{"id":504,"date":"2021-05-02T08:07:43","date_gmt":"2021-05-02T06:07:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/?p=504"},"modified":"2026-03-24T21:56:53","modified_gmt":"2026-03-24T20:56:53","slug":"ambiente-animali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/ambiente-animali\/","title":{"rendered":"Ambiente, animali, etica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matteo Andreozzi, &#8220;<a href=\"https:\/\/www.triesteanimalday.it\/l-etica-ambientale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Introduzione<\/a>&#8220;,&nbsp;<strong>Etiche dell\u2019ambiente<\/strong>. Voci e prospettive, Milano: LED, 2012, pp. 19-44.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*******<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Teofrasto<\/strong> respinge la teoria secondo cui tutti gli esseri viventi esistono per l\u2019uomo; <strong>Pitagora e Plutarco<\/strong> raccomandano di rispettare i nostri \u2018parenti\u2019 animali; <strong>Porfirio<\/strong> predica di ridurre al minimo le proprie pretese per sopravvivere solo dei frutti della terra inutilizzati; il pittore <strong>William Hogarth<\/strong> dipinge atti di violenza su animali per scongiurare questo genere di brutalit\u00e0; <strong>Voltaire<\/strong> \u00e8 tra i primi a contrastare la visione cartesiana degli animali-macchina; <strong>La Mettrie<\/strong> chiede rispetto per gli animali difendendone la capacit\u00e0 di provare piacere e dolore; <strong>Rousseau<\/strong> sottolinea la somiglianza tra la sensibilit\u00e0 umana e animale e l\u2019importanza del sentimento di piet\u00e0; Hume parla delle capacit\u00e0 umane (compresa quella morale) come un caso speciale di capacit\u00e0 animali; <strong>Cyrano<\/strong> de Bergerac invita l\u2019uomo a riflettere sul fatto che cos\u00ec come egli considera gli animali come inferiori, anch\u2019egli potrebbe essere considerato inferiore da una ipotetica specie extraterrestre; Immanuel <strong>Kant<\/strong> (Lezioni di etica, <strong>1775<\/strong> e La Metafisica dei costumi, <strong>1797-1798<\/strong>) riprende la cosiddetta \u2018tesi della crudelt\u00e0\u2019 di <strong>Tommaso d\u2019Aquino<\/strong> (Summa Theologiae, <strong>1265\u20131274<\/strong>) e vede il maltrattamento degli animali come un\u2019anticamera per la violenza verso gli uomini (ma considera il rispetto come un qualcosa di riferibile soltanto agli uomini, mai alle cose, come gli animali); <strong>Humphry Primatt<\/strong> (Dissertation on the Duty of Mercy and Sin of Cruelty to Brute Animals, <strong>1776<\/strong>) sostiene che la brutalit\u00e0 nei confronti degli animali sia persino pi\u00f9 grave della crudelt\u00e0 nei confronti degli uomini; <strong>Arthur Helps<\/strong> (Some Talk about Animals and their Master, <strong>1873<\/strong>) giunge in modo forse provocatorio a sostenere i diritti degli insetti; John <strong>Howard Moore<\/strong>, parafrasando Kant, sostiene che tutti gli esseri sono fini e mai soltanto mezzi; per <strong>Henry Salt<\/strong> (Animals\u2019 Rights: Considered in Relation to Social Progress, <strong>1892<\/strong> e A Plea for Vegetarianism, <strong>1896<\/strong>) l\u2019essere umano, al fine di crescere in animo e in civilt\u00e0, deve sforzarsi di superare le barriere che gli impediscono di interagire con gli animali in modo simpatetico, riconoscendo loro dei veri e propri diritti; Edward B. <strong>Nicholson<\/strong> paragona le funzioni inferiori degli animali a quelle di uomini menomati a cui, tuttavia, sono riconosciuti diritti; mentre svariati autori, tra cui <strong>John Oswald<\/strong> (The Cry of Nature or an Appeal to Mercy and to Justice on Behalf of the Persecuted Animals, <strong>1791<\/strong>), <strong>George Nicholson<\/strong> (On the Conduct of Man to Inferior Animals, <strong>1797<\/strong>), Nicholas Collin, Thomas Paine e soprattutto <strong>John Lawrence<\/strong> (A Philosophical Treatise on Horses and on the Moral Duties of Man towards the Brute Creation, <strong>1796-1798<\/strong>) auspicano un allargamento dell\u2019etica che comprenda il mondo animale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Charles <strong>Darwin<\/strong>: toglie la specie umana dal centro della creazione; continuit\u00e0 biologica e passaggi graduali al posto di salti e separazioni gerarchiche; valore delle biodiversit\u00e0 annulla quello delle differenze di specie; interazione tra ambiente ed evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Etologia fondata da Konrad <strong>Lorenz<\/strong> (1903-1989) e Nikolas <strong>Tinbergen<\/strong> (1907-1988): complessit\u00e0 della vita animale; somiglianza biologica, sociale e mentale tra gli organismi dotati di un sistema nervoso centrale e gli esseri umani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel <strong>novecento<\/strong> spostamento dalla filosofia della natura alla filosofia dell&#8217;ambiente. Nel <strong>1948<\/strong>&nbsp;William <strong>Vogt<\/strong> e Farifield <strong>Osborn<\/strong> denunciano la sovrappopolazione, la deforestazione e la capacit\u00e0 della tecnologia di risolvere questi problemi. &nbsp;Nel <strong>1949<\/strong> viene pubblicata una raccolta di saggi Aldo <strong>Leopold<\/strong>. In essa viene proposta per la prima volta l\u2019idea di una etica della terra, che sposti il baricentro etico dall\u2019uomo alla terra, considerata come sistema equilibrato di reciproche interazioni simbiotiche tra organismi dotati della stessa rilevanza; si considera come un unico insieme la comunit\u00e0 umana, quella animale e quella naturale . Negli anni settanta sono numerose le pubblicazioni sul tema dell&#8217;ambiente e sulla denuncia dei danni alla Terra (Gaia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1973<\/strong>: pubblicazione di un articolo&nbsp;<strong>Animal Liberation<\/strong>, scritto dal filosofo australiano Peter <strong>Singer<\/strong>. Nello stesso anno pubblicazione articolo <strong>The Shallow and the Deep<\/strong> (Il superficiale e il profondo), del filosofo norvegese Arne <strong>N\u00e6ss<\/strong>. Pongono la questione dell&#8217;antropocentrismo e la necessit\u00e0 di un mutamento sociale per cambiare il modo di pensare (etica) il rapporto con l&#8217;ambiente e la natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dagli anni settanta l&#8217;etica animalista si affianca a quella ambientalista. L\u2019ambito di riflessione, occupandosi del benessere animale, \u00e8 tanto vasto quanti sono i modi in cui l\u2019uomo ha costruito la propria relazione con il mondo del vivente: il rapporto con gli animali d\u2019affezione o da compagnia, alle volte gestiti come surrogati affettivi, giocattoli, pretesti di socializzazione o senza un\u2019attenta considerazione dei loro bisogni; quello con gli animali da reddito o d\u2019allevamento, utilizzati a fini alimentari; quello con gli animali da pelliccia o da vestiario, allevati o catturati per produrre beni di lusso; e quello con gli animali selvatici, cacciati o catturati per sperimentazioni o per l\u2019intrattenimento nei parchi, negli spettacoli, nelle corride, nei rodei, nei pali, nelle sagre e negli zoo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel <strong>1959<\/strong> lo zoologo William <strong>Russell<\/strong> e il microbiologo Rex <strong>Burch<\/strong> presentano una proposta di umanizzazione della sperimentazione animale: <strong>metodo delle 3R<\/strong>, Replacement Refinement and Reduction (sostituzione, affinamento e riduzione).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel <strong>1964<\/strong> Ruth <strong>Harrison<\/strong> pubblica in Inghilterra il libro Animal Machines, dedicato all\u2019esame delle condizioni di vita degli animali d\u2019allevamento. Spinge il governo inglese a istituire un\u2019apposita commissione d\u2019indagine che, nel 1965, pubblica il Rapporto Brambell: un documento in cui, per la prima volta, si gettano le basi per una definizione di \u2018benessere animale\u2019 e per una sua considerazione bioetica e scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla <strong>bioetica animalista<\/strong> all&#8217;<strong>etica animalista<\/strong>: se la prima \u00e8 un\u2019etica applicata al regno animale che si rivolge essenzialmente ai settori coinvolti nella \u2018biocultura\u2019 (allevatori, scienziati, addestratori e veterinari), affinch\u00e9 garantiscano buone condizioni di vita agli animali sfruttati, solo la seconda si rivolge a tutti gli esseri umani invitandoli a riflettere sulle reali necessit\u00e0 di utilizzare le altre forme di vita, considerandole alla stregua di \u2018oggetti\u2019 o \u2018mezzi\u2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matteo Andreozzi, &#8220;Introduzione&#8220;,&nbsp;Etiche dell\u2019ambiente. 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