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a cura di Claudio M. Degola

Il naso di Cleopatra

Caro Giuliano.

Ma che bisogno c’è di nascondere dietro la complessità del linguaggio il vuoto dell’esistenza, se non per sostenere che l’inconscio è l’Altro o meglio la verità dell’altro in rapporto all’io. Tutte balle. E il naso parlante di Cleopatra ne è la dimostrazione:  chi può credere che il naso di Cleopatra abbia cambiato il mondo? È una semplificazione che entra nel discorso solo dopo che il cambiamento è stato riconosciuto e approvato.  Il naso che Cleopatra vede riflesso nello specchio non è lo stesso che l’Altro vede, se non ché l’io/me che interpreta lo specchio come elemento costitutivo del proprio sé di fronte ad ogni altro. È allora che posso dire: Cleopatra, c’est moi? Ma non è vero. Lo specchio non illude chi ha avuto una esperienza dello specchio/verità; chi riconosce l’opacità, il vapore e la condensa sullo specchio. Per gli altri non c’è Altro che tenga, per loro lo specchio è solo vetro trasparente, aria fresca, o al più nebbia, cataratta, o parete di marmo bianco levigato. 

“Ma non siamo qui per sognare tra la nausea e la vertigine”. (Lacan)

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