{"id":900,"date":"2024-08-12T17:15:26","date_gmt":"2024-08-12T15:15:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/?p=900"},"modified":"2026-03-24T21:56:46","modified_gmt":"2026-03-24T20:56:46","slug":"900-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/900-2\/","title":{"rendered":"15 minuti di prossimit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/scienze\/rimpicciolire-le-megalopoli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rimpicciolire le megalopoli<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 capitalista, oggi, \u00e8 uno spazio che mira ad esistere senza cittadini, necessitando solo di consumatori \u2013 e si noti come a questa postura siano legate le trasformazioni territoriali di molte metropoli in materia di gentrificazione, turistificazione, foodificazione e cos\u00ec via, processi che hanno come ricaduta l\u2019ampliarsi di una crepa tra amministrazione, territorio e popolazione, ledendo i diritti dei cittadini residenti.<\/p>\n\n\n\n<p>scrive Moreno, \u201ci principi di territorialit\u00e0 e prossimit\u00e0 sfumano, lasciando il posto ai mezzi di trasporto di massa, la metropolitana, i treni urbani ed extraurbani o l\u2019auto, simbolo di potere e di successo sociale e professionale\u201d. La dimensione temporale della vita metropolitana prende insomma il sopravvento su quella spaziale, in un cambiamento di dinamiche nato con l\u2019industrializzazione e tuttora in corso che vede il tempo come un bene di lusso.<\/p>\n\n\n\n<p>la prospettiva di rinnovamento urbano promossa da Moreno si configura proprio a partire dalla riconsiderazione della dimensione temporale della citt\u00e0, prima ancora che di quella spaziale: ripensare il modo in cui la metropoli assorbe il tempo dei suoi abitanti per rimodellare lo spazio a partire da nuove coordinate<\/p>\n\n\n\n<p>Per Moreno, la citt\u00e0 va ripensata attorno alle esigenze dei suoi abitanti che devono essere in grado, scrive, di poter accedere alle sei funzioni sociali urbane fondamentali (vivere, lavorare, rifornirsi, curarsi, imparare, divertirsi) impiegando un tempo massimo di 15 minuti all\u2019interno di un perimetro spaziale ridotto. Di certo una rivoluzione di complessit\u00e0 direttamente proporzionale alla vastit\u00e0 del territorio su cui si intende applicare, al punto che in materia di citt\u00e0-regione e territori pi\u00f9 ampi il perimetro proposto da Moreno si amplia di altri 15 minuti arrivando alla mezz\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 in questo modo, secondo Moreno, potrebbe subire ulteriori modifiche puntando alla de-mobilit\u00e0 e riconfigurandosi come spazio di prossimit\u00e0. Contro l\u2019anonimato, l\u2019angoscia, la solitudine e la corsa incessante del vivere in citt\u00e0, l\u2019idea di prossimit\u00e0 permetterebbe di modellare spazi a misura d\u2019uomo configurati come reticolari e de-centralizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>per Moreno da quattro aspetti fondamentali. Di questi i primi tre \u2013 vicinanza, densit\u00e0 e diversit\u00e0 \u2013 operano in maniera sinergica: l\u2019idea di una citt\u00e0 simile vede la vita svolgersi in spazi urbani condivisi, in cui l\u2019effettiva densit\u00e0 si traduce in inclusione, presenza associativa, iper-vicinato. Tutto ci\u00f2 a sua volta presuppone una partecipazione degli abitanti all\u2019uso e alla progettazione degli spazi, che mirino a sostenere le categorie sociali pi\u00f9 fragili, alla parit\u00e0 di genere e alla valorizzazione culturale. Da ultimo, Moreno non manca di rilevare il ruolo della tecnologia nel quarto aspetto che definisce \u201cubiquit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel ripensare gli spazi diventa fondamentale il ruolo della tecnologia \u2013 intesa come strumento al servizio del cambiamento e non pi\u00f9 come alleato subdolo del capitalismo predatorio da piattaforma \u2013 in quanto mezzo per creare legami sociali, favorire la comunicazione e inventare nuovi modelli democratici.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019amalgama di fattori non solo potrebbe fare fronte alle dimensioni fuori controllo delle citt\u00e0, favorendone il policentrismo e la gestione amministrativa, ma risulterebbe in grado di generare una coscienza dell\u2019abitare capace di svincolare progressivamente i luoghi dalle logiche del mercato e dell\u2019urbanizzazione capitalista (ripensando le relazioni col settore privato, combattendo la mercificazione e salvaguardando l\u2019interesse delle comunit\u00e0), di difenderne il servizio pubblico, tornando a concepire la citt\u00e0 come spazio di espressione di chi la vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel solco di una citt\u00e0 organica, cara ai principi del \u201cNew Urbanism\u201d, questa strategia di ripensamento degli spazi prende nome di crono-urbanismo che fa della temporalit\u00e0 e della prossimit\u00e0 risorse utili alla qualit\u00e0 di vita e alla sostenibilit\u00e0 ambientale della citt\u00e0. \u00c8 una strada lunga, chiosa Moreno, che ha bisogno di ricerca e analisi dei territori, esaminando e conoscendo le risorse di cui si pu\u00f2 beneficiare, ma, alla prova dei fatti, la citt\u00e0 dei 15 minuti \u00e8 una strategia politica e sociale in grado di riportare il conflitto produttivo all\u2019interno degli spazi urbani nel nome di una rivendicazione legittima a citt\u00e0 pi\u00f9 giuste e meno impattanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rimpicciolire le megalopoli. 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