Scienza e filosofia

“Why science needs philosophy” (2019).

. L’Abstract e la tesi centrale

Il saggio esordisce affrontando una convinzione oggi molto diffusa: l’idea che la filosofia sia ormai inutile per la scienza. Gli autori (tra cui Rovelli) sostengono esattamente l’opposto. La filosofia non è un fossile del passato, ma uno strumento vivo che può aiutare la scienza a progredire.

La tesi centrale è che la filosofia offre agli scienziati tre grandi benefici:

  1. Chiarificazione concettuale (aiuta a definire meglio cosa stiamo studiando).
  2. Critica delle assunzioni (mette in discussione i pregiudizi scientifici dati per scontati).
  3. Sviluppo di nuove teorie (aiuta a unire i puntini dove i dati da soli non bastano).

2. I tre esempi pratici (La filosofia all’opera)

Per dimostrare che non stanno parlando di aria fritta, gli autori portano tre esempi storici e moderni in cui i filosofi hanno sbloccato vicoli ciechi della scienza:

A. Le cellule staminali (Biologia)

Per anni gli scienziati hanno cercato di capire cosa rendesse una cellula una “staminale”. La filosofia della scienza ha aiutato a capire che la “staminalità” (stemness) non è una proprietà fissa intrinseca della cellula, ma una proprietà relazionale che dipende dal contesto e dall’ambiente in cui la cellula si trova. Questo ha cambiato l’approccio alle terapie oncologiche.

B. Il sistema immunitario (Immunologia)

La visione classica vedeva il sistema immunitario come un esercito che difende il “Sé” (l’organismo) dal “non-Sé” (i batteri e i virus esterni). I filosofi della biologia hanno aiutato a smontare questo modello rigido. Oggi sappiamo che tolleriamo e abbiamo bisogno di miliardi di batteri esterni (il microbioma). Il sistema immunitario, quindi, non discrimina semplicemente ciò che è “estraneo”, ma ciò che è “dannoso” o “discontinuo”.

C. Le scienze cognitive e l’AI

Nel comprendere la mente umana e l’intelligenza artificiale, i filosofi hanno coniato concetti fondamentali come la “modularità della mente” (l’idea che il cervello abbia aree specializzate per compiti specifici). Senza il lavoro teorico e logico della filosofia, la psicologia cognitiva e le neuroscienze non avrebbero avuto l’impalcatura teorica su cui costruire i loro esperimenti.


3. Le 6 raccomandazioni per il futuro

Nelle conclusioni, Rovelli e colleghi non si limitano a filosofare, ma propongono 6 azioni concrete per rimettere in comunicazione i due mondi:

  1. Più spazio nelle riviste scientifiche: Le riviste di scienza dovrebbero ospitare brevi saggi filosofici che aiutino a chiarire i concetti della ricerca.
  2. Filosofi nei congressi scientifici: Invitare i filosofi della scienza a parlare alle conferenze di fisica, biologia o medicina.
  3. Dottorati misti: Inserire corsi di filosofia della scienza nei percorsi di dottorato dei giovani scienziati (e viceversa).
  4. Letture incrociate: Creare club di lettura o seminari dove scienziati e filosofi leggono e discutono gli stessi testi.
  5. Finanziamenti condivisi: Istituire bandi di ricerca che richiedano la collaborazione obbligatoria tra un laboratorio scientifico e un dipartimento di filosofia.
  6. Centri interdisciplinari: Creare istituti dedicati esclusivamente alla convergenza tra queste discipline.

L’articolo si chiude ricordando una frase di Albert Einstein: “L’indipendenza creata dal giudizio filosofico è il marchio di distinzione tra un mero specialista o artigiano e un vero cercatore di verità”.

Firmatari del manifesto

  • Lucie Laplane – Filosofa della biologia (CNRS e Università Panthéon-Sorbonne di Parigi), specializzata in oncologia e cellule staminali.
  • Paolo Mantovani – Professore di cultura umanistica e letteratura (Università di Roehampton, Londra).
  • Ralph Adolphs – Neuroscienziato e professore di psicologia e biologia (Caltech – California Institute of Technology), esperto di basi neurali del comportamento sociale.
  • Hasok Chang – Storico e filosofo della scienza (Università di Cambridge), focalizzato sulla storia della chimica e della fisica.
  • Alberto Mantovani – Immunologo italiano di fama mondiale, direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e professore alla Humanitas University di Milano.
  • Margaret McFall-Ngai – Biologa e biologa marina (Università delle Hawaii a Mānoa), pioniera nello studio del microbioma e delle simbiosi tra animali e batteri.
  • Carlo Rovelli – Fisico teorico (Aix-Marseille University), tra i padri della gravità quantistica a loop e noto divulgatore.
  • Elliott Sober – Uno dei più importanti filosofi della biologia al mondo (University of Wisconsin-Madison).
  • Thomas Pradeu – Filosofo della scienza e dell’immunologia (CNRS e Università di Bordeaux).
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