alternative solide all’orizzonte.
- Modello Cinese/Russo: Propongono un ordine basato sulla coesistenza di diversi spazi regionali, sebbene ciò comporti rischi di competizione tra grandi blocchi.
- Prudenza cinese: Viene riconosciuto alla Cina il ruolo di attore che, al momento, mostra la maggiore prudenza diplomatica rispetto all’approccio americano.
