L’inconscio è la suorina di Giuliano

Ricapitolando:

La società è il Grande Altro, che contiene il Super-Io.
Il Super-io è il “sadico pendant” della società.
L’imperativo del Super-io è: Godi!
Conflitto tra Super-io e Grande Altro. (Zizek)
Il Super-io diventa allo stesso tempo imperativo di godimento e divieto di godimento.

L’inversione di ruoli:
Il Super-io da censore diventa imperativo al godimento, e l’Es invece di spingere al soddisfacimento delle pulsioni diventa censore del godimento edonista e sregolato.

L’inconscio tramortito si fa suorina.
Qui il tuo “avvistamento” (la suorina) mi sembra uno slittamento interessante, ma… pensavo che: l’inconscio non è un’entità e neppure una struttura. L’inconscio non parla. Lo definirei piuttosto come un territorio senza geografia.

Quindi: chi parla dall’inconscio? chi è la suorina?

Il Super-io non è perché dice: Godi!
Il Grande Altro dice: Godi!
Forse l’Es (Das Es) istintivo e genetico? Il diavoletto che sta sull’Altra Spalla si è trasformato in una suorina?

Fin qui sto in piedi anche se traballo e poi casco pensando all’Io-io che non è mai padrone in casa propria: dov’è finito? Dissolto!

A questo punto è ricomparso il robot.
La scienza dei robot è forse un modo per ricreare e sperimentare l’io come altro. Illusione ottica? Alienazione? O il tentativo di riprodurre il corpo a partire dal cervello? Tutto è possibile per quel nulla che capisco.

Poi, alla radio ho sentito: “L’io ha una struttura narrativa”. Quindi nel romanzo ritroviamo la struttura dell’io narrante e attraverso il romanzo possiamo conoscere la struttura dell’Io.

È la stessa cosa del robot: si cerca di sperimentare e conoscere l’Io attraverso la sua proiezione all’esterno.
Ma c’è una differenza: il materiale di cui è fatto un romanzo è la lingua, quello del robot è un codice.
Comunque non sta in piedi perché in entrambi i casi le ragioni d’essere vanno al di là di una teoria della psiche.
Preferirei, potendo scegliere, che scienza e narrativa e psicologia rimanessero indipendenti nel metodo.

Ormai sento di viaggiare fuori strada:
la suorina è spiaccicata sul parabrezza e grida: Fermati!
Dietro c’è il Super-io che urla: Godiii!
Attorno c’è la nebbia. Oltre ci sono i mari e i monti.
Perdio ridatemi il mio io!

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