Tiratore scelto morto durante la Guerra Civile Americana. Scattata nel luglio 1863 dopo la battaglia di Gettysburg.
Il fotografo Alexander Gardner scattò questa foto a testimonianza di una sanguinosa battaglia (50.000 morti). L’immagine ebbe una grande diffusione sui media dell’epoca e sui libri di storia. Nel 1961 un collaboratore del “Civil War Times” si accorse di un’altra foto in cui lo stesso cadavere è in una posizione diversa.
Si tratta di una messinscena che a quell’epoca era una pratica tollerata perché secondo Riccardo Falcinelli (Figure, Einaudi 2020) la fotografia ai suoi inizi aveva come modello visivo di riferimento la pittura. Quindi “nulla di male a sistemare un caduto in modo più «artistico», anche perché a garantire la verità della fotografia basta il fatto che il morto sia davvero morto.”
In inglese straight è lo scatto di un evento così com’è. E staged è la foto costruita.
La distinzione che oggi noi facciamo è politica: la foto di cronaca non può essere montata a scopo di propaganda non può essere una testimonianza. Comunque una foto esprime sempre un punto di vista se non altro individuale. Spesso però rientra in un campo di idee che si posizionano in uno schieramento più ampio e totalizzante.
La foto esprime una relazione fra l’occhio e la realtà, fra una sensibilità individuale e una concezione del mondo. Questa relazione si concretizza attraverso la composizione dell’immagine, combina e riassume tutti gli elementi consci e inconsci che attraversano lo sguardo del fotografo e che si condensano attorno a un grumo di realtà: lo scatto finale, perché la foto fa parte di quella stessa realtà che fissa. Soggetto e oggetto hanno una relazione determinata e casuale allo stesso tempo. Ma la composizione dell’immagine, la sua realtà va oltre il momento in cui è stata scattata e si allarga allo sguardo di chi la interpreta e alla lettura di chi osserva l’immagine con la sua sensibilità e cultura condivisa.
Per concludere questa veloce considerazione sulla realtà di una fotografia di cronaca ecco una frase di Falcinelli: “La composizione, talvolta, è intuire quando piegare le ginocchia, proprio nel momento in cui servirebbe scappare”.
