Note

Storia della scienza, scienza e storia

Giulio Peruzzi: ” a me tutta questa rispolverata da Anassimandro Anassagora Aristotele la trovo … la storia della cosiddetta scienza degli antichi (tra virgolette perché non è quella da cui nasce la rivoluzione scientifica) va fatta da gente che evita di prendere quelle che sono le conoscenze di oggi e di sovrapporle a conoscenze di ieri che non hanno nulla a che vedere. Tirare fuori precursori nell’età dei presocratici da quattro frammenti e dire, che ne so, che la Loop quantum gravity forse ci avevano già pensato, o che se il tempo esiste o non esiste era già un leitmotiv, queste sono delle forzature che non hanno nulla a che vedere con la storia della scienza… Sono buone suggestioni che affascinano il pubblico… Scrivere: Galileo trova che g vale  9,8 m/sec²: per Galileo questa è un’eresia!

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Mauro Dorato (INFN asimmetrie 17)

“Nella sua Nuova Confutazione del TempoBorges scrive

Il tempo è la sostanza di cui sono fatto.
Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume;
è una tigre che mi divora, ma io sono la tigre;
è un fuoco che mi consuma, ma io sono il fuoco.

Il fatto che Borges insista sulla natura personale del tempo (“noi” siamo il tempo) allude forse al fatto che il tempo (insieme allo spazio) è una forma soggettiva innata con la quale gli esseri umani esperiscono il mondo esterno e interno, come sostenuto da Kant nella sua Critica della Ragion Pura. Infatti, per Kant, il tempo ha una realtà empirica, perché è la condizione necessaria affinché si abbia percezione di alcunché di esterno o interno, ma non esiste in sé, ovvero indipendentemente da noi. Ovvero, non esiste nel mondo considerato in sé (è “ideale” da un punto di vista trascendentale). In più, come afferma la citazione di Borges, il tempo dal punto di vista dell’esperienza è la sostanza di cui siamo fatti, ma una “sostanza” che sembra consumarsi costantemente proprio come una fiamma, che vive grazie alla sua distruzione. Questa metafora poetica introduce in modo naturale uno dei problemi principali della filosofia del tempo, che coinvolge la natura del momento presente e il suo continuo passaggio. Il momento presente è fondamentale nella nostra esperienza, ma dal punto di vista della fisica, newtoniana o einsteiniana che sia, non esiste.”

Carlo Rovelli: (INFN asimmetrie 17)

” il tempo in sé, come osserva Newton stesso nel suo libro, non è osservabile. Noi osserviamo solo cose in movimento, la variabile tempo è un’utile aggiunta per mettere ordine. Ma in uno “spaziotempo”, cioè in un campo gravitazionale, soggetto a fluttuazioni quantistiche e alla granularità minuta che caratterizza tutti gli effetti quantistici, questa inosservabile nozione del tempo perde ogni utilità.”

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Albert Einstein – Relativity: The Special and the General Theory, 1 dicembre 1916

“Every point on the mollusc is treated as a space-point, and every material point which is at rest relatively to it as at rest, so long as the mollusc is considered as reference-body. The general principle of relativity requires that all these molluscs can be used as reference-bodies with equal right and equal success in the formulation of the general laws of nature; the laws themselves must be quite independent of the choice of mollusc.”

“in brief: General laws of nature are co-variant with respect to Lorentz transformations. This is a definite mathematical condition that the theory of relativity demands of a natural law, and in virtue of this, the theory becomes a valuable heuristic aid in the search for general laws of nature. If a general law of nature were to be found which did not satisfy this condition, then at least one of the two fundamental assumptions of the theory would have been disproved.”

“At the present time, the main question is whether a field theory of the kind here contemplated can lead to the goal at all. By this is meant a theory which describes exhaustively physical reality, including four- dimensional space, by a field. The present day generation of physicists is inclined to answer this question in the negative. In conformity with the present form of the quantum theory, it believes that the state of a system cannot be specified directly, but only in an indirect way by a statement of the statistics of the results of measurement attainable on the system. The conviction prevails that the experimentally assured duality of nature (corpuscular and wave structure) can be realised only by such a weakening of the concept of reality. I think that such a farreaching theoretical renunciation is not for the present justified by our actual knowledge, and that one should not desist from pursuing to the end the path of the relativistic field theory.” Generalised Theory of Gravitation

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da Max Bohm a Albert Einstein, 5 aprile 1923

“I had Heisenberg here during winter (as Sommerfeld was in America); he is at least as talented as Pauli but is a nicer and more pleasant person.[11] He also plays the piano very well. Apart from the helium research, we examined some principal issues of Bohr’s atomic theory together, particularly regarding phase relations in models of the atom”

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