Privacy: gestione della propria identità

Guerre in codice, Come le intelligenze digitali resettano la democrazia. Presentazione del libro di Michele Mezza alla Casa della cultura. Marzo 2026

Intervento di tale Fiorello, di cui non conosco il cognome.

“La domanda è: che blocco sociale pensiamo di attivare? È evidente che occorre una piattaforma sociale come rete, occorre una metafora, occorre un brand, cioè occorre pensare oltre i singoli pezzi, occorre che casa della cultura e quant’altri costruiscano una coalizione per un’innovazione qualitativa. Ci occorre un blocco sociale dell’innovazione qualitativa che era la chiave dietro quell’aspetto di civilizzazione che ricordava Michele”.

“Dobbiamo uscire da un’idea mercantile per cui qual è l’offerta politica, cosa chiediamo, come si riposiziona alla luce dei 2 milioni di giovani che hanno votato no? dobbiamo essere già parte e osare essere parte, perché quando lo si è fatto si è ottenuto anche qualcosa. Quello che Europa ha fatto in questi ultimi 20 anni deriva anche da un osare che era partito proprio da alcuni italiani. E anche sul fatto che la privacy non è il diritto a restare soli ma la gestione della propria identità. Dobbiamo molto anchea Rodotà.”.

“Allora secondo me il tema che ci dovremmo porre è un brainstorming per tirar fuori che campagne utilizziamo, magari attraverso la Citizen Initiative Europea che è una sorta di iniziativa popolare che può essere prodotta da tre paesi. C’è il mondo dei giornalisti, una realtà come la CGL che ha collegamenti già europei. Non è difficile pensare questo e secondo me dobbiamo usare il tipo di esperienza e di competenza che abbiamo accumulato in questi decenni per dare a questi 2 milioni di giovani una suggestione affinché definiscano un loro linguaggio, una loro identità e possano confliggere. Viceversa saranno ogni volta schiacciati in termini d’ordine pubblico o di strumentalizzazione elettorale”.

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