Le vicende

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Le vicende di Baruch Spinoza, Amsterdam, 24 novembre 1632 – L’Aia, 21 febbraio 1677 (in ebraico ברוך שפינוזה, Baruch; in latino Benedictus de Spinoza; in portoghese Bento de Espinosa; in spagnolo Benedicto De Espinoza;)

1632 – Baruch nasce ad Amsterdam in una famiglia di mercanti, ebrei marrani, e cresce nella numerosa comunità ebraica. nota 1

Nel 1670 la comunità ebraica di Amsterdam conta 5.000 askenaziti e 2.500 sefarditi. Questi ultimi provengono soprattutto dal Portogallo e sono per lo più mercanti. Amsterdam conta all’epoca una popolazione di circa 200.000 abitanti, che è cresciuta di quasi quattro volte dal 1600. Dopo il 1675 la popolazione rimane quasi la stessa fino al 1796.

1638 – a sei anni perde la madre Maria Clara.

1640 – forse assiste alla punizione pubblica di Uriel de Costa, Gabriel da Costa, (1585-1640, esilio, pentimento, flagellazione, suicidio)

Spinoza studia a lungo l’ebraico, l’Antico Testamento e il Talmud. Ha come maestri Saul Levi Morteira (rabbino nato a Venezia e trasferitosi ad Amsterdam) e Menasseh ben Israel (rabbino, qabbalista e diplomatico). Legge le opere di:

– Abraham ibn Ezra (filosofo e astronomo, vissuto nel XI secolo)
– Mosè Maimonide (filosofo, rabbino e medico, vissuto nel XII secolo)
– Levi ben Gerson (filosofo e talmudista, vissuto nel XIV secolo)
– Hasdai ben Judah Crescas (filosofo e halakhista, vissuto nel XIV secolo)
– Judah Leon Abravanel, più conosciuto come Leone Ebreo (filosofo neoplatonico, poeta e scienziato, vissuto nel XV secolo).”

1649 – abbandona gli studi per aiutare il padre commerciante

1654 – muore il padre, e con il fratello Gabriel continua l’attività mercantile. Colerus parla invece di due sorelle: Rebeckah e Miriam, il cui figlio Daniel Carceris, nipote di Benedetto di Spinosa, si dichiarò uno dei suoi eredi dopo la sua morte.

1654, forse 1656, fino al ’58 – frequentala scuola di latino, greco, filosofia, politica di Franciscus Van den Enden. Con lui studia i classici latini e probabilmente Cartesio.

1656 – Proibizione dell’insegnamento di Cartesio nelle Provincie Unite (già proibite nel 1642 a Utrechte a Leida nel 1646)

Il 27 luglio 1656 Spinoza è cacciato dalla comunità ebraica, maledetto. Con lui viene espulso Juan de Prado che però abiura ed è riammesso.

1656 – Attentato con coltello, salvato dal mantello. Secondo la versione di Colerus l’attentato avvenne subito dopo la condanna da parte della Sinagoga, infatti apprese la notizia mentre si trovava già a Ouwerkerk, un sobborgo di Amsterdam, forse in una piccola comunità dei collegianti. – Altre voci, invece, sostengono che fu aggredito all’uscita dal teatro. La narrazione vuole che fosse in compagnia di Maria Clara, figlia di Van den Enden, e che abbia conservato quel mantello bucato per tutta la vita.  Ma l’aggressione avvenne prima o dopo l’espulsione? Qualcuno dubita persino che sia mai avvenuta.

1661 – si stabilisce a Rijnsburg, un villaggio presso Leida abitato dalla setta dei collegianti, pacifisti e contrari ai calvinisti ortodossi. Inizia la corrispondenza con Heinrich Oldenburg (Royal Society, Londra). Scrive “Breve trattato su Dio, l’uomo e il suo bene“, pubblicato nel 1862.

1663 – si trasferisce a Voorburg, sobborgo dell’Aia, in casa di Daniel Tydeman, maestro di pittura, in Kerkstraat. Nel frattempo incontra Jan de Witt, che gli assicura una modestissima pensione annuale.  Diventa amico dello scienziato Christian Huygens, (figlio di Constantin Huygens, che era amico di Cartesio e di Rembrandt). Con lui condivide interessi per matematica, scienze, in particolare di ottica.

1664 – durante la peste, si trasferisce a Schiedam vicino a Rotterdam

1665 – inizia stesura del “Trattato teologico-politico, pubblicato anonimo (si fa per dire) nel 1670.

1669 – muore Adriaan Koerbagh di malattia in carcere. Muore Simon de Vries.

1670 – Pubblica senza il suo nome il Trattato teologico e politico, si trasferisce definitivamente nella stessa città dell’Aia. nota 2

Nel 1670, Spinoza moved to The Hague where he lived on a small pension from Jan de Witt and a small annuity from the brother of his dead friend, Simon de Vries. He worked on the Ethics, wrote an unfinished Hebrew grammar, began his Political Treatise, wrote two scientific essays (“On the Rainbow” and “On the Calculation of Chances”), and began a Dutch translation of the Bible (which he later destroyed by burning)

1671 – abita nella casa di un artista, Hendrik Van der Spyck. (Dopo la morte di Baruch, ottenne di poter vendere le poche cose (libri e disegni compresi) a pagamento del credito, secondo Colerus.)

1971 – Matrimonio tra Maria Clara e Thomas Kerkering, studente da Hamburg. Secondo Colerus (1705) si sposano solo dopo che lui ha abbracciato la religione cattolica.

1672 – Johan de Witt muore con il fratello Cornelis per un linciaggio degli orangisti. Esponente di spicco della Repubblica delle Sette Provincie nel periodo 1650-1672. 

1674 – le Corti d’Olanda condannano il Trattato di Spinoza insieme al Philosophia Sacrae Scripturae interpres di Meyer e al Leviathan di Hobbes.

1675 – si reca ad Amsterdam per curare la pubblicazione dell’Etica, ma rinuncia.

1976 – riceve la visita di Leibntiz (allora trentenne), lavora al “Trattato politico” che verrà stampato solo dopo la sua morte.

1677 – Muore, e pochi mesi dopo Lodewijk Meyer (Meijer, 1629 – 1681, latinista, medico e lessicografo) pubblica le opere postume di Spinoza, in latino e in olandese. nota: tipografie di Amsterdam

Nel seicento Amsterdam conta 400 tipografie, tra cui quella di Meyer, la prima ebraico-portoghese.

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SPINOSA E L’ARTE, ANZI GLI ARTISTI

Da quando Baruch è fuggito da Amsterdam nel 1656, ha abitato quasi sempre in casa di artisti. Ma già prima, nel quartiere a maggioranza ebraico dove è cresciuto, si notava la presenza di diversi artisti, tra cui Rembrandt.  nota 3

All’epoca, nella Repubblica delle Province Unite, i ricchi committenti aristocratici e mercanti, chiedevano agli artisti di immortalare il proprio successo o di darne la misura nei propri palazzi arredandole con le opere di pittori alla moda. Ma non solo, le opere d’arte più quotate erano anche “merci si scambio”, come denaro.
Non c’è il minimo indizio che Spinoza abbia incontrato e conosciuto personalmente Rembrandt. Tuttavia, nel 1916 viene pubblicata una ricerca di André-Charles Coppier, artista e storico dell’arte, in cui sostiene che, in qualche modo, Rembrandt avrebbe incrociato il giovane Baruch e che inconsapevolmente lo avrebbe ritratto nel dipinto di “Davide e Saul”.

 Il giovane Davide che suona l’arpa assomiglia molto al giovane Spinoza, con quei baffetti da sparviero all’epoca molto di moda. “Aveva un bel viso, occhi neri, capelli neri, piccoli baffi”, così riferisce il capitano Miguel Pèrez de Maltranilla nel 1659.

Lo stesso André-Charles Coppier sostiene però che è impossibile un ritratto dal vivo perché nell’anno in cui Rembrandt dipinse la tela, il 1957 secondo le sue fonti, Spinoza si era già allontanato da Amsterdam. nota 4

Certes, ce n’est pas un portrait rigoureux ; la chose était d’ailleurs impossible, puisque, en 1657, Spinoza était exilé. Au surplus, Rembrandt n’a jamais été un portraitiste bien fidèle.

Oggi, però, la realizzazione dell’opera è stata retrodatata al 1654, se non prima. Quindi, chissà, erano quasi vicini di casa.


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SPINOZA DISEGNA CON IL CARBONCINO

Masaniello, raffigurato dall’incisore olandese Peter de Jode, 1660

Non c’è nulla di certo, ma da una testimonianza indiretta, riferita da Colerus, Spinoza si esercitava nel disegno con inchiostro o  carboncino, facendo ritratti dei suoi amici e visitatori.

Tra i disegni che Colerus sostiene di aver visto ve ne è uno che pare essere un autoritratto di Spinoza nelle vesti di Masaniello. nota 5: citazione

Colerus: «Ho tra le mani un libro intero di ritratti simili dove si trovano diverse persone distinte e che lui conosceva o che avevano avuto occasione di recargli visita. Tra questi bozzetti, trovo al quarto foglio un pescatore disegnato in camicia, con la rete sulla spalla destra, assolutamente somigliante, per l’aspetto al famoso capo dei ribelli di Napoli, Masaniello, come viene rappresentato nella storia. A proposito del disegno in questione non devo omettere che il signor Van der Spyck, presso il quale alloggiava Spinoza al momento della sua morte, mi ha assicurato che il ritratto del pescatore assomigliava perfettamente a Spinoza, e che l’aveva senza dubbio disegnato prendendo se stesso a modello»

Che Spinoza si paragonasse a Masaniello suona come una balla. Il nome di Masaniello (1620-1647) circolava in tutta Europa come simbolo della ribellione violenta di Napoli contro le autorità e contro le gabelle. Da pescatore e contrabbandiere a capopopolo, l’ascesa di Masaniello, che finisce con la “pazzia” degli ultimi mesi prima di essere ucciso e decapitato, sembra essere molto diversa dalla vita defilata e prudente di Spinoza, tutta dedicata allo studio e alla ricerca (sebbene contiguo ad ambienti sovversivi). Tuttavia, l’idea che Spinoza fosse un uomo maledetto e senza Dio (idea che ha continuato a circolare come un monito nei secoli provocando giudizi su di lui anche calunniosi e rabbiosi ), è sempre piaciuta ai sostenitori della libertà di pensiero. nota 6

Baruch aveva buoni motivi di temere per la propria incolumità. Il più carismatico teologo del tempo, il giansenista Antoine Arnauld, lo aveva definito “l’uomo più empio e più pericoloso del secolo, … che merita di essere coperto di catene e fustigato con una verga” Leibniz e Spinoza a cena con Dio, art. di Michele Magno.”

Entrambi sono schierati contro l’ingiustizia, ma la critica di Spinoza prende la forma di una proposta etica di sviluppo civile nella concordia, mentre la ribellione di Masaniello è istintiva, nasce da un impulso di sopravvivenza e affermazione di sé, dal “conatus“, per usare un termine di Spinoza.

Spinoza è decisamente contrario a ogni forma di ribellismo che possa minare l’autorità, e auspica uno Stato che garantisca la libertà di pensiero e la collaborazione tra le diverse forze per ottenere il consenso del popolo. Attenzione però: la delega agli eletti non può e non deve mai essere totale.


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NO GUERRA! AMORE

Se fosse nato in tempi più recenti Spinoza avrebbe potuto essere un californiano pacifista e buddhista, dedito alla cucina vegana, all’amore libero e alla lotta per i diritti civili. nota: Fate l amore

“Gli animi si vincono non con le armi, ma con l’Amore e con la generosità.” (Etica, IV, appendice 11) 

La casa-scuola di Franciscus Van den Enden è stata per Spinoza un’esperienza diversa da quella avuta nella comunità ebraica. Van den Enden è un medico, ex gesuita, colto, appassionato, trasgressivo e cospiratore. Con lui studia i classici latini, forse Cartesio, e viene coinvolto dalle idee repubblicane.  È lì che Baruch, nel 1656, conosce l’unica donna di cui si sia innamorato, almeno secondo la biografia di Colerus: quando il maestro è impegnato, sua figlia Maria Clara lo sostituisce nell’insegnamento delle lingue. È una ragazza gioiosa, intelligente e la sua conoscenza del latino è perfetta. Baruch se ne innamora nonostante la differenza di età; lui ha 24 anni, è un giovane di bell’aspetto, è curioso e intelligente, già molto critico e ribelle nelle idee, si cimenta col teatro, e qualche fantasia forse se l’è fatta.

L’età è importante nel gossip che perseguita nei secoli la vita quasi invisibile di Spinoza, perché i primi pettegolezzi consideravano Clara Maria poco più che una bambina, quindi sembrava impossibile o disdicevole che lui si fosse innamorato di lei. Una recente scoperta ha stabilito che Clara Maria è nata nel 1641, quindi non era poi così giovane quando frequentava Baruch tra il ’56 e il ’58. età di Clara Maria

Se con Lucas si può pensare che Spinoza frequenti la scuola di Van den Enden già negli anni 1655-1656, la recentissima scoperta della vera data di nascita di Clara Maria van den Enden (20 agosto 1641) ridona senso alle testimonianze di Kortholt, Colerus e Leibniz… che si riferivano senz’altro agli anni 1657-1658, periodo in cui Clara Maria non aveva affatto l’età a lei attribuita da Meinsma, ma quasi quella in cui sua madre aveva potuto sposare suo padre. &Philedonius, 1657, Spinoza, Van den Enden e i classici latini, di Omero Proietti 

Comunque sia, e purtroppo per Spinoza, nella sua classe c’è un altro studente, Thomas Kerkering, di 18 anni (Dirk per gli amici), il quale conquista il cuore di Clara Maria con una collana di perle. L’aneddoto è banale, però i due si sposeranno dopo quindici anni, a Parigi nel 1771 e dopo il passaggio di lui alla religione cattolica e romana. Un lungo fidanzamento. E Spinoza? In tutti quegli anni ha probabilmente mantenuto un rapporto con Clara Maria e Dirk, se non altro perché l’ambiente sociale e culturale in cui si muovevano era lo stesso. Ma di amore per Clara Maria non vi è il minimo indizio, forse un’amicizia… non risulta che vi sia stata alcuna corrispondenza scritta con lei, né con altre donne. Mi dispiace che non si sappia nulla, ma non per Spinoza.

Sarei invece curioso di sapere che fine ha fatto Clara Maria: la ragazza sveglia e allegra, che ha avuto un padre anticonformista ed esplosivo, che ha fatto da insegnante a Baruch, quello che sarà uno dei filosofi più amati e più odiati, e che si è sposata a 30 anni, quindi tardi per quell’epoca, con uno scienziato convertito al cattolicesimo.

Non sappiamo nulla circa gli “amori” di Spinoza. Il suo “esilio” è in piccole comunità di collegianti, dalle idee pacifiste e antidogmatiche. Abita in casa di artisti, che come sempre sono squattrinati. Fa una vita umile, ma non misera, a cui lui dichiaratamente si atteneva. Sicuramente non fa vita mondana; fa qualche viaggio ad Amsterdam, Leida, Hutrecht,  ma riceve molte visite anche di personaggi importanti della cultura e della politica. Secondo Bayle

Secondo P. Bayle, quando Spinoza si trova all’Aia “tutti gli spiriti curiosi andavano a fargli visita, e fra questi non sono mancate alcune fanciulle di buona famiglia”.
“Il Bayle, che si recò in Olanda pochi anni dopo la morte di Spinoza, per raccogliervi quel materiale biografico che utilizzò nella voce «Spinoza» del suo Dictionnaire historique et critique, pur criticando l’«empietà» dello spinozismo, è colpito dalla vita esemplare del filosofo. «Quelli che hanno avuto rapporti con Spinoza», scrive Pierre Bayle, «anche i contadini dei villaggi ove egli per qualche tempo ha abitato in solitudine, si accordano in ciò: che egli era un uomo con cui si trattava volentieri, perché era sempre amichevole, cortese e molto regolato nei suoi costumi».”(introd. Etica, Cantoni-Fergnani)

L’unico amore di Baruch resta l’amore di Dio attraverso il dominio delle passioni e la conoscenza scientifica e razionale del mondo e dell’uomo. È un amore intellettuale. Dio ama sé stesso

Anche l’amore intellettuale ha i suoi problemi quando l’oggetto dell’amore è un dio (quello di Spinoza) narcisista e per niente empatico: 

“Dio ama se stesso con un Amore intellettuale infinito.” (Etica digit, parte V prop. 35)

“l’Amore intellettuale della Mente verso Dio è una parte dell’infinito Amore col quale Dio ama se stesso.” (Etica digit, parte V prop. 36)

Il dio di Spinoza si relaziona solo con sé stesso e non potrebbe fare diversamente almeno da un punto di vista logico: “Dio o Natura” è il Tutto, come dire: non ha origine e neppure finalità.

È un amore casto, intellettualmente rivolto al Tutto, ma che non trascura il particolare e comprende quali sono i sentimenti umani (vedi Sentimenti ed emozioni). 

Qualche parola sull’amore carnale e sulle donne l’ha scritta. Per esempio, Spinoza è un sostenitore dell’amore libero: certo, non è più il giovane hippy che si ribella ai pregiudizi e alle false credenze; da adulto il suo cammino diventa quello di un “uomo libero” che sa moderare razionalmente le passioni: “la Temperanza, la Sobrietà e la Castità indicano una potenza della Mente, e non già una passione.” (Etica, parte III, cap.48)

Baruch non disdegna le gioie e i piaceri del vivere, anzi teorizza che l’uomo cerchi la gioia, la “letizia” e non la tristezza o la paura. Sempre con moderazione e sul filo teso fra ragione e passione. Però, solo l’uomo libero sa cos’è il vero Amore, e quindi cosa c’è di meglio della castità? Tuttavia, Spinoza lascia spazio al matrimonio quando il sesso non è guidato solo dalla libidine e dalla bellezza, ma dalla scelta di un animo libero.Il matrimonio secondo Spinoza

“Quanto al matrimonio, esso s’accorda certamente con la Ragione se il desiderio degli amplessi coniugali è originato non solo dall’attrazione somatica, ma anche dalla volontà amorosa di procreare dei figli e di educarli saggiamente; e ancor più se l’amore dell’uno e dell’altro coniuge ha per causa non tanto l’attrazione somatica, quanto prevalentemente la scelta di un animo libero.” (Etica – Fergnani, IV, appendice 20)
“Per quanto riguarda il matrimonio, è certo che esso si accorda con la ragione se il Desiderio di congiungere i corpi non nasce dalla sola bellezza ma anche dall’Amore di procreare figli e di educarli saggiamente; e inoltre se l’Amore di entrambi, ossia dell’uomo e della donna, non ha per causa solo la bellezza, ma principalmente la libertà dell’animo.” (Etica digitale, IV, appendice 20)

Sui rapporti extraconiugali Spinoza è decisamente pessimista: l’amore si trasforma facilmente in odio e persino in follia. Meglio non rischiare di perdere la ragione. amore mercenario

“L’amore mercenario, inoltre, cioè la libidine che nasce dalla bellezza e, in genere, ogni Amore che abbia una causa diversa dalla libertà dell’animo, si trasforma facilmente in Odio; a meno che non sia una specie di delirio, il che è peggio, e allora è alimentato più dalla discordia che dalla concordia.” (Etica – Fergnani, IV, appendice cap 19)
“Le relazioni extraconiugali, cioè gli episodi di consuetudine carnale generati preminentemente da motivi dell’ambito somatico, e, in assoluto, tutti gli amori che riconoscono una causa diversa dalla scelta di un animo libero, finiscono facilmente in odio; quando non siano – ciò che è peggio – una specie di follia, nel qual caso è proprio la discordia, più che la concordia, a esserne alimentata.” (Etica digitale. IV, appendice cap 19)

Superato il tema dell’amore, e del gossip che perseguita nei secoli il filosofo, mi piacerebbe capire cosa pensa Spinoza delle donne nel suo progetto etico e politico.

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AMICI, SOSTENITORI, FIANCHEGGIATORI E DISCEPOLI
(varie fonti) 

Adriaan Koerbagh (1632-1672) – Propone una religione razionale sulla scia di Spinoza, ma si esprime in modo molto più radicale – Opere principali per cui verrà condannato: Bloemhof, e Een Ligt in cui  critica tutte le religioni, nega la divinità di Cristo, ma le sacre scritture sono vere e devono solo essere analizzate in modo razionale. La sua idea politica è che bisogna educare il popolo per accedere anch’esso alla conoscenza vera e certa. Tutti abbiamo le stesse possibilità, come per Spinoza. Lo Stato dovrebbe essere il garante dell’affermarsi di un ordine sociale fedele ai dettami della ragione, e a tale scopo propone di far dipendere le autorità ecclesiastiche da quelle civili, dando loro “il compito di insegnare quanto prestabilito dall’autorità civile, che agisce conformemente alla ragione di Dio”. Pubblicava in nederlandese e ciò ovviamente lo presentò come un sobillatore di popolo. (Tra hobbes e Spinoza: vita ed opere di Adriaan Koerbagh – A. Cimarelli 2013, riferimenta a O.K. Meinsma: Spinoza et son circle, Parigi, 1983)

Lodewijk Meyer (1629-1681) – Medico latinista e lessicografo. Pubblica Philosophia Sacrae Scripturae interpres nel 1666 che verrà censurato nel 1674, insieme al Trattato di Spinoza. Accoglie il metodo di Cartesio ma non la separazione fra materia e spirito. In disaccordo anche con Spinoza sulla divisione fra teologia e filosofia, ma pubblica le opere di Spinoza nello stesso anno della morte. Ha interessi per il teatro, traduzioni in nederlandese. Scritti sulla poesia, sulle passioni, e la traduzione del romanzo di Ibn Tufayl “La vita di Hayy bin Yakzan” (1105-1185) [tradotto in latino nel 1492 da Pico della Mirandola a partire da una versione in ebraico). È reggente del teatro di Amsterdam nel 1669.

È tra i fondatori dell’associazione  – Nil Volentibus Arduum. Partecipano intellettuali, artisti, medici e letterati, considerati sostenitori della letteratura francese (Pierre Corneille, Jean Racine and Molière). All’epoca il contesto teatrale era occupato da Jan Vos (1610/1611-1667) vetraio e scrittore, autore dell’aforisma “la visione precede la parola”, e di scene teatrali crudeli e violente. (nessun collegamento con Spinoza)

Jarig Jelles (1620-1683) – autore della prefazione all’Opera postuma di Spinoza (1667) e paga la pubblicazione di uno scritto di Spinoza su Descartes. Corrispondenza con Spinoza. (gruppo di Rijnsburg)

Pieter Balling (?-1664) – traduce il testo di Spinoza su Cartesio, penso in nederlandese (gruppo di Rijnsburg)

Simon de Vries (gruppo di Rijnsburg) muore nel 1669 – Ricco commerciante olandese. Offre una rendita vitalizia a Spinosa, che però ne accetta solo una parte. citazione

Guglielmo de Blyenberg – commerciante di biade, ammiratore

Manassé ben Israël (1604-1657) – Manuel Dias Soeiro. Rabbino, cabalista, editore e tipografo. Insegnante di Spinoza alla Sinagoga. Abita vicino a Rembrandt e nella stessa zona in cui abita anche il giovane Baruch. Quando Spinoza viene espulso si trova a Middelbourg  dove muore.

Christiaan Huygens (L’Aia, 1629-1695) matematico, astronomo e fisico olandese. Studia matematica e giurispudenza a Leida tra il 45 e il 47, poi si dedica a astronomia e fisica. Conosce Spinoza  negli anni sessanta, quando il filosofo abita a  Rijnsburg, e con lui compie studi di ottica e di fisica.

Franciscus van den Enden  (Anversa 1602 – Parigi 1674) – ex gesuita, medico, mercante d’arte, libraio, insegnante di latino, (teorico del libero amore?) e cospiratore di idee repubblicane (muore impiccato a 70 anni, a Parigi, per tentato assassinio del Re Sole). Insegna tra il 1655 e il 1658 a Spinoza i classici latini, e lo introduce alle più recenti teorie filosofiche e scientifiche, tra cui quelle di Cartesio. La didattica di Van den Enden si basa sul coinvolgimento dello studente attraverso l’azione teatrale.azione teatrale

Non si andrà dunque molto lontano dalle fonti e dalla verità storica, nello stabilire che Spinoza, nel 1656-1658, è intento a perfezionare il suo latino alla scuola di Van den Enden. La preziosa testimonianza di Willem Goeree coglie però un aspetto importante della didattica di Van den Enden, che come nelle scuole gesuite è centrata sull’actio retorica e drammaturgica. In questo senso, per capire l’originaria natura del latino di Spinoza, diviene importante riscoprire il segno profondo, lasciato nella sua pagina scritta dalle recite di Terenzio o di Seneca. Philedonius, 1657, Spinoza, Van den Enden e i classici latini, di Omero Proietti (p. 87).

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Jean Maximilien Lucas,  (1647-1697), nato a Rouen, medico, ugonotto, poligrafo, giornalista. Emigrato nei Paesi Bassi nel 1667,  attivo contro Luigi xiv. Discepolo e amico di Spinoza, e il probabile autore di quella che è la sua prima biografia “La vie et l’esprit de Mr. Benoit de Spinosa” (circa 1678-1688 e pubblicata nel 1719 ma circolava già il manoscritto). Chi è Lucas?

Jean Maximilien Lucas, con Jan Vroese, ‎appare come autore di un libro “Trattato sui tre impostori”, pubblicato nel 1716, in cui c’è un capitolo intitolato “La vita e lo spirito di Baruch Spinoza – Questione intricata e per nulla chiara.

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Kerckring (1660)

Theodor Kerckring or Dirk Kerkring (Kerkerinck o Kerckeringh o Kerckerinck) (1638 – 1693) –  anatomista, chimico. Frequenta a 18 anni la scuola di Van den Enden con Spinoza. Poi studia medicina a Leiden (Leida). Si racconta che abbia usato un microscopio costruito da Spinoza. Nel 1671 sposa a Parigi Clara Maria Van den Enden, dopo essersi convertito alla religione cattolica da quella luterana. Ha una discreta fama in anatomia e osservazione clinica. Zoppica.

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Henrich Oldenburg – corrispondenza dal 1661 con Spinoza – nasce a Brema nel 1618, si trasferisce a Londra nel 1653 al tempo di Cromwell. È segretario della Royal Society dal 1662 al 1677. Fondatore nel 1665 del periodico scientifico Philosophical Transaction.

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“Pietro Balling, Jarig Jelles, Simone de Vries, Lodovico Meyer, lo Tschirnhaus, per citare solo alcuni nomi, erano amici fidati e appassionati. Amici malfidi, incostanti, non degni della stima e dell’affetto di Spinoza si rivelarono Ugo Boxel, Guglielmo de Blyenberg, Alberto Burgh. Anche l’amicizia con Enrico Oldenburg, vero protagonista dell’Epistolario, ha non poche ombre accanto alle luci. E alquanto oscuri sono anche i rapporti Spinoza Leibniz.” (Introduzione Cantoni-Fergnani)

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citazione 2
citazione 3

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