Ipercuriosità e Adhd

Curiosità irresistibile, di Anne-Laure Le Cunff, Aeon, Australia. (Internazionale 1662, 24 aprile 2026)

La definizione convenzionale del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) si concentra sulla compromissione funzionale e su uno schema ricorrente di disattenzione o impulsività. Tuttavia, l’esperienza vissuta suggerisce che l’Adhd sia un disturbo eterogeneo dove la gravità dipende dal contesto: ambienti che limitano l’autonomia risultano penalizzanti, mentre situazioni caratterizzate da novità, urgenza o incertezza possono favorire una concentrazione intensa e una risoluzione creativa dei problemi. Tuttavia, l’esperienza vissuta suggerisce che l’Adhd sia un disturbo eterogeneo dove la gravità dipende dal contesto: ambienti che limitano l’autonomia risultano penalizzanti, mentre situazioni caratterizzate da novità, urgenza o incertezza possono favorire una concentrazione intensa e una risoluzione creativa dei problemi

Il concetto di “Ipercuriosità” L’autrice introduce il termine ipercuriosità per descrivere una spinta motivazionale impulsiva verso informazioni nuove, incerte e irrisolte. Per le persone ipercuriose, l’informazione stessa agisce come una ricompensa primaria, paragonabile al cibo.

Differenza tra ricerca di novità e ipercuriosità: Mentre la ricerca di novità riguarda l’esperienza in sé, l’ipercuriosità si focalizza specificamente sull’acquisizione di conoscenza e sul valore informativo di uno stimolo

Meccanismi cerebrali: Gli studi suggeriscono che nelle persone con Adhd i circuiti della dopamina e dell’attenzione abbiano una sensibilità maggiore alle nuove informazioni e un’abituazione ridotta agli stimoli familiari

La prospettiva evoluzionistica L’ipercuriosità non sarebbe un errore biologico, ma un tratto che ha offerto vantaggi adattivi in passato. In ambienti dove le risorse erano scarse e i rischi imprevedibili, avere individui inclini all’esplorazione e capaci di notare rapidamente anomalie o segnali deboli era fondamentale per la sopravvivenza del gruppo. Alcune varianti dei recettori della dopamina legate all’Adhd sono più frequenti nelle popolazioni storicamente nomadi rispetto a quelle sedentarie.

Le scuole e i luoghi di lavoro premiano l’esecuzione lineare e i risultati prevedibili, risultando spossanti per chi ha una mente che procede per connessioni non lineari. Questo può portare a esaurimento, ansia e instabilità finanziaria.

Invece di cercare esclusivamente di “aggiustare” le persone con Adhd per adattarle a modelli convenzionali, dovremmo costruire ambienti che possano sostenere e valorizzare l’ipercuriosità. Creare spazi educativi dove gli studenti possano seguire liberamente la propria curiosità. Progettare ruoli lavorativi specifici per chi è abile nell’individuare tendenze emergenti e risolvere problemi complessi. la distrazione non è necessariamente una mancanza di attenzione, ma un rapido riorientamento verso stimoli che promettono una ricompensa informativa maggiore, un tratto che, nel giusto contesto, si trasforma in esplorazione produttiva.

COMMENTO. La soluzione finale che qui si propone è la stessa che vale per chi ha delle differenze invalidanti (fisiche) ossia trovare il modo di rendere produttive queste persone che hanno i cosiddetti disturbi dell’attenzione e reintrodurle nel sistema di produzione dominante. Si trascurano due aspetti importanti: primo, aggiustare le persone, la cura proposta potrebbe non essere abbastanza, se l’obiettivo è comunque quello di rinchiuderle in un contesto, più ampio ma è pur sempre costruito per limitare la persona. Secondo: quali valori sociali e personali vengono trasmessi se l’attenzione della società, o meglio delle istituzioni (compresa la famiglia), finisce con l’essere quella utilitaristica che attribuisce a queste persone ruoli funzionali al sistema dominante.

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