Etica

Etica dimostrata secondo l’ordine geometrico 

(scritto fra il 1661 e il 1665, pubblicato postumo 1677)

.

 B. Spinoza, Etica, (in id., Etica e Trattato teologico-metafisico, a cura di R. Cantoni e F. Fergnani, U.T.E.T., Torino, 1988, p. 85-86)

I. Per causa di sé intendo ciò la cui essenza implica l’esistenza, ossia ciò la cui natura non può essere concepita se non come esistente.

II. Si dice finita nel suo genere una cosa che può essere limitata da un’altra della stessa natura. Per esempio diciamo che un corpo è finito perché ne concepiamo sempre un altro più grande. Così pure un pensiero è limitato da un altro pensiero. Ma né un corpo può essere limitato da un pensiero né un pensiero da un corpo.

III. Per sostanza intendo ciò che è in sé ed è concepito per sé: ossia ciò il cui concetto non ha bisogno del concetto di un’altra cosa dal quale debba esser formato.

IV. Per attributo intendo ciò che l’intelletto percepisce della sostanza come costituente la sua stessa essenza.

V. Per modo intendo le affezioni della sostanza, ossia ciò che è in altro per mezzo del quale è anche concepito.

VI. Per Dio intendo l’ente assolutamente infinito, cioè la sostanza che consta di infiniti attributi, ognuno dei quali esprime un’essenza eterna e infinita.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

le seguenti citazioni sono tratte da

–  Etica (versione digitale con ipertesti, 2014)

Etica (traduzione di Gaetano Durante, 1963 ?,  stampata 2007 ?). PDF.

Parte prima – Dio

pos. 427 : Assiomi, o Princìpi evidenti di per sé
1. Ogni cosa che è sussiste in se stessa o in un’altra cosa.
2. Ciò che non è suscettibile d’esser concepito mediante il concetto di altre cose deve essere pensato assolutamente, per sé.
3. Posta una causa specifica, da essa segue necessariamente un effetto; e, al contrario, se non sia posta alcuna causa specifica è impossibile che segua un effetto.
4. La conoscenza di un effetto dipende dalla conoscenza della sua causa, e la implica.
5. Le cose che non hanno nulla di comune l’una con l’altra non possono nemmeno essere comprese l’una per mezzo dell’altra; ossia il concetto dell’una non implica il concetto dell’altra.
6. Un’idea vera deve accordarsi con il suo oggetto-quale-esso-è-in-sé.
7. Qualsiasi cosa che possa pensarsi non-esistente ha un’essenza che non implica l’esistenza.”

Dottrina

pos. 459: propos. 5 – In natura non possono darsi due o più sostanze che abbiano la medesima struttura o attributo.

pos. 483: propos. 7 – Alla natura di una sostanza appartiene l’esistere.

pos. 561: propos. 11 – Dio, ovvero una Sostanza che consta di infiniti attributi, ognuno dei quali esprime un’essenza eterna ed infinita, esiste necessariamente.

Nota – pos. 561: riprende Cartesio nella dimostrazione dell’esistenza di Dio

pos. 579: Poiché dunque una ragione o causa che sopprima l’esistenza di Dio non può trovarsi al di fuori della natura divina, essa dovrà necessariamente trovarsi, se Dio davvero non esiste, nella sua stessa natura, la quale di conseguenza implicherebbe contraddizione. Ma è assurdo affermare una tal cosa dell’Ente assolutamente infinito e sommamente perfetto: e dunque non si dà alcuna causa o ragione, in Dio o al di fuori di Dio, che possa sopprimere la sua esistenza; ragion per cui Dio esiste necessariamente.

pos. 622: propos. 13 – La Sostanza assolutamente infinita è indivisibile.

propos. 14 – … affezioni– cioè manifestazioni circoscritte e individuabili – di attributi di dio.

pos. 648: propos. 15 – Qualsiasi cosa, che sia, è in Dio, e facendo astrazione da Dio niente può esistere né esser pensato.

pos. 727: Propos. 16. Dalla necessità della natura divina debbono derivare in infinite maniere infinite cose, cioè tutte le cose che possono comprendersi da un intelletto infinito.

pos. 801: Propos. 18. Di tutte le cose Dio è causa immanente, non transitiva: è cioè causa che permane nel sussistere delle cose, e non causa che si estrania dalle cose, una volta causate.

Nota – pos. 801: Qui si discosta da Cartesio, che sosteneva invece l’idea di un motore eterno, immobile a cui Dio ha dato il primo impulso per l’eternità.

pos. 809: propos. 19 – Dio è eterno: vale a dire, tutti gli attributi di Dio sono eterni.

pos. 827: propos. 20 – L’esistenza di Dio e la sua essenza sono la stessa cosa

pos. 880: propos. 24 – L’essenza delle cose prodotte da Dio non implica l’esistenza.

propos. 27 – Un ente da Dio è determinato ad operare qualcosa non può da sé rendersi indeterminato.

propos. 28 –  Un qualsiasi entespecifico e riconoscibile, ossia una cosaqualsivoglia che è finitaed ha un’esistenza limitata, non può esistere né essere determinato ad operare se all’esistere e all’operare non sia determinato da una causache anch’essa è finitae ha un’esistenza limitata; e, di nuovo, questa causa non può, anch’essa, né esistere né essere determinata ad operare se non sia determinata all’esistere e all’operare da un’altra causa ancora, anch’essa finita e dotata di un’esistenza limitata: e così all’infinito.” [confronta con appunti su A. Badiou]

pos. 942: propos. 29 – Nella natura non c’è nulla contingente, ma tutto è determinato dalla necessità della natura divina a esistere [essere] e a operare in una certa maniera.

pos. 965: propos. 31 – In un intelletto attualmente attivo, finito o infinito che sia, debbono trovar posto gli attributi di Dio e le affezioni di Dio, e niente altro. (Natura naturata e non  Natura naturante)

pos. 988: propos. 32 – La volontà può essere chiamata non causa libera, ma solo causa necessaria.

pos. 1006: propos. 33 – Le cose non potevano affatto essere prodotte da Dio in alcuna maniera e in alcun ordine diversi da quelli in cui sono state prodotte.

pos. 1075: propos. 34 – potenza di Dio (o il suo potere) è la stessa sua essenza.

propos. 36 – Non esiste nessuna cosa dalla cui natura non derivi qualche effetto

pos. 1133 ~ : Appendice– … che la verità restasse in eterno nascosta al genere umano, se la Matematica – che si occupa non dei fini, ma delle essenze e delle proprietà delle figure – non avesse mostrato agli umani un altro criterio di verità;

pos. 1216: Appendice – coloro poi che chiedono perché Dio non ha creato tutti gli uomini in modo tale che essi fossero guidati e indirizzati soltanto dalla ragione, rispondo semplicemente che a lui non mancò la materia per creare tutto, dal sommo grado di perfezione giù fino all’infimo; o, per parlare più propriamente, che le leggi della sua natura sono state tanto ampie da bastare alla produzione di tutte le cose che possono esser concepite da un intelletto infinito, come ho dimostrato con la Propos. 16.

Parte seconda – La mente umana

Definizioni

pos. 1227: 1 – Per Corpo intendo un modo, cioè una manifestazione (o forma) circoscritta e individuabile, che esprime in maniera certa e determinata l’essenza di Dio, in quanto egli è considerato come cosa estesa (Parte I, Conseguenza della Propos. 25).

pos. 1234: 3 – Per Idea intendo un concetto della Mente, che la Mente forma perché è una cosa pensante.

pos. 1242: 5 – Per Durata intendo la continuazione indefinita dell’esistenza.

pos. 1246: 6 – Per Realtà e per Perfezione intendo la medesima cosa.

Dottrina

pos. 1263: Propos. 1. Il pensieroè un attributo di Dio, ossia Dio è l’Ente pensante.

pos. 1274: Propos. 2. L’estensioneè un attributo di Dio, ossia Dio è l’Ente esteso.

pos. 1277: Propos. 3. In Dio c’è necessariamente l’idea tanto della sua propria essenza, quanto di tutte le cose che dalla sua essenza derivano necessariamente.

pos. 1328: Propos. 7. L’ordinee la connessione delle idee sono identici all’ordine e alla connessione delle cose.

pos. 1391: Propos. 10. Nell’essenza dei singoli umani non ha parte l’essere della Sostanza: ossia la Sostanza non costituisce la forma – cioè il fatto di quell’esistenza propria e singolare – dei singoli umani.

pos. 1403: Propos. 10… Segue da questo che l’essenza dell’Uomo è costituita da determinate modificazioni di attributi di Dio.

pos. 1448: Propos. 12 – Ogni evento che ha luogo nell’oggetto dell’idea che costituisce la Mente umana deve essere percepito dalla Mente stessa; ossia di quell’evento si darà necessariamente, nella Mente, l’idea: questo significa che, qualora l’oggetto dell’idea che costituisce la Mente sia un corpo, nulla potrà accadere in quel corpo che non sia percepito dalla Mente.

pos. 1469: Propos. 13 – … Dunque l’oggetto della nostra Mente è il Corpo esistente in atto, e nient’altro. 

pos. 1474: Chiarimento: Da quanto sopra noi comprendiamo non solo che la Mente umana è unita al Corpo, ma anche che cosa si deve intendere per unione della Mente e del Corpo. Si tenga presente però che nessuno potrà comprendere in maniera adeguata, cioè con ogni chiarezza, quell’unione, se prima non conosca in maniera adeguata la natura del nostro Corpo.

Assiomi(A): 

1 – I corpi, tutti, o si muovonoo sono in quiete

2 – Ogni corpo si muove ora più lentamente, ora più velocemente

pos. 1505: Preliminari (A) 3 – Un corpo in motoo in quiete ha dovuto esser determinato al moto o alla quiete da un altro corpo, che anch’esso fu determinato al moto o alla quiete da un altro corpo, il quale ancora fu determinato da un altro, e così in infinito.

Dottrina

pos. 1586: Propos. 14 – … Corpo umano, infatti (Convenz. 3 e 6), è interessato dai corpi esterni in moltissimi modi, ed è congegnato per interessare in moltissimi modi i corpi esterni. Ma la Mente umana deve percepire tutto ciò che nel Corpo umano accade:

pos. 1590: Propos. 14 – L’idea che costituisce l’essere formale della mente umana non è semplice, ma è composta di moltissime idee.

pos. 1607: Propos. 17 – Se il Corpo umanoè interessato, o modificato, in una maniera che implica la natura di un corpo esterno, la Menteumana considererà quel corpo esternocome esistente in atto, ovvero come presente ad essa, fino a che il Corpo non risenta di un evento, o di una modificazione, che escluda l’esistenza o la presenza del corpo esterno considerato. [sembra una descrizione molto astratta di ciò che i biologi chiamano omeostasi]

pos. 1667~ propos. 18 – e così ciascuno, da uno stesso pensiero, passerà a questo o a quest’altro pensiero secondo le sue abitudini di collegare e concatenare le immaginidelle cose.

pos. 1715: Propos. 22 – La Menteumana percepisce non soltanto le affezioni del Corpo, ma anche le ideedi queste affezioni.

pos. 1724: Propos. 23 – La Mentenon conosce se stessa se non in quanto percepisce le ideedelle affezionidel Corpo.

pos. 1735: Propos. 24 – La Mente umana non può strutturalmenteavere una conoscenza adeguata delle parti che compongono il Corpo umano.

pos. 1761: Propos. 26 – La Mente umana non percepisce alcun corpo esterno come esistente in atto se non mediante le idee delle affezionidel suo Corpo.

pos. 1794: Propos. 29 – L’idea dell’ideadi una qualsiasi affezione del Corpo umano non implica(o non ha in sé) una cognizione adeguatadella Mente umana.

pos. 1877: Propos. 36 – Le idee inadeguate e confusesi producono e si svolgono con la stessa necessitàdelle idee adeguate o chiare e distinte. [primo genere]

pos. 1891: Propos. 38 – Le entità che sono comuni a tutte le cose, e che si trovano egualmente nella parte e nel tutto, non possono essere concepite se non in maniera adeguata.[secondo genere]

pos. 1970: Propos. 40, chiarimento – conoscenza del primo genere, o opinione, o immaginazione.

pos. 1971: Ragione, e conoscenza del secondo genere: avere nozioni comuni e idee adeguate delle proprietà delle cose.

pos. 1972 : ….dal nostro avere nozioni comuni e idee adeguate delle proprietà delle cose: modo di considerare le cose, questo, che chiamerò Ragione, e conoscenza del secondo genere.”

pos. 1973: [conoscenza di terzo genere] scienza intuitiva, ossia conoscenza per visione diretta:

pos. 1986: Propos. 41. La conoscenza del primo genereè l’unica causa di “falsità”, mentre la conoscenza del secondo e del terzo genereè necessariamente vera.

pos. 1993: Propos. 42 – conoscenza del secondo e del terzo genere ci insegna a distinguere il vero dal falso;

pos. 1998: Propos. 43 – Chi ha un’idea verasa nello stesso tempo di avere un’idea vera, e non può dubitare della verità di ciò che conosce. [terzo genere]

pos. 2034: Propos. 44. È proprio della natura della Ragione considerare le cose non come contingenti ma come necessarie. [causa-effetto?]

pos. 2144: Propos. 49 – Nella Mente non c’è alcuna volizione, cioè non c’è alcuna affermazione o negazione, oltre a quella che un’idea, in quanto è idea, implica. … Corollario: La volontàe l’intellettosono la stessa e unica cosa. 

[Dottrina per una buona gestione della vita] 

I. Questa dottrinaci insegna infatti che noi operiamo grazie soltanto al volere di Dio e che siamo partecipi della natura divina, e questo tanto più quanto più perfette sono le azioni che compiamo e quanto più e più profonda è la nostra conoscenza di Dio. Questa dottrina, dunque, oltre a rendere l’animo perfettamente tranquillo, ha il pregio di insegnarci in che cosa consista la nostra suprema felicità, o Beatitudine: appunto nella sola conoscenza di Dio, dalla quale siamo indotti a compiere soltanto quelle azioni a cui ci persuadonol’amore e il senso del dovere.Di qui comprendiamo chiaramente quanto siano lontani da una corretta valutazione della virtù coloro che s’aspettano d’esser magnificamente premiati da Dio per la loro virtù e le loro opere buone, compiute per forza, con spirito di schiavi: quasi che l’esser virtuosi e il servire Dio non fossero la stessa felicità e la libertà suprema.

II. Questa dottrinac’insegna come dobbiamo comportarci riguardo alle cose fortuite ossia estranee al nostro potere, cioè riguardo alle cose che non dipendono dalla nostra natura e dalle sue facoltà: appunto, aspettare e vivere senza alcun patema d’animo le manifestazioni della “fortuna” e della “sfortuna”: cosa del tutto ragionevole, poiché tutti gli eventi procedono dall’eterna determinazione di Diocon la stessa necessità con cui dalla natura del triangoloprocede che la somma dei suoi tre angoli interni equivalga a due angoli retti.

III. Questa dottrinagiova alle relazioni sociali in genere in quanto insegna a non odiare né disprezzare né deridere alcuno, e a non adirarsi con alcuno, e a non invidiare alcuno; e inoltre in quanto insegna che ognuno sia contento del suo, e sia d’aiuto al prossimo non per una pietà sentimentale o per parzialità o per superstizione, ma soltanto in conformità di quel che suggerisce la Ragione secondo le esigenze del tempo e dei casi:come mostrerò nella Quarta Parte.

IV. Questa dottrina,infine, giova non poco alla collettività organizzata o comunità politica, in quanto insegna con quale criterio i cittadini debbano essere governati e diretti: appunto non perché agiscano da schiavi, ma perché scelgano liberamente di compiere ciò che è il meglio.”

Parte terza– Natura dei sentimenti

pos. 2346: Propos. 2 – un Corpo può determinare una Mente a pensare, una Mente può determinare un Corpo al moto, o alla quiete, o ad altro (se c’è altro).

pos. 2444: Propos. 6. Ciascuna cosa, per quanto sta in essa (ossia per quanto essa può), si sforza di perseverare nel suo essere.

… ogni cosa s’oppone a tutto ciò che possa toglier via la sua esistenza: e quindi per quanto può, e per quanto sta in essa, ciascuna cosa si sforza di perseverare nel suo essere. (Parte I, Conseguenza d. Propos. 25; Propos. 34; Parte III, Propos. 4; Propos. 5).

pos. 2453: Propos. 7. Lo sforzocon cui ciascuna cosaprocura di perseverare nel suo essere non è altro che l’essenza attualedella cosa stessa, cioè il suo essere, e il suo esserci, presente ed attivo.

pos. 2461: Propos. 8. Lo sforzo, col quale ciascuna cosa procura di perseverare nel suo essere, non implica alcun tempofinito, ma implica un tempo indefinito.

pos. 2469: Propos. 9. La Mente, sia in quanto ha idee chiare e distinte, sia in quanto ha idee confuse, si sforza di perseverare nel suo essereper una durata indefinita, ed è consapevole di questo suo sforzo.

pos. 2484: Propos. 10. Un’ideache esclude l’esistenzadel nostro Corpo non può trovar luogo nella nostra Mente, ma è contraria ad essa.

pos. 2494: Propos. 11 – Di ogni cosa che aumenta o diminuisce, fa espandere o costringe, il potere di agiredel nostro Corpo, l’idea aumenta o diminuisce, fa espandere o costringe, il potere di pensaredella nostra Mente.

pos. 2524: Propos. 12. La Mente, per quanto può, si sforza di immaginare cose che accrescono o favoriscono la potenza d’agire del Corpo.

pos. 2557: Propos. 15 – Una cosa qualsiasi può, indirettamente e casualmente, essere causadi Letizia o di Tristezza o di Cupidità.

pos. 2605: Propos. 18 – Dall’immaginedi una cosa passata o futural’Uomo è toccato con lo stesso sentimento di Letizia o di Tristezza col quale è toccato dall’immagine di una cosa presente.

pos. 2990: Propos. 43 – L’Odioè accresciuto dall’Odio reciproco, e può – viceversa – essere annullato dall’Amore.

pos. 3047: L’Amore, o l’Odio, verso qualcuno, Parte es. Pietro…

pos. 3054: Propos. 49. L’Amore e l’Odio verso una cosache immaginiamo liberadebbono essere, a parità di motivi, maggiori che verso una cosa necessaria.

pos. 3155: Propos. 54. La Mente si sforza di immaginare soltanto le cose che pongono (o affermano) la sua potenza d’agire.

… Dimostrazione: Lo sforzo, o potenza, della Mente(vedi la Propos. 7 di questa Parte) è l’essenza stessa della Mente considerata; e l’essenza della Mente, come è noto di per sé, afferma soltanto ciò che la Mente è e può, e non affatto ciò che essa non è e non può; e quindi la Mente si sforza di immaginare soltanto ciò che afferma, o pone, la sua potenza d’agire.

pos. 3198: Propos. 56 – Quante specie ci sono di oggettidai quali siamo interessati, tante specie ci sono di Letizia, di Tristezza e di Cupidità, e conseguentemente di ciascun sentimentoche se ne compone (come la Fluttuazione d’animo) o che ne deriva (come l’Amore, l’Odio, la Speranza, il Timore, eccetera).

pos. 3235: Propos. 57 – Qualsivoglia sentimentodi ciascun individuo si differenzia tanto dallo stesso sentimento di un altro individuo, quanto l’essenza dell’uno differisce dall’essenza dell’altro.

pos. 3273: Propos. 59 – Tutti i sentimenti che si riferiscono alla Mente in quanto essa è attiva hanno relazione esclusivamente con la Letizia e con la Cupidità.

Definizioni dei Sentimenti
pos. 3308: 1 – Cupidità è la stessa essenza dell’Uomo,… Cupidità è un Appetito che si ha la coscienza di avere, e che l’appetito è la stessa essenza dell’Uomo. 2 – Letizia. 3 – Tristezza

pos. 3338: 4 – L’Ammirazione, o Stupore, o Meraviglia, è l’immaginazione di una cosa sulla quale la Mente rimane fissata perché si tratta di un’immaginazione singolare che non ha alcun nesso con le altre immaginazioni

pos. 3357: 6 – L’Amore è una Letizia accompagnata dall’idea di una causa esterna.

pos. 3366: 7 – l’Acquiescenza,

pos. 3371: 8 – L’Inclinazione spontanea,

pos. 3372: 9 – L’Avversione istintiva, o Antipatia, è

pos. 3375: 10 – Devozione

pos. 3379: 11 – Scherno, o Derisione,

pos. 3385: 12 – Speranza

pos. 3386: 13 – Timore

pos. 3394: 14 – Sicurezza

pos. 3395: 15 – Disperazione

pos. 3405: 16 – Gioia (letizia)

pos. 3406: 17 – Rincrescimento,

pos. 3407: 18 – Compassione

pos. 3412: 19 – L’Approvazione

pos. 3413: 20 – Sdegno

pos. 3425: 23 – Malevolenza,

pos. 3429: 24 – Misericordia,

pos. 3435: 25 – Soddisfazione

pos. 3436: 26 – Senso … insufficienza

pos. 3441: 27 – Rimorso

pos. 3454: 28 – Superbia

pos. 3471: 29 – L’Autosvalutazione

pos. 3481: 30 – Gloria

pos. 3482: 31 – Vergogna

pos. 3490: 32 – Rimpianto, o Desiderio vano, è la Cupidità, o l’Appetito, di avere

pos. 3500: 33 – L’Emulazione,

pos. 3509: 34 – Riconoscenza,

pos. 3511: 35 – Benevolenza

pos. 3514: 36 – L’Ira

pos. 3515: 37 – Vendetta

pos. 3518: 38 – L’Inumanità,

pos. 3521: 39 – L’Irresolutezza,

pos. 3523: 40 – L’Audacia

pos. 3525: 42 – Pusillanimità

pos. 3529: 42 – L’Impotenza

pos. 3539: 43 -Cortesia,

pos. 3540: 44 -L’Ambizione

pos. 3546: 45 – Propensione

pos. 3547: 46 – L’Inclinazione

pos. 3549: 47 – L’Avidità

pos. 3550: 48 – Libidine è una Cupidità smodata, e un Amore, dell’attività erogena indiscriminata.

pos. 3565: Gelosia

pos. 3565: fluttuazioni d’animo,

pos. 3571: DEFINIZIONE GENERALE DEI SENTIMENTI (affetti)

Un Sentimento, come si chiama una Commozione dell’Animo, è un’idea confusamediante la quale la Mente afferma una forza di esistere del suo Corpo, o di una parte di esso, maggiore o minore di quella precedente al sentimento; idea, inoltre, data la quale la Mente è determinata a pensare questa cosa piuttosto che quella.

pos. 3579: ma questa idea, che costituisce la forma del sentimento, deve indicare (od esprimere) lo stato del Corpo o di qualche sua parte, stato che nel Corpo, o in una sua parte, si stabilisce in conseguenza dell’accrescersi o del ridursi (o del trovarsi favorita, o del trovarsi impedita) della sua potenza d’agire o forza di esistere. Ma si noti che quando dico una forza d’esistere maggiore o minore della precedente io non intendo che la Mente confronti lo stato presente del Corpo con quello passato: io intendo che l’idea, la quale costituisce la forma del sentimento, afferma a proposito del Corpo qualcosa che implica realmente una realtà maggiore o minore di quella precedente.

Parte quarta– La schiavitù umana

Prefazione

pos. 3595: Chiamo Schiavitù, o Servitù, l’impotenza degli umani a governare e a reprimere i sentimenti(affetti); giacché l’uomo sottoposto agli affetti non è padrone di sé, ma in balia della fortuna (sorte)… 

a proposito della perfezione e dell’imperfezione e del bene e del male.

pos. 3655: L’essenza delle cose, invero, non implicaalcuna certa e determinata durata dell’esistenza nel tempo: ma una cosa qualsiasi, sia essa più o meno perfetta, potrà sempre perseverare nell’esistenza con la medesima forza con la quale comincia ad esistere: così che in questo tutte le cose sono eguali.

Definizioni (parte quarta)

pos. 3659: bene, o buono,

pos. 3661: male, o cattivo,

pos. 3664: contingenti

pos. 3666: possibili

pos. 3670: sentimenti contrari

pos. 3672: sentimento

pos. 3680: fine,

pos. 3683: virtù e per potenza intendo

Assioma

pos. 3689: natura non c’è alcuna cosa singola della quale non ci sia un’altra cosa più potente e più forte; ma qualsiasi cosa si consideri ce n’è un’altra più potente, dalla quale la cosa considerata può essere distrutta.

Dottrina

pos. 3692: Niente di ciò che un’idea falsa ha di positivo è tolto via o annullato dalla presenza del vero in quanto vero.

pos. 3719: Propos. 2. In misura del nostro essere una parte della Natura, che non può pensarsi isolata e senza le altre parti, noi siamo passivi.

pos. 3724: Propos. 3. La forzaper cui l’Uomo persevera nel suo esistere è limitata, ed è infinitamente superata dalla potenza delle cause esterne.

pos. 3730: Propos. 4. Non può darsi che l’Uomonon sia una parte della Natura e che possa non subire mutamenti se non quelli che sono giustificabili mediante la sua sola natura e dei quali egli è causa adeguata.

pos. 3753: Propos. 5. La forza e l’incremento di una passione qualsiasi e la sua perseveranza nell’esistere non sono definiti dalla potenza con cui noi ci sforziamo di perseverare nell’esistere, ma dalla potenza della causa esterna in confronto alla nostra.

pos. 3766: Propos. 7. Un sentimento non può essere impedito né tolto via se non mediante un sentimento contrario e più forte di quello da contrastarsi.

pos. 3784: Propos. 8. La conoscenza del bene e del male non è altro che il sentimento della Letizia e della Tristezza in quanto noi ne siamo consapevoli.

pos. 3952: Propos. 20. Quanto più un umano si sforza –e ci riesce –di cercare il suo proprio utile, cioè di conservare il suo proprio essere, tanto più egli è dotato di virtù; e, all’opposto, in quanto un umano trascura di conservare il suo utile, cioè il suo essere, in tanto egli è impotente.

pos. 3970: Propos. 21. Nessuno può desiderare di essere in condizione di beatitudine, di agire bene, di vivere bene, senza desiderare nel tempo stesso di essere e di agire e di vivere, cioè di esistere in atto –ossia attualmente, attivamente, significativamente.

pos. 4037: Propos. 28. Il bene supremo della Mente è la conoscenza di Dio, e la virtù suprema della Mente è arrivare a conoscerlo.

pos. 4302: Propos. 41. Direttamente, ossia per sé e nei suoi esiti, la Letizia non è cattiva, ma buona; la Tristezza invece, al contrario, è direttamente cattiva.

pos. 4309: L’Allegrezza

pos. 4309: Malinconia

pos. 4317: Eccitazione

pos. 4318: Dolore

pos. 4332: L’Amore e la Cupidità possono essere eccessivi.

pos. 4349: L’Odio non può mai essere buono.

pos. 4380: Propos. 46. Chi vive guidato dalla Ragione si sforza, per quanto può, di contraccambiare l’Odio, l’Ira, il Disprezzo altrui nei suoi riguardi con Amore, ossia con Generosità, cioè con la volontà attiva –dipendente solo dalla ragione –di essere utile agli altri e di farseli amici.

pos. 4395: Speranza e di Timore

pos. 4417: Propos. 50. La Compassione, in un umano che vive sotto la guida della Ragione, è cattiva di per sé, e inutile.

pos. 4434: Propos. 51. L’Approvazione non è contraria alla Ragione, ma può accordarsi con essa e anche derivarne.

pos. 4469: Propos. 53. Il Senso della propria insufficienza (“ Umiltà”) non è una virtù, ossia non deriva dalla Ragione.

pos. 4482: Propos. 54. Il Rimorso (o Pentimento) non è una virtù, ossia non deriva dalla Ragione; anzi, colui che ha rimorso di una sua azione è doppiamente misero, ossia impotente.

pos. 4496: Superbia

pos. 4496: Autosvalutazione

pos. 4598: Propos. 60. La Cupidità che sorge da una Letizia o da una Tristezza che si riferisce ad una parte o ad alcune parti del Corpo, ma non al Corpo tutt’ intero, non ha di mira l’utilità di tutto l’Uomo.

pos. 4622: Propos. 62.

pos. 4623: Mente

Nota – pos. 4636: Mente

pos. 4646: Propos. 63. Chi è consigliato dal Timore, e fa il bene per evitare il male, non è guidato dalla Ragione.

pos. 4666: Propos. 64. La conoscenza del male è una conoscenza inadeguata.

pos. 4675: Propos. 65. Quando siamo guidati dalla Ragione noi ci rivolgiamo al maggiore fra due beni e ci adattiamo al minore fra due mali.

pos. 4702: Propos. 67. L’Uomo che sia libero pensa alla morte meno che a qualsiasi altra cosa, e la sua sapienza risulta dal meditare non sulla morte, ma sulla vita.

pos. 4709: Propos. 68. Se gli umani nascessero liberi non si formerebbero –finché fossero liberi –alcun concetto di bene e di male.

pos. 4730: La virtù di un Uomo libero si manifesta egualmente grande tanto nel sottrarsi ai pericoli quanto nel superarli.

pos. 4745: Propos. 70. Un umano libero, che vive tra umani grezzi e carnali, cerca, per quanto può, di sottrarsi ai loro benefizi.

pos. 4762: Propos. 71. Solo gli umani liberi sono davvero grati gli uni agli altri.

pos. 4775: Propos. 72. Un umano libero non agisce mai con intento di frode o d’inganno, ma sempre onestamente o in buona fede.

pos. 4788: Propos. 73. Un umano guidato dalla Ragione è più libero nello Stato, dove vive secondo norme eguali per tutti e a cui tutti obbediscono, di quanto lo sia in solitudine, dove egli obbedisce solo a se stesso.

Appendice

pos 4827~ 4 -Nella vita, pertanto, è utile in primo luogo perfezionare quanto possibile l’intelletto, cioè la Ragione, e solo in questo consiste la suprema felicità dell’Uomo, o beatitudine: dato che la beatitudine non è altro che la stessa soddisfazione interiore, o pace dell’anima, che sorge dalla conoscenza intuitiva di Dio.

5- Senza l’intelligenza, cioè senza la facoltà di concepire le cose adeguatamente, ossia secondo la loro verità, non si può dunque vivere razionalmente, ossia conforme al dettame della Ragione; e le cose sono buone solo in quanto aiutano l’Uomo a godere della vita della Mente, che è individuata dall’intelligenza.

pos. 4850: dirlo in termini assoluti, ciascuno può lecitamente, per supremo diritto di natura, fare ciò che egli giudica capace di contribuire al suo utile.

pos. 4861: Gli animi però si vincono non con le armi, ma con l’Amore e con la generosità.

pos. 4866: discernimento e garbo.

pos. 4872: ragazzi o giovinetti d’una volta, i quali, incapaci di sopportare ragionevolmente i rimproveri dei genitori, si facevano soldati,

pos. 4876: vivere in comunitàderivano però assai più vantaggi che danni.

pos. 4878: dedicare il nostro impegno alle cose che favoriscono l’instaurarsi di concordiae di amicizia.

pos. 4882: Religiosità e al Civismo consapevole:

pos. 4888: Gli umanipossono essere conquistati anche con la liberalità; soprattutto quelli che non hanno i mezzi per procurarsi il necessario a vivere.

pos. 4891: perciò il prendersi cura dei poveri è un dovere della società tutta quanta, e riguarda soltanto l’interesse comune.

pos. 4896: Le relazioni extraconiugali, cioè gli episodi di consuetudine carnale generati preminentemente da motivi dell’ambito somatico, e, in assoluto, tutti gli amori che riconoscono una causa diversa dalla scelta di un animo libero, finiscono facilmente in odio;

pos. 4900: Quanto al matrimonio, esso s’accorda certamente con la Ragione se il desiderio degli amplessi coniugali è originato non solo dall’attrazione somatica, ma anche dalla volontà amorosa di procreare dei figli e di educarli saggiamente; e ancor più se l’amore dell’uno e dell’altro coniuge ha per causa non tanto l’attrazione somatica, quanto prevalentemente la scelta di un animo libero.

pos. 4905: L’Autosvalutazione

pos. 4908: Vergogna

pos. 4929: Oltre all’esperienza e alle conoscenze che noi acquistiamo dall’osservare e dal trasformare le cose non-umane e a noi estranee, l’utilità che hanno per noi queste cose concerne principalmente la conservazione del nostro corpo.

pos. 4941: denaro:

pos. 4941: l’idea di questo mezzo occupa in sommo grado la Mente della gente, la quale quasi non

pos. 4942: Letizia

pos. 4943: soldi

pos. 4947: Coloro, invece, che conoscono la vera funzione del denaro, e commisurano le sostanze di cui desiderano disporre a ciò che a loro realmente serve, vivono contenti di poco. 30.

pos. 4951: buono tutto ciò che produce Letizia.

pos. 4951: le cose esterne a noi non operano allo scopo di procurarci letizia … una Letizia riguarda spessissimo una sola parte del Corpo,… i sentimenti di letizia sono perlopiu eccessivi, ed eccessive sono anche le Cupidità che da essi si generano;

pos. 4963: Chi consigliato dalla paura, fa del bene per evitare il male, non è davvero guidato dalla ragione.

pos. 4964: La potenza umana è molto limitata, e la potenza delle cause esterne la supera infinitamente: e quindi noi non abbiamo un potere assoluto di adattare al nostro uso le cose esterne a noi. Ciononostante, noi riusciremo a sopportare con equanimità gli eventi contrari a quel che richiederebbe il criterio della nostra utilità se saremo consapevoli d’aver compiuto il nostro dovere, e se ci renderemo conto che la potenza, che pure abbiamo, non riesce ad impedire il verificarsi di quegli eventi, e che noi siamo semplicemente una parte di tutta la Natura, nel cui complessivo procedere è incluso anche il nostro. Se comprenderemo queste verità in maniera chiara e distinta la parte di noi che è definita dall’intelligenza, ossia la parte migliore del nostro essere, troverà in esse una tranquillità e una soddisfazione piene, e in questa tranquillità, e in questa soddisfazione, essa vorrà perseverare. Nella nostra condizione di esseri intelligenti, cioè capaci di intendere e di conoscere, noi non possiamo infatti desiderare se non ciò che è necessario, e, in assoluto, non possiamo acquietarci e godere se non nella verità delle cose; e, perciò, in quanto noi comprendiamo correttamente questa realtà, in tanto lo sforzo della miglior parte di noi s’accorda con 1’ ordine dell’intera Natura.

Parte V – Vivere liberi– pos. 4974

pos. 4975: Prefazione Passo finalmente alla Parte di questo lavoro, l’ultima, che concerne il modo, o la via, per raggiungere la Libertà.

pos. 4978: evidente il vantaggio che il sapiente ha sugli umani grezzi e carnali, ossia quanto la Saggezza sia preferibile all’insipienza.

pos. 4981: Qui tratterò della potenza della Mente, ossia della potenza della Ragione, e mostrerò in primo luogo la natura e l’entità dell’imperio che essa ha sui sentimenti… sui nostri sentimenti noi non abbiamo un dominio assoluto.

pos. 4983: Stoici

pos. 4986: [due cani, campagna e caccia, che alla fine dell’addestramento si scambiano i ruoli]

pos. 4988: [Cartesio stabilisce che l’anima ha sede nella ghiandola pineale] per mezzo della quale la Mente percepisce sia tutti i movimenti del corpo, sia gli oggetti esterni… ciascuna volizione della Mente è per natura connessa a una determinata posizione della ghiandola

pos. 5003: Cartesio conclude che non c’è Anima tanto incapace che non possa, se ben diretta, acquistare un potere assoluto sulle sue Passioni … dominio assoluto sulle nostre Passioni.

pos. 5018: [Cartesio] ha concepito la Mente così distinta dal Corpo da non poter escogitare alcuna causa singolare né dell’unione predetta [ghiandola pineale] né della Mente stessa: e gli è stato necessario ricorrere alla causa di tutto l’Universo, cioè a Dio.

pos. 5029: Cartesio

pos. 5030: le affermazioni di Cartesio non sono corrispondenti al vero. Poiché, dunque, la potenza della Mente è definita soltanto dalla sua intelligenza, noi determineremo il modo di rendere innocui i sentimenti, e anzi di servircene, mediante la sola conoscenza che la Mente possiede:

Dottrina: pos. 5051

Propos. 2. Se noi riusciamo a separare una commozione dell’animo, ossia un sentimento, dal pensiero della causa esterna che l’ha prodotta, e a collegarla con altri pensieri, allora l’Amore o l’Odio verso quella causa esterna saranno annullati, e così pure le fluttuazioni d’animo che sorgono da questi sentimenti.

pos. 5058: Propos. 3. Un sentimento che è una passione cessa di essere una passione dal momento in cui noi ce ne formiamo un’idea chiara e distinta.

pos. 5068: Propos. 4. Non c’è alcuna affezione del Corpo della quale non possiamo formarci un concetto chiaro e distinto.

pos. 5099: sentimento verso una cosa che immaginiamo semplicemente… più forte di tutti.

pos. 5108: Propos. 6. Quanto più la Mente conosce tutte le cose come necessarie, tanto maggiore è il potere che essa ha sui sentimenti, ossia tanto meno ne patisce.

pos. 5157: Propos. 10. Quanto a lungo noi non siamo combattuti da sentimenti contrari alla nostra natura, tanto a lungo abbiamo il potere di ordinare e concatenare le affezioni del Corpo in un quadro conforme ai criteri dell’intelletto.

pos. 5210: Propos. 11 – 12 – immagine

pos. 5224: Propos. 13 -Quante più sono le altre immagini a cui una. determinata immagine è collegata, tanto più spesso essa riprenderà vigore, o risorgerà nella Mente.

pos. 5229: Propos. 14 – La Mente può far si che tutte le affezioni del Corpo, ossia le immagini delle cose, si riferiscano all’idea di Dio.

pos. 5233: Propos. 15. Colui che conosce in maniera chiara e distinta se stesso e i suoi sentimenti ama Dio; e l’ama tanto più quanto più conosce se stesso e i suoi sentimenti.

pos. 5252: Propos. 17 – Dio non ama né odia nessuno.

pos. 5261: Conseguenza: L’Amore verso Dio non può volgersi in Odio.

pos. 5327: Propos. 21 – La Mente non può immaginare alcunché, né può ricordare le cose del passato, se non mentre il Corpo esiste nella durata.

pos. 5336: Propos. 22. In Dio c’è necessariamente un’idea che esprime l’essenza di questo e di quel Corpo umano nella sua peculiare eternità.

pos. 5347: Propos. 23 – La Mente umana non può dissolversi totalmente con il dissolversi del suo corpo; ma di essa rimane un qualcosa, che è eterno.

pos. 5374: Propos. 24. Quanto più noi conosciamo le cose singole, tanto più conosciamo Dio… [secondo genere di conoscenza?]

pos. 5391: Propos. 27 – 28 – terzo genere di conoscenza

pos. 5409: Propos. 29. Non perché concepisce come presente l’esistenza attuale del Corpo la Mente conosce nella loro peculiare eternità tutte le cose che essa concepisce, ma perché concepisce l’essenza del Corpo nella sua peculiare eternità.

pos. 5460: Propos. 33 -L’Amore intellettuale di Dio, che s’origina dal terzo genere di conoscenza, è eterno

pos. 5473: Propos. 34 – Un sentimento è dunque un’immaginazione, in quanto indica la condizione presente del Corpo; e perciò la Mente è soggetta ai sentimenti che si riferiscono a passioni soltanto mentre, o fin che, il Corpo esiste nel tempo, o nella durata.

pos. 5481: Propos. 35. Dio ama se stesso con un Amore intellettuale infinito.

pos. 5488: Propos. 36 – l’Amore intellettuale della Mente verso Dio è una parte dell’infinito Amore col quale Dio ama se stesso. 

pos. 5524: Propos. 38 –  Quante più sono le cose che la Mente conosce col secondo e il terzo genere di conoscenza, tanto meno essa è passiva rispetto ai sentimenti cattivi, ossia tanto meno ne soffre, e tanto meno teme la morte.

pos. 5560: Propos. 40. Quanto è maggiore la perfezione che una cosa possiede, tanto più quella cosa è attiva e tanto meno è passiva; e, viceversa, quanto più essa è attiva, tanto più è perfetta.

pos. 5600: Propos. 42. La Beatitudine non è il premio della Virtù: ma la Virtù medesima è premio a se stessa e beatitudine; e noi non ne godiamo perché reprimiamo le nostre inclinazioni irrazionali, ma, al contrario, siamo in grado di reprimere le nostre inclinazioni irrazionali perché godiamo della Beatitudine. 

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

Share