Recensione a: Carl Gustav Jung, Wolfang Pauli, Il carteggio originale: l’incontro tra Psiche e Materia, Moretti & Vitali Editori. Pubblicato su Alias, 27/03/2016, p. 5
C’è da chiedersi però quale possa essere oggi il contributo incrementale del carteggio, nella discussione sul pensiero scientifico e sull’umanesimo, sul rapporto tra il corpo e la mente, sulla natura della psicologia e sul suo rapporto con le scienze “forti”, sulla storia della cultura umana e sulle teorie della conoscenza. Perché – come già mise in luce Giuseppe Trautteur nel 2006, presentando per Adelphi la raccolta Psiche e Natura dello stesso Pauli – sia la fisica contemporanea che la psicologia scientifica sembrano aver superato da tempo i nodi che impegnavano questi due grandi scienziati nella prima metà del secolo scorso: la fisica, perché la riflessione sui fondamenti della meccanica quantistica (e sul ruolo determinante dell’osservatore, nel determinare il reale osservato) si è spostata in larga misura su interrogativi che riguardano ontologie molto più astratte (come quella, per esempio, che concerne la natura dello spazio-tempo quantistico); la psicologia, perché l’esplosione delle scienze cognitive (a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso) ha trasferito su un altro terreno l’indagine della psyché, dei suoi contenuti simbolici e/o sub simbolici, sottraendo al lavoro analitico, all’introspezione e all’archeologia culturale una parte molto rilevante degli studi che riguardano la mente umana.