A lezione

Bertrand Russell (Storia della filosofia occidentale)

Tre distinti problemi: metafisica (riprende Cartesio), psicologia (simile a Hobbes), etica (…).

Metafisica

Un’unica Sostanza, Dio o Natura. Panteismo. Pensiero ed estensione sono attributi di Dio. 

Rifiuto del libero arbitrio. In dio non esiste negazione, quindi il male non esiste. 

Stile di Euclide, Ragionamento deduttivo, metodo geometrico, dimostrazione è sempre possibile ma le prove non sono rigorose, anzi sono noiose perché portate attraverso ragionamento e non attraverso osservazione.

Razionalismo  come visione intellettuale del tutto. Tutto si dimostra. 

Lo spirito umano ha una adeguata conoscenza della eterna e infinita essenza di Dio. 

Le passioni ci distraggono e oscurano la nostra visione intellettuale del Tutto. 

Il motivo delle passioni è l’autoconservazione ma l’autoconservazione cambia quando comprendiamo il significato di ciò che ci unisce al tutto. 

L’autoconservazione governa il comportamento dell’uomo, è il motivo fondamentale delle passioni. Ma modifica il suo carattere quando ci accorgiamo che porta a unirci col tutto. 

I sentimenti si chiamano passioni quando hanno motivi non razionali.

Il tempo è irreale. Tutto fa parte di Dio, quindi è senza tempo: il futuro è fissato come il passato: speranza e timore nascono solo dall’ignoranza, dalla mancanza di saggezza. 

Il male appare quando vediamo ogni cosa o evento in modo indipendente dal tutto; mentre è nella visione del tutto che ogni parte trova la sua ragione. 

[nota : Nel determinismo razionale di Spinoza sei libero di essere fottuto, quindi, niente paura: se qui crepi è perché sei parte della Sostanza (Natura, Dio…) che, siccome è immutabile ed eterna, fa quel che vuole. Devi essere contento di averlo capito!] 

Spinoza vive con coerenza le proprie idee: è un esempio di calma e virtù, è sempre cortese, evita i conflitti e non ha paura di affrontare la vita così come la morte.

Spinoza a differenza degli stoici, non si oppone a tutti sentimenti, ma solo a quelle passioni che ci fanno perdere consapevolezza;  il dominio dei sentimenti porta all’amore intellettuale di Dio. 

“L’Amore intellettuale dello spirito verso dio è parte dell’infinito amore di cui Dio ama se stesso.”

Dio è immutabile, eterno

amare dio è una necessità logica. Ogni cosa che comprendo come parte di Dio, è amore intellettuale di Dio. Necessità logica che spiega l’ineluttabilità del tutto: non c’è bene o male in Dio. 

Ma la conoscenza chiara e definita “richiede un amore verso qualcosa di immutabile ed eterno”

“Lo spirito può immaginare o ricordare solo finché il corpo vive, ma in Dio c’è un’idea che esprime l’essenza di questo o quel corpo umano sotto la specie dell’eternità e questa idea è la parte eterna dello spirito. L’amore intellettuale di Dio, allorché l’individuo ne fa esperienza, è contenuto in quella parte eterna dello spirito.”

La beatitudine non è la ricompensa della virtù ma la virtù stessa: controlliamo i nostri desideri perché ne gioiamo, e non il contrario (gioiamo perché controlliamo i nostri desideri?).

Per effettuare un giudizio critico sull’importanza di Spinoza è necessario distinguere la sua etica dalla sua metafisica, e considerare quanto della prima può sopravvivere al rifiuto della seconda.”

Monismo logico: il Mondo è un’unica sostanza, di cui nessuna parte è logicamente capace di vivere da sola. Relazioni e pluralità sono illusorie.

Spinoza ha fede nella bontà di Dio. Il peccato nasce dall’ignoranza.

Anche nelle peggiori disgrazie non bisogna chiudersi nel dolore. Pensiero utile.

“Spinoza è il più nobile ed il più degno di amore dei grandi filosofi. Se qualcun altro lo ha superato dal punto di vista intellettuale, dal punto di vista etico è superiore a tutti. Come logica conseguenza, fu considerato, durante la sua vita e per un secolo dopo la morte, un uomo di spaventosa malvagità“.


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Alain Badiou, Bisogna salvare le matematiche, 2015

Spinoza attribuisce alla matematica il ruolo cruciale di aver bandito dalla filosofia i concetti di causa ultima e finalità, ancora così centrali nella tradizione aristotelica, e di attenersi solo al ragionamento deduttivo. Come già Platone, Spinoza distingue tre generi di conoscenza: il primo consiste in una commistione di rappresentazioni sensibili e immaginarie, ed è tipico dell’ordinaria ignoranza. Il secondo è la conoscenza concettuale ordinata sistematicamente , dimostrata passo per passo, e il suo paradigma è la matematica. Il terzo genere  è la frequentazione intuitiva di Dio, nome della Natura o del Tutto, ed è la conoscenza strettamente filosofica. Ma Spinoza precisa che, senza l’accesso al secondo genere, non vi è modo di giungere al terzo.(22-23)

Alain Badiou, Pour une interprétation nouvelle de la notion d’attribut de l’absolu

​​”On sait que l’infini est une catégorie fondamentale de l’ontologie de Spinoza. En un certain sens, Spinoza soutient que tout ce qui existe « vraiment », ou « en vérité » – la préposition « en » étant à prendre en son sens topologique –, est infini. À partir de quoi, l’élaboration du concept d’infini dispose trois strates : – L’unique Substance, ou Nature, ou Dieu, qui est « absolument » infinie. – Les attributs de la Substance, qui sont reliés de trois façons au concept de l’infini : d’abord, il y a une infinité d’attributs de la substance ; ensuite, chaque attribut « exprime » l’infinité de la Substance ; enfin chaque attribut est infini. – Il existe des « choses » qui, quoique singulières, et dont l’être est donc limité en son genre, sont néanmoins infinies : ce sont des modes infinis de la Substance, qui sont par ailleurs en quelque sorte inclus dans un attribut déterminé. Ainsi, la « figure » (facies) de tout l’univers est un mode infini de l’attribut étendue. Le but de mon intervention est d’y voir clair dans cette stratification de l’infini, et de lier cette clarification à ma propre théorie, encore inédite, des attributs de l’Absolu. L’Absolu étant pour moi le lieu de pensée de toutes les formes possibles du multiple.

Punto di partenza è quell’insieme concettuale composto principalmente nei seguenti termini: 1 – la sostanza che naturalmente è infinita; 2 – gli attributi della sostanza, che esprimono l’essenza eterna e infinita della sostanza. … una infinità intrinseca degli attributi: essi saprebbero esprimere in modo finito il senso eterno e infinito della sostanza. 3 – c’è il fatto che il numero stesso degli attributi è infinito

… l’opposizione fra modo e attributo, fra modo e sostanza non ha ragione di coincidere con l’opposizione fra finito e infinito. Non c’è determinazione intrinseca che obbliga a sovrapporre i due…

vi propongo come concetto di attributo, una costruzione integralmente razionale, che permette di pensare la razionalità integrale del concetto di attributi dell’assoluto come interiorità dello stesso assoluto. Mi situerei nell’interpretazione di Spinoza che consiste nel dire che gli attributi sono delle correlazioni … immanenti alla sostanza, e non delle prospettive o dei punti di vista.

il vuoto (vacuum) Le lieu de tous les lieux

[correlazione fra assoluto (sostanza) e multipli (attributi) si può rappresentare  attraverso una immersione matematica: ossia due strutture isomorfe di cui una contiene l’altra pur coincidendo con la stessa ]

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Antonio Damasio Lo strano ordine delle cose (2018) vedi scheda.

Il tentativo continuo di raggiungere un stato di vita regolata positivamente è una componente fondamentale della nostra esistenza – la sua realtà prima, come disse Spinoza quando descrisse l’impegno incessante di ciascun essere a preservare se stesso. Una mescolanza di lotta, d’impegno e di inclinazione riesce quasi a rendere in latino il conatus, come lo usa Spinoza nelle proposizioni 6,7,8 nella terza parte dell’Etica. Egli scriveva: “Ogni cosa, per quanto è in essa, si sforza di perseverare nel suo essere”. “Lo sforzo, con cui ogni cosa si sforza di perseverare nel suo essere, non è altro che l’essenza attuale della cosa stessa”.(p.49) nota 1

Da Etica di Spinoza

Proposizione 6. Ciascuna cosa, per quanto sta in essa (ossia per quanto essa può), si sforza di perseverare nel suo essere.
ogni cosa s’oppone a tutto ciò che possa toglier via la sua esistenza: e quindi per quanto può, e per quanto sta in essa, ciascuna cosa si sforza di perseverare nel suo essere. (Parte I, Conseguenza d. Proposizione 25; Proposizione 34; Parte III, Proposizione 4; Proposizione 5).
Proposizione 7. Lo sforzo con cui ciascuna cosa procura di perseverare nel suo essere non è altro che l’essenza attuale della cosa stessa, cioè il suo essere, e il suo esserci, presente ed attivo.
Proposizione 8. Lo sforzo, col quale ciascuna cosa procura di perseverare nel suo essere, non implica alcun tempo finito, ma implica un tempo indefinito.
Proposizione 10. Un’idea che esclude l’esistenza del nostro Corpo non può trovar luogo nella nostra Mente, ma è contraria ad essa.
Proposizione 12. La Mente, per quanto può, si sforza di immaginare cose che accrescono o favoriscono la potenza d’agire del Corpo.

Il dualismo consolidato, che è nato ad Atene, è stato ereditato da Cartesio, ha resistito alle bordate di Spinoza, e a cui ha attinto a piene mani l’informatica, è una concezione che ha fatto il suo tempo. È necessaria una visione nuova che sia integrata con la biologia. (p.274)

Il conatus è la forza che nelle parole di Schrodinger, contrasta “la naturale tendenza delle cose a passare in uno stato di disordine completo”

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Baruch Spinoza – Rebecca Goldstein, Antonio Damasio (2014) Youtube

I think that the geometric method which is so much talked about relation to Spinoza, in particularly the Etich, is actually a bit of an obfuscation of the real thing anyway. He, in his desire to be rigorous and probably because his training as a scientist whatever that was, at the time was, not a complete as with other men of science of the time. He had to find a way that would give an apperance of rigor, an appearance of objectivity, and geometry was a way into it. I don’t think it served him well. I think it just makes the text a bit more impenetrable for the first time reader but nonethless the intent was to be rigorous, but behind that rigor and a lot of very clear thinking there is this recognition of the reality of our biology.

This man, to a certain degree, is what i would like to call a proto-biologist at a time in which biology was in its infancy. He was able to think like a biologist. And In fact he sorts of foreshadows a number of great developments in science a couple centuries later including for example Darwin, Claude Bernard, William James.

Spinoza got right the enormous value of emotion in the reasoning process…

in a nutshell if you want to overpower an emotion that is driving you in the wrong direction it’s a passion, in fact the only way you can do that is not by sayng no, but by saying no through yet another emotion that is going to be more powerful than the previous one.

Through that love of nature which was really  a deep understanding of nature, you can get to salvation. There is  again a way in whitch it is very compatible with what in fact the goal of religions for human being;

Conatus is as an endeavor, a tendency, an effort… this irrepressible urge that a living creature will have to mantain itself in life, to preserve itself, to prevail for a certain period which is the period of allotment of life that its genome gives it. 

Conatus is that force that keeps you going , and in fact apparent in all biological tissue. You can find it in one singol cell or in a multicellular organism. 

this tendency to maintain your life, the integrity of your life, … you recognize that the way for this maintenance, for this self-preservation, was given through this enormous floushing of the emotions that were really of two kinds: the positive and the negative. The positive one’s really allowed you to sustain youself and to continue. 

It’s very important mantain this connection between the emotion and the reason. In Spinoza it is never disembodied and it is never taken out of emotion as a drive. There is a great power of observation and in enlightenment that comes from more and more rigorous observation. It’s as if all of this is constantly being fueled by the pleasurable states. 

Rebecca Goldstein: Spinoza Einstein

Spinoza believed that there’s an explanation for everything… and there is an infinite web of necessary connections that constitutes reality, that it’s almost animated logic his notion of what nature is. it’s explanation, it’s everything that’s what nature is, it’s a complete description of the laws of nature, and not only what these laws are, but  why they must be everything is explained. Everything is self explained, if you understand the big picture…

[Tre aspetti in cui Einstein era realmente uno spinosiano: 1 – He located God in the laws of phisics and in the beauty and elegance and harmony of the laws of phisics; 2 – he agreed  with Spinoza that there can be nothing arbitrary about nature. The laws of phisics explain themselves. there’s nothing arbitrary about them; 3 – sort of awe and spiritual attitude toward nature]

“Einstein was a strong spinosus that he coulnd’t accept the randomness of nature, what seemed to him to be arbitrary.

religion of reason


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Massimo Cacciari (video)

Spinoza non è uscito dal nulla. Maestri eretici, anche non ebrei.

Trattato teologico politico è il testo più importante

Si avvicina a sette cristiane, i deisti, i razionalisti, i libertini francesi.

Esempio personale, vive una sorta di liberazione dopo l’uscita dalla comunità ebraica e la scelta di un lavoro manuale per vivere.

Dio, Essere o Natura: la Sostanza infinita, composta di infiniti attributi, ognuno in sé infinito. 

Infinito il pensiero, infinita l’estensione: entrambi attributi infiniti della sostanza-essere-natura-dio.

La sostanza-dio agisce incondizionatamente. Sostanza incondizionata “causa sui”: in quanto è agisce – è questo mondo, questa realtà.

Nessuna parte è incondizionata, solo la sostanza-dio-essere, il tutto, è incondizionata e perfetta. Nessun dualismo

È la fine del Dio creatore. Realtà e perfezione sono sinonimi. Non c’è finalità nella natura-essere-dio.

Identità fra libertà e necessità, perno del pensiero spinoziano.

La mente umana va considerata parte dell’intelletto di dio.

La connessione fra le idee e le cose, mi riconosco parte dell’infinito intelletto di dio.

Nessun dualismo fra mente e corpo. Dio è spirito ed estensione: Non si può esaltare una parte sull’altra. Indisgiungibili. Quindi la mente è sempre condizionata dal corpo e dalle cose. Non c’è il libero arbitrio.

Nego di poter pensare che voglio o non voglio scrivere.

Siamo liberi perché non conosciamo fino in fondo le cause del nostro agire.

Discutono di “tolleranza”. Ugo Grozio. Von Fefendorf. Loche (epistola sulla tolleranza)

Potenza assoluta del pensiero.

Perseverare ad essere, ogni ente vuole essere, continuare a essere: è l’essenza di ogni cosa.

tanto più ogni ente è lieto e tanto più manifesta potenza di essere a perseverare, conatus: ‘’ogni cosa che si sforza a continuare a vivere con le caratteristiche proprie del suo essere’’.

Cosa pensata e cosa estesa nella singola parte sono un’unica cosa, ma non perfetta, perché condizionata da altre cause così all’infinito.

Persegui il tuo utile, ragiona sul tuo utile e vedi chiaramente qual è.

Potremmo essere un solo corpo e una sola mente quando tutti conoscessimo dio e quindi l’unità in Dio di res cogitans e res extensa. Questo è l’affetto caldo, la passione, che ti rende felice e lieto. Le virtù sono tristi. Meglio essere umili e onesti che superbi e disonesti, ma queste virtù non possono esprimere la mia conoscenza necessaria di Dio. Io liberamente acconsento alla conoscenza necessaria di Dio.

Ma se riconosco come “il necessario” come posso dirmi libero? Se dico sì al teorema di Pitagora così devo consentire al necessario. Libertà e necessità coincidono.

Spinoza politico (repubblicano)

Dove si segue la legge per paura della punizione siamo in una città di schiavi delle passioni e degli affetti. Ugualmente siamo degli schiavi se ci comportiamo bene in attesa del premio. 

Spinoza propone l’unità dei corpi e delle menti nella conoscenza di Dio.

Qualsiasi Stato che reprime il mio conatus è illegittimo perché contrasta la mia natura umana: qualsiasi potenza esteriore che si opponga al mio conatus, alla mia letizia e alla mia voluptas.

Homo homini deus. Ogni uomo deve essere per l’altro uomo l’immagine di dio, nel senso che mi riconosco parte di un intelletto divino, e tutti gli altri come parte dell’infinito intelletto divino.

Ritroviamo Spinoza in certi aspetti Hegel, Marx, Nietzsche.


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Maurizio Ferraris:  La prima intuizione della filos moderna è costruire il mondo a partire dall’io (cartesio). 

Spinoza intuisce che l’ordine e la disposizione delle cose e delle idee sono le stesse. C’è una coincidenza fra quello che è logico e l’ontologico. Il mondo è un’unica grande realtà dove non si distingue il pensiero dalla realtà, facce della stessa medaglia, pensiero e realtà sono correlate.

Hegel – il razionale è reale.

logico e ontologico coincidono

ordine e disposizione . cose = idee

pensiero e realtà: stessa medaglia

Il razionale è reale

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Zettel/Ferraris – Corpo: Spinoza e Deleuze

conatus è desiderio, andare verso, invece l’affetto è ricevere

Deleuze: Spinoza è il più grande dei filosofi perché chiunque può leggerlo, basta che si faccia trasportare dal suo fuoco

C’è un elemento centrale che non è la natura, è il corpo come centro da cui deriva lo spirito, il pensiero.

Sottolinea pensiero di Spinoza: Noi non sappiamo quanto può veramente un corpo. Non sappiamo dove finiscono le prestazioni puramente corporali e quando iniziano quelle spirituali. 

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Carlo Sinilezione su Spinoza 2012 sul Trattato sulla purificazione dell’intelletto 

nel 4 cap del Trattato: “gli uomini non nascono civili ma lo diventano”.

non c’è uno stato di natura che poi si trasferisce in un suo superamento. lo stato di natura è sempre presente in ogni condizione politica perché ognuno di noi è natura… ognuno di noi è Dio.

Nella società civile si scontrano due grandi potenze, una è la forza naturale nella quale siamo incarnati, e l’altra è la ragione soprattutto quando a governare è la massa, come nella democrazia.

Quindi nessuna illusione sulla società perfetta, o di superamento della violenza,… Il compito della politica è di trovare un equilibrio tra le due potenze.

Una cosa trascurata: chi si occupa della politica in Spinoza spesso si scorda della metafisica, del pensiero e della sua vita. Se non si tengono insieme queste tre cose non si capisce come egli arriva al pensiero politico.

Nella società politica spesso si intrecciano e si scontrano due forze: La potenza della natura (Deus sive natura) la potenza di Dio, e la potenza della ragione che è pure un modo di Dio.

Obiezioni a Spinoza all’epoca: – siamo di fronte al più radicale naturalismo e non fa che parlare di Dio. – siamo di fronte alla più radicale negazione della libertà che però si accompagna a una vita di ricerca continua  verso la libertà e la salvezza dell’uomo. 

Agosto 1881 rivelazione dell’eterno ritorno di tutte le cose, il pensiero abissale di Nietzche. Pochi giorno dopo l’aver esaltato Spinoza, cinque punti:

  • negazione del libero arbitrio, del volere
  • negazione del finalismo (in natura non c’è nessuna provvidenza, previdenza), qui emerge Darwin.
  • negazione di un ordinamento morale del mondo. che è aldilà del bene e del male
  • negazione dell’altruismo. L’egoismo è una necessità della natura

Il vero bene è diventare più forti. Diventare più forti in armonia con la natura, con l’ordine eterno della Natura, tenendo conto che siamo Natura e che siamo nella Natura; comprendendo che nella Natura non c’è né bene né male. 

Fortitudo, una fortezza per cui io accetto il male perché è un male relativo.

Tra me e il virus dell’influenza nessuno ha più diritto dell’altro, ciascuno ha le sue ragioni: vinca il migliore, il più potente. Il vero bene è comprendere e accettare tutto questo nella vita quotidiana. 

Il sommo bene è cercare la fortezza insieme ad altri, per un essere umano razionale che vuole la liberazione.

Sini: “non si può scrivere un’ontologia. Chi si illude di poter scrivere un’ontologia non ha capito la storia della filosofia e non ha capito la filosofia. Detto in soldoni i fisici credono di fare un’ontologia, e va benissimo nelle loro operazioni, ma un filosofo non ha da fare un’ontologia, ha da fare un’etica, cioè una politica ma a passo passo

“Costruire una comunità politica nella quale lo sforzo di capire della natura quanto basta per rendermi forte, me lo consente, me lo lasci fare con sicurezza, non mi perseguiti… mi lasci tranquillo nella ricerca con gli altri che come me vogliono la liberazione verso la forza, la tolleranza, tollerare il destino della vita, …come me perseguono questo fine nella sicurezza e nella gioia…”

Discipline che Spinoza elenca: la Fisica (studio della natura), la Politica o Filosofia morale, la Pedagogia, la Medicina e la Meccanica. Qui il riferimento è a Cartesio.

“Perché nega la libertà del volere quando sta scrivendo un inno per la nostra liberazione attraverso il sapere finalizzato alla nostra felicità? Bacone e Cartesio in modi diversi ritengono che noi erriamo perché la volontà è più estesa, più importante, agisce prima e più a fondo che non l’intelletto.”

“La volontà non esiste, è un flatus vocis, è un ente di ragione. Noi non abbiamo la volontà, ma abbiamo degli atti volontari che sono ogni volta contingenti, determinati empiricamente, che sono determinati da cause naturali…. Abbiamo volizioni particolari determinate da cause particolari, e allora cosa trovate di libero dentro di me? Niente perché in ogni momento io sono mosso dal desiderio di quello che sto dicendo, mosso dalla lingua italiana, da questa struttura fisica che abbiamo ereditato… Non si può curare la volontà … bisogna purificare l’intelletto…”

Gli uomini credono, sognano, di essere liberi perché sono consci delle loro azioni e ignari delle cause da cui vengono determinate. Esempi del sasso e dell’ubriaco.

La coscienza è un campo di battaglia nel senso dell’espressione nietzschiana o freudiana o shopenaueriana, è un luogo di scontri tra forze, e alla fine vince quello più potente.

Spinoza dice che dobbiamo emendare l’intelletto perché la volontà è quello che è, afflitta da cause particolari e sempre contingente, vuole questo e vuole quello… 

seguendo l’Etica dobbiamo prendere in considerazione i tre passi della conoscenza spinoziana: 

1 – conoscenza di primo genere che si identifica con la coscienza, siamo consci delle nostre passioni. Noi siamo in ogni istante questa passione che è determinata da questo e da quello. Idee confuse o immaginazioni. La conoscenza di primo genere non è adeguata, non sa niente del corpo cioè delle passioni

Oggi ci sono le neuro-scienze ma … certo la mente non sta dentro ai neuroni anche se non si può immaginare che stia da un’altra parte.

non abbiamo nessuna idea adeguata delle cause che suscitano nel corpo passione e nella mente idee confuse.

Se uno si mette davanti allo specchio di Spinoza e si guarda un attimo non ha la minima idea  del perché di queste passioni e di queste idee confuse.

Dio o la Natura, ciò che c’è

Appendice alla parte prima dell’Etica:

tolta l’ignoranza vien meno lo stupore: l’unico mezzo che abbiano di sostenere e difendere la loro autorità. 

La liberazione non consiste nella scienza che dice positivamente che cosa il mondo è, ma nella conoscenza del nostro non essere in grado di avere idee adeguate.

La scienza ci cura dalla superstizione, dalle false colpe, dalle fantasie mostruose, dal credere nelle superstizioni e nei miracoli 

Con la matematica possiamo studiare due cose l’estensione e il movimento, possiamo calcolare e prevedere. Studiare della natura quanto basta, quanto è saggio sapere per liberarci dalle idee confuse o superstiziose

Conoscenza di terzo genere, che appartiene all’etica e alla filosofia e che è il fondamento della politica; “non è altro che la comprensione della infinita e libera necessità del tutto, ossia Dio.”  

Leibnitz saccheggia l’opera di Spinoza senza mai citarlo, perché profondamene cristiano e non vuole rischiare.

l’accettazione della libera necessità del tutto

Due esercizi di virtù che ci liberano: fermezza d’animo e la generosità

Fermezza d’animo: voglio esserci, difendo il mio esserci

Generosità nel riconoscere all’altro il diritto di esistere, e di essere aiutato.

veri amici sono coloro che hanno il coraggio della loro fermezza.

Altre virtu l’amore e la pietà

Quello che lui fa non è quello che lui crede di fare.

Spinoza era un mistico laico.


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Filippo Mignini, conferenza: Spinoza: Ethica,

La parola anima viene usata una sola volta da Spinoza e poi sostituita con mente.

Corpo e mente sono un’unica cosa per Spinoza, in contrasto con la dottrina della Chiesa.

La conoscenza  del mondo esterno è del tutto subordinata alle condizioni di ricettività del nostro corpo.

imaginatio: capacità della mente di produrre immagini, rappresentazioni delle modifiche del corpo a contatto con l’esterno.

Il colore è solo una qualità della nostra rappresentazione.

Senza corpo la mente non saprebbe neppure di esistere.

La mente è idea di un corpo attualmente esistente. Di ogni corpo si dà un’idea.

Le immagini non sono casuali, sono il prodotto di leggi naturali.

Dalla III parte dell’Etica:

“Nessuno ha determinato sino ad ora quale sia il potere del corpo

“L’esperienza non ha insegnato a nessuno cosa possa o non possa fare il corpo per le sole leggi della sua natura”

Ontologia, sostanza, accidenti.

È sostanza solo ciò che è in sé la causa di se stesso. Dio.

Sostanza: estensione e pensiero sono solo attributi

Sostanza è potenza che agisce sempre: atto di potenza attraverso tutti gli attributi contemporaneamente.

Le leggi del corpo sono le leggi dell’estensione

Moto e quiete sono gli unici aspetti dei corpi che non emergono dalla mente (gli spiriti animali di Cartesio che attraversano il corpo portando gli ordini della mente) 

Corpo e mente sono una sola cosa che si pensa in due attributi diversi. La realtà è la stessa.

…. (mi fermo perché l’audio è pessimo)


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Leibniz scrive di Spinoza in una lettera: ” era sinceramente convinto di “essere al servizio dell’umanità, liberandola da superstizioni infondate”. E aggiunge: “Si deve convenire che Epicuro e Spinoza, ad esempio, condussero una vita del tutto esemplare”.


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Cosa può un corpo? Lezioni su Spinoza, di Gilles Deleuze

 – AFFETTO E AFFEZIONE

“Nel libro più importante di Spinoza, che si chiama Etica, scritto in latino, si trovano due termini: affectio ed affectus. Alcuni traduttori stranamente li traslano allo stesso modo, ma è un terribile errore. Rendono entrambi i termini, affectio e affectus, con “affezione”. È un terribile errore proprio per una questione di principio, perché un motivo ci sarà se un filosofo impiega due termini diversi, tanto più che in francese esistono due parole che corrispondono esattamente ad affectio e ad affectus, e sono “affezione” per affectio, e “affetto” per affectus. Qualcun altro traduce affectio con “affezione”, e affectus con “sentimento”. Sempre meglio che tradurlo con la stessa parola, ma non vedo la necessità di ricorrere alla parola “sentimento” quando in francese si trova il termine “affetto”. Perciò, quando impiegherò la parola ‘affetto‘ mi riferirò all’affectus, mentre quando dirò affezione‘, vorrò indicare l’affectio.” (p.43)

Le cose vengono spesso complicate perché, anche se la maggior parte dei traduttori traduce giustamente affectio con “affezione”, molti invece rendono affectus con “sentimento”. Nonostante che in francese la differenza non si avverta così nettamente, tradurre il termine in questo modo espone ad errori dannosi. Meglio usare una parola un po’ più rozza, ma maggiormente adeguata, anche perché in francese esiste, e rendere affectus con “affetto”. Tra l’altro in questo mo- do si conserva la radice comune ad affectus e ad affect. Spinoza, an- che terminologicamente, distingue affectio e affectus, “affezione” ed “affetto”. Cos’è l’“affetto”? Spinoza dice che l’affetto implica l’affezione. Ricordate? La definizione, estremamente rigorosa, di “affezione” è letteralmente: l’effetto immediato che l’immagine di una cosa ha su di me. Le percezioni, ad esempio, sono affezioni, come anche le immagini delle cose associate alle azioni. L’affezione “implica”, “abbraccia”, “stringe”, “determina”, tutte parole che Spinoza impiega costantemente.” (p.104-5)

“Gli affetti sono un genere di affezione molto particolare. Infatti, producono effetti peculiari. “Affectus” viene tradotto spesso con il termine “sentimento”, ma la parola francese ‘affetto’ corrisponde molto meglio a quella latina. A rigore, gli “affetti” sono delle affezioni del tutto peculiari, ossia percezioni e rappresentazioni. La “definizione I” di questo passo dice: “La Cupidità è l’essenza stessa dell’uomo, in quanto si concepisce determinata da una certa data affezione a fare qualcosa”. A questa definizione segue una lunga spiegazione. Leggendo la spiegazione c’imbattiamo in un’altra frase, dove Spinoza ci dà la definizione di “affezione dell’esistenza”. Essa recita: “Infatti, per affezione dell’essenza umana intendiamo una qualunque costituzione della stessa essenza, sia che essa sia innata [NS: o indotta dall’esterno]”.” (p.205)

“In un passo molto importante della fine della Terza parte dell’Etica, intitolato “Definizione generale degli affetti”, Spinoza in pratica afferma: “Soprattutto, non crediate che l’affetto nei termini in cui l’ho concepito derivi da un confronto tra idee”. Il che significa che l’idea è preminente rispetto all’affetto pur essendo, queste, due cose che differiscono per natura. L’affetto non si riduce ad una comparazione intellettuale tra idee, è vita, è una transizione vissuta scorrendo da un grado di perfezione ad un altro grazie all’azione delle idee. Tale passaggio non dà vita all’idea, ma costituisce l’affetto.” (p. 48)

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CORPO

“Per Spinoza il corpo individuale si definisce così: una composizione frutto di un rapporto specifico di movimento e riposo (insisto, è una composizione, e molto articolata), complesso al punto da continuare nonostante tutto a sussistere attraverso i cambiamenti che ne affettano le parti. È la permanenza, attraverso i cambiamenti che affettano le infinite parti di un corpo, di uno specifico rapporto di movimento e riposo. Un corpo è un infinito processo di composizione.” (p. 52)

“Per Spinoza il male è un cattivo incontro, una cattiva combinazione tra il vostro corpo ed un altro. Una cattiva composizione è quella in cui uno dei vostri rapporti subordinati, o il vostro stesso rapporto costitutivo, sono minacciati, invalidati, o addirittura disgregati definitivamente.” (p. 53)

“Dio non ha mai vietato nulla ad Adamo, ma gli ha invece donato una rivelazione. L’ha avvisato dell’effetto nocivo che la mela avrebbe avuto sulla costituzione del suo corpo. In altri termini, la mela è un veleno. La mela è un corpo con un rapporto specifico di qualità tale da disgregare il rapporto caratteristico del corpo d’Adamo. Adamo ha sbagliato a non ascoltare Dio, ma non perché gli ha disobbedito, cosa che non ha alcun senso, ma perché non ha capito niente.” (p. 54)

“L’affetto (affectus) corrispondente all’aumento ed alla diminuzione della potenza di agire è sempre e comunque una passione. Gioia e tristezza sono passioni: passioni gioiose o passioni tristi. Ancora una volta Spinoza punta il dito contro coloro che hanno tutto l’interesse ad affettarci con le passioni tristi. ” (p.57)

Spinoza non dice mai che l’uomo è un animale razionale. Per lui l’uomo, corpo e anima, consiste nelle sue possibilità. E se ‘essere razionale’ è qualcosa che è possibile all’uomo, anche ‘essere irrazionale’ lo sarà. Cambia tutto, anche la follia farà parte delle possibilità umane.” (p. 80)

“Non sta giocando con le parole, virtù è realmente ciò che è possibile per il corpo, l’effettuazione della potenza del corpo. Si chiama virtù un atto di potenza, ossia la potenza in atto del corpo. ” (p. 103)

“Ma dire che l’uomo sia di per sé “razionale” è del tutto privo di senso. Razionale, libero ecc., assumono un significato solo come prodotti di un divenire. È un pensiero fortemente innovativo, quello di Spinoza. “Essere gettato nel mondo” vuol dire rischiare ad ogni istante di incontrare qualcosa che può decomporre i tuoi rapporti.” (p.128)

“secondo Spinoza gli individui sarebbero pendoli composti costituiti da un infinito numero di pendoli semplici. L’individuo, in quanto pendolo composto, sarà dunque conseguentemente definito da una vibrazione.” (p. 154)

“La norma di composizione è il criterio che specifica il rapporto costitutivo di un corpo. Per questo, è l’unica ed esclusiva ragione che spinge un insieme infinito di parti estese ad entrare a far parte di un determinato corpo. Viceversa, un corpo fa sue delle parti esteriori sulla scorta della norma di composizione che lo costituisce. Grazie ad essa è possibile distinguere gli individui l’uno dall’altro.” (p.176)

“Perché un “rapporto determinato di movimento e di riposo”, concetto cinetico, è equivalente a “potere di essere affetto”, concetto dinamico? Perché Spinoza dà in realtà due definizioni del corpo: una definizione cinetica, che dice: ogni corpo è un determinato rapporto di movimento e riposo; ed una dinamica, che invece afferma: ogni corpo esprime un determinato potere di essere affetto. Trattando dell’essenza, dobbiamo sempre tenere presenti entrambi i registri, quello cinetico e quello dinamico. Dobbiamo imparare a riconoscerli. Per Spinoza, ogni individuo possiede un numero grandissimo di parti estese. A questo insieme infinito corrisponde quindi un infinito potere di essere affetto. Il possesso di un insieme infinito di parti estese implica un numero infinito di affetti. Adesso tutto è più chiaro.” (p.208) Cerrrto!


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A. G. Biuso recensisce Libre comme Spinoza. Une introduction à la lecture de l’Éthique di Denis Collin(Manifesto 31-3-2015)

“C’è in Spinoza una chiara declinazione antisoggettivistica, avversa all’interiorità e favorevole invece alle strutture oggettive della materia e delle sue leggi. Al di là dei due gradi dell’immaginazione confusa e della ragione calcolante, questo filosofo coglie il livello supremo dell’intuizione intesa come amor Dei intellectualis, come comprensione e accettazione del fatto che il corpomente umano è parte di un tutto. La mente altro non è che l’idea del corpo: «Sottolineare questo: ’la mente è l’idea del corpo’ e non ’la mente ha l’idea del corpo’».”

“Siamo dunque macchine del desiderio e lo siamo al punto che «filosofare non vuol dire rinunciare alla gioia e al desiderio, al contrario significa dare loro il massimo spazio» all’interno della struttura necessaria della vita.”

“Spinoza, come molti faranno dopo di lui con strumenti di carattere più empirico o più artistico, mostra come noi non amiamo qualcosa o qualcuno perché è «buono» ma lo giudichiamo tale proprio perché lo desideriamo, lo amiamo. L’amore è cieco, alla lettera.”

“Tra questi pregiudizi c’è la relazione gerarchica e antropocentrica con gli altri animali. Se, a differenza di Descartes, Spinoza ammette che gli animali abbiano sensazioni, «afferma che l’uomo ha tuttavia il diritto di disporne secondo la sua volontà: il diritto non è che una questione di potere ed essendo il potere umano superiore a quello degli animali, egli può imporre il suo diritto di natura». “

 

 

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