a quel punto

a quel punto non sapevo più dove mettermi.
sentivo l’incombenza del tempo (ed è una stupida illusione questa, purtroppo, di trasporre il presente nel passato)
sempre e comunque stretto fra due colori, diluito con l’acqua.
non rimaneva altra soluzione che
percorrerò ognuno di quei colori
desideravo aprire i passaggi fra l’uno e l’altro
individuando le differenze
rifiutando la falsa continuità
Era inutile aspettare. presi il primo tram
tornato a casa.

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