{"id":423,"date":"2014-08-24T10:29:38","date_gmt":"2014-08-24T08:29:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/?p=423"},"modified":"2026-03-24T21:56:59","modified_gmt":"2026-03-24T20:56:59","slug":"appunti-da-rivedere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/appunti-da-rivedere\/","title":{"rendered":"appunti da rivedere"},"content":{"rendered":"\n<p>ATTENZIONE: IN VERDE SONO INSERITI IN ZENZQUAD non tutti controllati<\/p>\n\n\n\n<p>ATTENZIONE: IN BLU SONO INSERITI IN ZENZERO non tutti controllati<\/p>\n\n\n\n<p>1.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovrei ritenermi soddisfatto: vivo in una casa piccola, comoda per uno e stretta per due, con dentro quello che serve, non pi\u00f9 del necessario perch\u00e9 lo spazio ovviamente \u00e8 limitato, sebbene abbia cercato di trasformarlo secondo i fini pratici di una conduzione casalinga, i risultati sono per certi aspetti disgustosi, nell&#8217;insieme invece domina il caotico universo di oggetti che si muovono senza trovare una collocazione stabile, tranne per quelli abbandonati in un angolo, dimenticati, anche delle abitudini ci si dimentica di averle e cos\u00ec, spesso, non sono consapevole di quanto sia piacevole conoscere le proprie abitudini, per realizzarle puntualmente ogni giorno,in questi momenti il tempo scorre lentamente, e la realt\u00e0 sembra un&#8217;altra, impossibile qui ed ora, ma accettabile se arriva attraverso lo schermo del monitor, ecco il telefilm che mi appassiona, o il film che mi ero perso, il dibattito a Samarcanda, le schegge dal passato, bellissimo quel programma &#8220;La macchina del tempo&#8221;, una ampia scelta, che bello non devo uscire per sentirmi meno solo, non devo rimettere il cappotto pesante, me ne rimango qui,dentro al mio maglione preferito col telecomando &#8230; e invece no, c&#8217;\u00e8 la sera che trasmettono in contemporanea cinque programmi che vedrei volentieri, ma poi, la sera dopo non c&#8217;\u00e8 un programma che mi piaccia, non c&#8217;\u00e8 un film interessante e neppure divertente, prima mi deprimo a pigiare in continuazione i bottoni numerati del telecomando, poi mi incazzo e riapro il frigorifero quasi deserto, a questo punto di solito mi sento colpevole, incapace, inutile a me stesso, getto il telecomando, indosso il cappotto ed esco sbattento la porta.<\/p>\n\n\n\n<p>2.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre scendevo le scale ho controllato di avere le chiavi in tasca.<\/p>\n\n\n\n<p>3.<\/p>\n\n\n\n<p>Pen.si..eri&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella testa i pensieri si stanno sgretolando. le parole non si dispongono linearmente ma scoppiettano moltiplicandosi, ripetendosi&#8230;senza senso .<\/p>\n\n\n\n<p>4.<\/p>\n\n\n\n<p>5.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza aveva appoggiato il vassoio sul bordo del tavolino e stava mettendo davanti a ciascuno il suo bicchiere.<\/p>\n\n\n\n<p>6.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciao sono Marco<\/p>\n\n\n\n<p>Sollev\u00f2 il ricevitore, compose il numero sui tasti fosforescenti, attese che il segnale fosse interrotto dal &#8220;Pronto..&#8221; e disse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ciao, sono Marco. Senti questa lettera che ho ricevuto oggi e dimmi che cosa ne pensi. Te la leggo: &#8221; Mi voglio uccidere, ho deciso. Mi uccido perch\u00e9 non posso stare lontano da te.Senza il tuo amore non avr\u00f2 pi\u00f9 alcuna ragione di esistere. Non so pi\u00f9 che fare, capisci? non posso fare altro che soffrire&#8230;Vorrei morire, voglio morire per non soffrire pi\u00f9. Perch\u00e9 non riesco ad immaginare una vita senza di te, senza vederti, senza parlare, discutere, litigare con te, e senza fare l&#8217;amore con te, sentire le tue carezze, i tuoi baci&#8230;Ti prego, se mi vuoi bene, se almeno mi hai voluto bene, ti prego non mi lasciare. Perch\u00e9 non rimandiamo la decisione , dammi un&#8217;altra possibilit\u00e0. Ne ho diritto! Anche se so che non dovrei chiederti nulla: era nei patti, sin dall&#8217;inizio, ma&#8230;Ma proviamo ancora una volta ad amarci!&#8230;Cosa sto dicendo? E&#8217; tutto finito, lo so. Scusami. Non ho diritto,io, di chiederti questo sacrificio. E poi lo faresti solo per piet\u00e0, per non lasciarmi morire. Scusami, non so quello che dico. Perdonami. &#8221; Ebbene, Carla, che cosa ne pensi?<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;altro capo del telefono la voce di donna rispose:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Avrei molte cose da dire, ma io non sono Carla.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Tu..lei.. non \u00e8 Carla?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No! e se lo fossi farei in modo di non dover pi\u00f9 sentire la sua voce.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma io..Mi scusi, io..forse ho sbagliato numero..<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E&#8217; quello che credo!<\/p>\n\n\n\n<p>7.<\/p>\n\n\n\n<p>Una camicia grigia<\/p>\n\n\n\n<p>Vers\u00f2 il caff\u00e8 nella mia tazza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Hai una camicia grigia, disse.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Senti madre, il grigio \u00e8 un colore come tutti gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; I preti portano una camicia come la tua, e tu hai una camicia grigia come i preti.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non provocarmi, madre. Lo so che non sopporti che io sia ateo.<\/p>\n\n\n\n<p>9.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo personaggi<\/p>\n\n\n\n<p>Una grande immensa citt\u00e0, che contiene altre citt\u00e0, grandi e pic-cole, industriali ed esotiche, reali, immaginate, invisibili. E poi pianura, montagna, mare, pioggia, sole, e cieli.<\/p>\n\n\n\n<p>Una citt\u00e0 dove ci sta il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mondo senza uomini. Abitato solo da personaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>11.<\/p>\n\n\n\n<p>12.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pomeriggio nell&#8217;ozio<\/p>\n\n\n\n<p>Era un pomeriggio di un giorno d&#8217;inverno, nuvole basse sulla citt\u00e0 e una pioggia sottile. Contavo di passarlo felicemente nell&#8217;ozio.<\/p>\n\n\n\n<p>13.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che ricordai qualcosa della mia infanzia, il freddo e i disagi di vivere in campagna, la fame, i vestiti ruvidi, si dormiva su materassi riempiti con le foglie di granoturco e i cuscini con penne di gallina. Solo i ricchi avevano il piumino e la legna in abbondanza. Noi si andava nelle stalle per scaldarci. Al mattino mia sorella apriva le imposte della finestra. Sui vetri c&#8217;erano disegni di ghiaccio e stando a letto vedevo le cime degli alberi con la brina. Come guardare una televisione immobile, o lentissima. Eppure ogni emozione allora era intensa, trascinava in mondi fantastici, come quelli dei racconti che il maestro ci leggeva o che di sera i vecchi raccontavano davanti al fuoco nella stalla. (Mondi immaginari dove le persone e le cose erano verosimili, ma le regole&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, con gli anni, \u00e8 venuta la disillusione per tutti i mondi che non siano quelli possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>(i ricordi dell&#8217;infanzia che mio padre racconta, sono sempre un po&#8217; dolci e tristi)<\/p>\n\n\n\n<p>14.<\/p>\n\n\n\n<p>Occhi<\/p>\n\n\n\n<p>Alz\u00f2 gli occhi ed incontr\u00f2 i suoi.<\/p>\n\n\n\n<p>15.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in troppi. E non dire che esagero<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Prima, dentro di me sentivo soltanto una voce. Adesso ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altra che dice quel che pensa, e risponde.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non devi preoccuparti, perch\u00e9 ciascuno non \u00e8 solo se stesso, ma una somma di diverse personalit\u00e0. Il concetto di individuo deve essere visto come un complesso sistema fisico e psichico, che pu\u00f2 assumere aspetti differenti, e sdoppiarsi in personalit\u00e0 anche contrapposte. Ci\u00f2 che senti \u00e8 la complessit\u00e0 della consapevolezza che hai di te stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Come lo dici bene. Anch&#8217;i&#8217;ho pensato che una persona potrebbe essere fatta di pi\u00f9 persone. Per\u00f2 mi sembrava impossibile. Poi, quando ho cominciato a sentirmi dentro non pi\u00f9 una voce ma due, che discutono, polemizzano e pretendono di decidere, ed io che assisto preoccupato perch\u00e9 vorrei intervenire ma non mi lasciano parlare&#8230;In quel momento siamo in tre. Siamo in troppi. E non dire che esagero!<\/p>\n\n\n\n<p>16<\/p>\n\n\n\n<p>vedi: VENTO<\/p>\n\n\n\n<p>17.<\/p>\n\n\n\n<p>LA MENTE E IL CORPO:STORIA DI UNA DIVISIONE IMPOSSIBILE.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ho solo un vago ricordo, pi\u00f9 una sensazione che un&#8217;idea. una sensazione come quella che si prova guardando un angolo vuoto della libreria, da cui qualcuno ha tolto un oggetto che era rimasto l\u00ec posato per tanto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>non so come accadde , ma da quel momento, che neppure ricordo, la mia testa smise di funzionare. non me ne resi conto subito perch\u00e9 le parole continuavano a scorrere ai piedi delle immagini erano didascalie che leggevo divertito, mentre il silenzio entrava come ovatta nelle mie orecchie.<\/p>\n\n\n\n<p>non potrei dire cosa fosse, se una scelta o una necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>18.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei taceva. E per un attimo ancora, lui ebbe il timore che il dialogo potesse cadere.<\/p>\n\n\n\n<p>19<\/p>\n\n\n\n<p>Un foglietto trovato<\/p>\n\n\n\n<p>Sullo sfondo azzurro intenso del cielo<\/p>\n\n\n\n<p>La linea delle montagne sembra il mio cardiogramma.<\/p>\n\n\n\n<p>Neve, roccia, verde spesso degli abeti.<\/p>\n\n\n\n<p>La nebbia sul fondo della valle.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tramonto rosso e arancio.Uno scenario cos\u00ec: da mezza pensione e senza pretese di forma.<\/p>\n\n\n\n<p>20<\/p>\n\n\n\n<p>sguascicare come gelato nel fango.<\/p>\n\n\n\n<p>21<\/p>\n\n\n\n<p>La morte del marito<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Che peccato, sarebbe stato cos\u00ec contento&#8221;, ha detto Evelyn Baxter nell&#8217;intervista concessa a due anni dalla morte del marito.<\/p>\n\n\n\n<p>22<\/p>\n\n\n\n<p>Sonno<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla pagina bianca scarabocchio il sonno.<\/p>\n\n\n\n<p>23<\/p>\n\n\n\n<p>Camminavo<\/p>\n\n\n\n<p>La strada stretta, le case vecchie, camminavo lungo il muro.<\/p>\n\n\n\n<p>24<\/p>\n\n\n\n<p>Il portiere mi diede la chiave, salii al terzo piano, corridoio a sinistra, porta in fondo, camera numero 47.<\/p>\n\n\n\n<p>25<\/p>\n\n\n\n<p>La mano<\/p>\n\n\n\n<p>La tovaglia \u00e8 bianca. Gianna allunga il braccio attraverso il tavolo e gli accarezza la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sono felice di questo incontro, lo aspettavo da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui alza gli occhi ed incontra i suoi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Anch&#8217;io aspettavo questo momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo urta un bicchiere con il gomito e rovescia il vino sulla tovaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>26<\/p>\n\n\n\n<p>naufrago<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;=&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>naufrago tra la terra ed il cielo, tra la luce ed il buio, tra vero e falso, tra dolce ed amaro, tra bianco e nero, tra speranza e felicit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>27<\/p>\n\n\n\n<p>Stupida e irrilevante notte di una citt\u00e0 autunnale.<\/p>\n\n\n\n<p>Stupida e irrilevante notte di una citt\u00e0 in primavera<\/p>\n\n\n\n<p>28<\/p>\n\n\n\n<p>Merda&#8217;merda&#8217;: questo piccolo prodotto calligrafico che racchiude in s\u00e8 odore,colore, consistenza ed altre particolari caratteristiche. ???<\/p>\n\n\n\n<p>29.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ed Esso<\/p>\n\n\n\n<p>Al posto di queste parole ce n&#8217;erano altre che ho preferito cancellare. Ed ora ho paura che la cosa non sia gradita al mio inconscio. A volte lo trovo inopportuno se non persino vendicativo. &#8220;Esso&#8221; mi direbbe che soffro di paranoia od ossessioni. Ma io, che poi \u00e8 anche &#8220;esso&#8221;,credo che si diverta a farmi rattrappire&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Domanda: Perch\u00e9 dovrei temere ci\u00f2 che ho rimosso?<\/p>\n\n\n\n<p>Risposta: La morale cattolica della tua educazione, la cultura occidentale, il linguaggio stesso che usi&#8230;tutto ci\u00f2 fa di te un colpevole perch\u00e9 vorresti dimenticare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Affermazione: oggi,un problema da risolvere \u00e8 quello di come rimuovere il rimosso. E&#8217; un problema ecologico: bisogna smaltire i rifiuti prodotti da una cultura fortemente inquinante. Molte scorie e uno spreco di risorse naturali e immaginarie.<\/p>\n\n\n\n<p>31.<\/p>\n\n\n\n<p>Natura &#8211; Immaginazione<\/p>\n\n\n\n<p>Due aspetti di un&#8217;unica realt\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Si contrappongono per volont\u00e0 dell&#8217;uomo?<\/p>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;immaginazione l&#8217;uomo pu\u00f2 uscire da ci\u00f2 che \u00e8 naturale per distinguere il vero dal falso?<\/p>\n\n\n\n<p>Natura \u00e8 solo un termine immaginario perch\u00e9 si riferisce ad una origine o ad una fine (vi \u00e8 lo stesso atteggiamento religioso perseguendo l&#8217;uno o l&#8217;altro)?<\/p>\n\n\n\n<p>Quale verit\u00e0 vi \u00e8 nella natura che non dipenda dall&#8217;uomo?<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa sarebbe l&#8217;immaginazione se non fosse essa stessa naturale? L&#8217;immaginazione \u00e8 soprannaturale? Quindi \u00e8 con l&#8217;immaginazione che si conosce il soprannaturale?<\/p>\n\n\n\n<p>Potrei essere cos\u00ec imbecille da crederci? (E&#8217; da molto tempo che penso -escludo per principio la parola credo!- a Dio come ad un prodotto immaginario pubblicizzato da una setta di pubblicitari in abiti scuri)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che pantano.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimosso<\/p>\n\n\n\n<p>Rifiuti<\/p>\n\n\n\n<p>Natura<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginazione<\/p>\n\n\n\n<p>Dio<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>Nel &#8220;mio rimosso&#8221; ci dovrebbero stare solo rifiuti riciclabili..<\/p>\n\n\n\n<p>Io, comunque, non sono &#8220;io&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Psicologia, economia, sociologia, politica sono alcune delle scienze di transizione che perdono di influenza quando si riorganizzano le ideologie religiose. -Cazzo! che mattone.<\/p>\n\n\n\n<p>31<\/p>\n\n\n\n<p>Flaubert era un presuntuoso quando ha detto: Madame Bovary sono io.<\/p>\n\n\n\n<p>32.<\/p>\n\n\n\n<p>Calore, odore, vista<\/p>\n\n\n\n<p>Il calore, l&#8217;odore dei corpi che affollavano il locale. Rimase immobile, il tempo di adeguarsi al forte contrasto fra le luci e le ombre.<\/p>\n\n\n\n<p>(la percezione del calore, della temperatura, fa parte del tatto?)<\/p>\n\n\n\n<p>33<\/p>\n\n\n\n<p>Il rumore del treno arriva improvvisamente nell&#8217;oscurit\u00e0 della stanza, cresce fino ad occuparne tutto il silenzio, poi si allontaner\u00e0, lasciando nelle orecchie una traccia che si allunga fino a scomparire.<\/p>\n\n\n\n<p>34<\/p>\n\n\n\n<p>Prova non d&#8217;autore<\/p>\n\n\n\n<p>a. un&#8217;immagine ingombrante che allontanandosi continuava ad incuriosire<\/p>\n\n\n\n<p>b. un&#8217;immagine ingombrante che continuava ad incuriosire anche da lontano<\/p>\n\n\n\n<p>35<\/p>\n\n\n\n<p>36<\/p>\n\n\n\n<p>Adriana Barbara Carlotta Daniela Elisabetta Federica Gabriella e a quel punto la discussione fra mio padre e mia madre si fece accesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovevano decidere per il nome: ormai mancavano pochi giorni alla mia nascita. Purtroppo la loro intesa era crollata, forse per stanchezza e delusione o perch\u00e9 erano cambiati loro stessi durante la lunga attesa di avere un figlio maschio.<\/p>\n\n\n\n<p>La mamma non voleva pi\u00f9 saperne di quella &#8220;stupida idea&#8221; di seguire l&#8217;ordine alfabetico. E poi i nomi che iniziano con la lettera &#8220;H&#8221; non gli piacevano. Ci manca solo quello in questa casa, disse con un tono di voce molto arrabbiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Pap\u00e0 non cedeva facilmente, ed a volte neppure cedeva. Invit\u00f2 le sorelle ad uscire in giardino, perch\u00e9 era una bella giornata da gustare all&#8217;aperto. (E&#8217; rimasta una sua caratteristica quella di usare la parola gustare, anche nei discorsi pi\u00f9 lontani dalla cucina.)<\/p>\n\n\n\n<p>Adriana, che allora aveva undici anni rideva ogni volta che pap\u00e0 pronunciava quella parola. Barbara, anche se non capiva, rideva pure lei per non sembrare pi\u00f9 giovane. Carlotta, invece, diventava serissima perch\u00e9 intuiva che per lei ci sarebbe stata ancora meno attenzione. Daniela scompariva, diventava parte dell&#8217;arredamento della stanza. Elisabetta era spesso distratta e Federica giocava con il suo piede. Gabriella in quel momento dormiva: che sollievo!<\/p>\n\n\n\n<p>Vennero gentilmente sospinte da pap\u00e0 in giardino con la promessa che le avrebbe raggiunte per giocare con loro. Uscirono dalla porta finestra, tutte tranne Gabriella che dormiva e Federica di cui, come al solito, nessuno notava la presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>37<\/p>\n\n\n\n<p>Il Padre Simbolico<\/p>\n\n\n\n<p>padre-parola<\/p>\n\n\n\n<p>38<\/p>\n\n\n\n<p>FAHRENHEIT 451, la temperatura a cui bruciano i libri.<\/p>\n\n\n\n<p>I libri rendono gli uomini infelici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pompiere non ha memoria di quando i pompieri avevano il compito di spegnere il fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Lezioni su come scoprire gli oggetti nascosti: &#8211; Per imparare a trovare bisogna prima imparare a nascondere.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Assolutamente!<\/p>\n\n\n\n<p>Poliziotti che tagliano i capelli , annunciatrice Tg: Come vedete, far rispettare la legge a volte pu\u00f2 essere divertente.<\/p>\n\n\n\n<p>( Ho il ricordo di un filmato della televisione cinese dopo la repressione crudele, in cui i poliziotti tagliano i capelli ad alcuni studenti dopo averli malmenati e arrestati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cronista italiano riportava le parole del cronista cinese: un commento divertito per l&#8217;originalit\u00e0 del taglio!<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricordo del film e delle immagini dalla Cina si confondono.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>39<\/p>\n\n\n\n<p>41<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del tempo<\/p>\n\n\n\n<p>bianco\/nero<\/p>\n\n\n\n<p>esterni aperti, piccoli paesi, fattorie<\/p>\n\n\n\n<p>interni camion cinema tipografia il cielo si riflette sul cofano dell&#8217;auto schiantata contro albero grande e ramuto ma senza foglie<\/p>\n\n\n\n<p>nel camion-abitazione da una finestra di plexiglas si vedono le nuvole scorrere nel cielo e la luna<\/p>\n\n\n\n<p>con la sceneggiatura davanti guardo il film e anticipo, mi creo aspettativa di conferma o<\/p>\n\n\n\n<p>alcune parole non si sentono, ma appaiono come sottotitoli e sembrano sottolineare un gesto o un&#8217;azione<\/p>\n\n\n\n<p>42<\/p>\n\n\n\n<p>ci sono ricordi che non si fanno vedere chiaramente. Restano incerti. E incerte sono le conseguenze di quei ricordi: ricordati o immaginati?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho perso ogni intimit\u00e0 con la scrittura. A volte il linguaggio scritto mi appare come un qualcosa che \u00e8 rimasto fuori dai confini del vissuto. Un sogno che a stento ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando leggo un libro &#8211; da un po&#8217; di tempo mi accade &#8211; la narrazione prende il sopravvento. Le parole non si mettono in fila sulla pagina, ma salto da un&#8217;immagine mentale all&#8217;altra senza capire quali parole sto leggendo. I significati si confondono, le parole diventano trasparenti, ed i ricordi hanno un seguito incerto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo neppure perch\u00e9 prima ne fossi affascinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivere mi fa soffrire un poco, m&#8217;indispone, mi fa capire quanto poco io alloggi nel linguaggio o il linguaggio in me.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivere. Le parole sono scaglie di pelle, che si staccano, scivolano via dalla superficie del corpo,(senza spessore)<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, se trovo un&#8217;idea, se trovo una frase appesa, rinasce il desiderio di scrivere..e di soffrire. Ciclo che si ripete.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la mano \u00e8 lenta nel registrare: il pensiero, l&#8217;immaginare \u00e8 gi\u00e0 oltre e il corpo \u00e8 ancora l\u00ec che si chiede ragione della prima parola. Qualsiasi parola, un verbo o un avverbio, un nome o un pronome, anche un articolo semplice.. se almeno alla prima seguisse una seconda parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma..ma che ragione c&#8217;era per scrivere anche questo!<\/p>\n\n\n\n<p>43<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra del golfo, del petrolio, degli USA e dell&#8217;Irak, dell&#8217;Occidente contro l&#8217;Islam, degli arabi contro tutti, la guerra del Nord e del Sud che si fronteggiano, dei ricchi contro i poveri, la guerra incivile, dei corrotti che si fanno paladini, dei militari che si mettono il camice da chirurgo, la guerra tecnologica, degli aerei e dei bombardamenti, la guerra minuto per minuto, la guerra censurata, la guerra vista per telefono, osservata dai satelliti silenziosi, decisa dai bombardieri assordanti, simbolica e mortale, la guerra per la pace, guerra del progresso contro l&#8217;ozio, guerra annunciata dai governi ai governati, guerra persa ancora prima di essere vinta, guerra alla ragione, morti e distruzione, guerra per i nostri privilegi, per fare notizia, una guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>45<\/p>\n\n\n\n<p>45. Nomi di prodotti o personaggi<\/p>\n\n\n\n<p>AlfaRomeo<\/p>\n\n\n\n<p>Ava<\/p>\n\n\n\n<p>Bitter<\/p>\n\n\n\n<p>Cacao<\/p>\n\n\n\n<p>Gordon<\/p>\n\n\n\n<p>Gulasch<\/p>\n\n\n\n<p>Nelson<\/p>\n\n\n\n<p>Onofrio<\/p>\n\n\n\n<p>Rai<\/p>\n\n\n\n<p>Rex<\/p>\n\n\n\n<p>Sigismondo<\/p>\n\n\n\n<p>Skoda<\/p>\n\n\n\n<p>Sprite<\/p>\n\n\n\n<p>Teseo<\/p>\n\n\n\n<p>Traco<\/p>\n\n\n\n<p>Yomo<\/p>\n\n\n\n<p>Zeiss<\/p>\n\n\n\n<p>46<\/p>\n\n\n\n<p>Rimangono soltanto la creativit\u00e0 intesa come imperfezione, e l&#8217;immaginazione intesa come deformazione.<\/p>\n\n\n\n<p>47<\/p>\n\n\n\n<p>Capitoli<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rettangolo pag 1<\/p>\n\n\n\n<p>1. Dovrei ritenermi soddisfatto pag. 1<\/p>\n\n\n\n<p>2. Mentre pag. 1<\/p>\n\n\n\n<p>3.Pen.si..eri&#8230; pag. 1<\/p>\n\n\n\n<p>4. pag. 1<\/p>\n\n\n\n<p>5.La ragazza pag. 2<\/p>\n\n\n\n<p>6.Ciao, sono Marco pag. 2<\/p>\n\n\n\n<p>7. Una camicia grigia pag. 2<\/p>\n\n\n\n<p>8. Luna e Venere pag. 2<\/p>\n\n\n\n<p>9. SPAZIO pag. 2<\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>TEMPO:<\/p>\n\n\n\n<p>10. prove pag. 3<\/p>\n\n\n\n<p>11. parole pag. 3<\/p>\n\n\n\n<p>12. Un pomeriggio nell&#8217;ozio&#8230; pag. 3<\/p>\n\n\n\n<p>13. Ricordo che ricordai pag. 3<\/p>\n\n\n\n<p>14. Occhi pag. 4<\/p>\n\n\n\n<p>15. Siamo in troppi, e non dire che esagero pag. 4<\/p>\n\n\n\n<p>16. Ricordo lei pag. 4<\/p>\n\n\n\n<p>17. La mente e il corpo pag. 5<\/p>\n\n\n\n<p>La mente e il corpo II pag. 5<\/p>\n\n\n\n<p>18. Lei taceva pag. 5<\/p>\n\n\n\n<p>19. MONTAGNA pag. 5<\/p>\n\n\n\n<p>20. Fango pag. 521. La morte del marito pag. 5<\/p>\n\n\n\n<p>22. Sonno pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>23. Camminavo pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>24. Camera 47 pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>25. La mano pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>26. Naufrago pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>27. Notte di una citt\u00e0 pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>28. Merda pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>29. Io ed esso pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>31. Rapporto NATURA-IMMAGINAZIONE pag. 6<\/p>\n\n\n\n<p>31. Flaubert pag. 7<\/p>\n\n\n\n<p>32. calore,odore,vista pag. 7<\/p>\n\n\n\n<p>33. Il rumore del treno pag. 7<\/p>\n\n\n\n<p>34. prova pag. 7<\/p>\n\n\n\n<p>35. Dialogo tra un vescovo ed un turista pag. 7<\/p>\n\n\n\n<p>36. Sette sorelle pag. 8<\/p>\n\n\n\n<p>37. Il padre simbolico. pag. 8<\/p>\n\n\n\n<p>38. Fahrehneit 451 pag. 9<\/p>\n\n\n\n<p>39. La narrazione pag. 9<\/p>\n\n\n\n<p>40. La narrazione II pag. 9<\/p>\n\n\n\n<p>41. Nel corso del tempo pag. 10<\/p>\n\n\n\n<p>42. Scrivere scaglie di pelle pag. 10<\/p>\n\n\n\n<p>43. Spazio vuoto pag. 10<\/p>\n\n\n\n<p>44. Spazio vuoto pag. 10<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ATTENZIONE: IN VERDE SONO INSERITI IN ZENZQUAD non tutti controllati ATTENZIONE: IN BLU SONO INSERITI IN ZENZERO non tutti controllati 1. Dovrei ritenermi soddisfatto: vivo in una casa piccola, comoda per uno e stretta per due, con dentro quello che serve, non pi\u00f9 del necessario perch\u00e9 lo spazio ovviamente \u00e8 limitato, sebbene abbia cercato di &#8230; <a title=\"appunti da rivedere\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/appunti-da-rivedere\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su appunti da rivedere\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-423","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-tratti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=423"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/423\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1168,"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/423\/revisions\/1168"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quaderni.org\/non-buttare\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}