Pensieri lenti e veloci

Pensieri lenti e veloci è il titolo del libro pubblicato nel 2011 da dallo psicologo israeliano Daniel Kahneman.
Kahneman descrive l’attività mentale come l’interazione fra due modi diversi di pensare.
Il primo è molto rapido, automatico, associativo, spesso inconscio, con un basso consumo di energia. Cerca nella memoria risposte plausibili in base ad esperienze recenti o di stereotipi acquisiti in ordine di apparenti rapporti causa-effetto.
Il secondo sistema di pensiero è più lento e richiede concentrazione per approfondire attraverso riflessione, ragionamento, analisi, confronti e calcoli. È un pensare consapevole che richiede uno sforzo, un dispendio di energie.
I due sistemi operano in maniera sinergica e complessa, e non riflettono una struttura cerebrale. Il primo sistema è più veloce ma può facilmente generare scelte errate quando prevale per motivi soggettivi o situazioni contingenti. Il sistema secondo può invece essere “pigro” rispetto alle esigenze, oppure condurre a scelte meno creative basate su deduzioni.

Nella seconda parte del libro l’autore esplora i bias e le euristiche che influenzano la fallacia del primo modo di pensare.
L’euristica della disponibilità è un meccanismo mentale in cui le persone stimano la probabilità degli
eventi in base alla facilità con cui vengono in mente esempi. Per esempio eventi drammatici possono portare a una sovrastima dei rischi quando l’Informazione sovraespone gli utenti.
L’euristica della rappresentatività è una scorciatoia mentale in cui le persone giudicano la probabilità
di un evento confrontandolo con un prototipo o uno stereotipo esistente nella loro mente. (il modo di vestire)
L’ancoraggio è un bias cognitivo in cui le persone si affidano troppo alla prima informazione che
ricevono (l'”ancora”) quando prendono decisioni. (Per es. il primo prezzo in una negoziazione)
Il bias di conferma, la tendenza a cercare e interpretare informazioni che confermano le proprie convinzioni preesistenti.
L’effetto alone, in cui l’impressione generale di una persona influenza i sentimenti e i pensieri sulle sue qualità specifiche.
La fallacia della pianificazione, la tendenza a sottovalutare il tempo, i costi e i rischi necessari per completare
un’attività futura.

La teoria del prospetto di Kahneman descrive come gli individui prendono decisioni in condizioni di incertezza.: alcuni principi fondamentali:
Le persone valutano i risultati rispetto a un punto di riferimento, spesso il loro status quo attuale.
L’avversione alla perdita: il dolore derivante da una perdita è psicologicamente circa il doppio della gioia derivante da un guadagno di pari entità.
La sensibilità decrescente: il valore marginale di guadagni e perdite diminuisce all’aumentare
della loro entità.
La ponderazione della probabilità: le persone tendono a sovrastimare le piccole probabilità e a sottostimare le probabilità moderate e alte.
Esempi: mantenere troppo a lungo gli investimenti in perdita e vendere troppo presto quelli in guadagno. L’avversione alla perdita può spiegare comportamenti apparentemente irrazionali come l’effetto dotazione (valutare qualcosa che si possiede più di qualcosa che non si possiede) e la fallacia dei costi sommersi (continuare a investire in un progetto fallimentare a causa dell’investimento precedente).

Il concetto di framing modo in cui la presentazione delle informazioni può influenzare le scelte delle persone, anche quando le informazioni sottostanti sono identiche. (esempio tasso mortalità). diversi tipi di “framing”, tra cui l’inquadratura della scelta rischiosa, l’inquadratura degli attributi, l’inquadratura degli obiettivi e l’inquadratura dello “spin”.

Eccessiva Fiducia in Sé Stessi e Illusione del Controllo
L’eccessiva fiducia in sé stessi si manifesta come una tendenza a sovrastimare le proprie capacità, la propria conoscenza e l’accuratezza delle proprie previsioni.
L’illusione del controllo è la tendenza a sovrastimare il proprio grado di influenza su eventi esterni.

 

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