Verde sulla raffineria di petrolio

ex raffineria Pero

La Fiera di Milano-Pero e i padiglioni di Expo2015 sono sorti in una area dove per quarant’anni ha funzionato una delle più importanti e inquinanti raffinerie di petrolio in Europa. 

La costruzione dell’impianto inizia nel 1951 e si conclude nel 1953 ad opera di una società forse sostenuta da Agip e dal nome carico di presagi: Condor (Manchester Oil Refinery, Società Meridionale di Elettricità (Sme) e Italcementi).  Nel 1959 la proprietà passa alla Shell e nel 1974 all’Agip-Gruppo Eni. L’impianto viene ampliato e potenziato. La raffineria arriverà a trattare 6000 tonnellate di greggio al giorno in arrivo da Genova attraverso un oleodotto. Nel 1992 l’impianto chiude perché l’inquinamento dell’aria è insostenibile. Tuttavia, i lavori di smantellamento e di  bonifica iniziano nel 1999.  Oltre alla rimozione degli impianti si procede a una bonifica del terreno fino a 9 m di profondità; mentre l’inquinamento da idrocarburi ha raggiunto i 100 metri nel terreno. Un sistema idraulico, che costa un milione all’anno di gestione dovrebbe depurare l’acqua di falda. (fonte Legambiente, 2007)

Nel 2004/5, su quell’area, viene inaugurato il nuovo polo fieristico di Milano progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas. Nel 2015 si aggiunge l’apertura di Expo che ha come tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

 

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