La mente culturale 1

“The Brain is wider than the Sky… The Brain is deeper than the sea… The Brain is just the weight of God”  Emily Dickinson, 

lavagna 1

LO STRANO ORDINE DELLE COSE – Antonio Damasio, Adelphi 2018

(citazioni e appunti)

“In sostanza, la mia idea è che l’attività culturale abbia avuto inizio dal sentimento e che rimanga profondamente immersa in esso” (p.15)

I sentimenti non sono una produzione indipendente del cervello, ma il risultato di una alleanza cooperativa tra il corpo e il cervello.” (p.22)

La fonte del sentimento è la vita in equilibrio tra il prosperare e il morire.” (p.23)

“L’idea semplice è, allora, che sentimenti di dolore e di piacere, da gradi di benessere fino al malessere e alla malattia, siano stati i catalizzatori dei processi che ci hanno spinto a interrogarci, a comprendere e risolvere problemi, e che distinguono profondamente le menti umane da quelle di altre specie viventi.” (p.23)

“I sentimenti operano come motivazioni per affrontare un problema, e come rilevatori del successo o dell’insuccesso della risposta” (p.26)

 La storia dei batteri risale a 4 miliardi di anni fa. Hanno il corpo formato da  una sola cellula, senza nucleo e vivono in accordo con le regole dell’omeostasi. La loro esistenza, priva di mente, li porta però a costruire una cooperazione di gruppo che risponda alle esigenze di sopravvivenza a seguito di cambiamenti ambientali o di fronte all’aggressività di altri gruppi. La valutazione del comportamento è quantitativa, ma alcuni esperimenti fanno pensare a una «attitudine morale». 

“Le tendenze del nostro comportamento ci hanno guidato verso una elaborazione cosciente di principi essenziali e non coscienti di cooperazione e di lotta già presenti nel comportamento di numerose forme di vita. Questi stessi principi hanno anche guidato, per lungo tempo e in numerose specie, la formazione evolutiva dell’affetto e delle sue componenti essenziali: tutte le risposte emotive generate percependo diversi stimoli interni ed esterni che coinvolgono impulsi appetitivi — sete, fame, passione, attaccamento, cura, fratellanza — e riconoscendo situazioni che richiedono risposte emotive, come gioia, paura, rabbia e compassione. Questi principi che, come abbiamo appena osservato, sono facilmente riconoscibili nei mammiferi, li ritroviamo ovunque nella storia della vita. È evidente che la selezione naturale e la trasmissione genetica hanno lavorato sodo per modellare e scolpire tali modi di reagire in ambienti sociali, per costruire l’impalcatura della mente culturale umana. Insieme, sentimenti soggettivi e intelligenza creativa hanno operato in quell’ambito e forgiato gli strumenti culturali che esaudiscono i bisogni della nostra vita. Se le cose stanno così, l’inconscio umano risale, letteralmente, alle forme  primitive, più in profondità e più lontano di quanto Freud oJung abbiano mai immaginato.” (p.33-34)

Omeostasi: perdurare e prevalere. Il perdurare riguarda la sopravvivenza, l’evoluzione di qualsiasi organismo o specie.

“il prevalere è più sottile: garantisce che la vita sia regolata entro un intervallo che, oltre a essere compatibile con la sopravvivenza, favorisca la prosperità e renda possibile una proiezione della vita nel futuro di un organismo o di una specie.” (p.37)

I sentimenti sono informazioni.

I sentimenti sono le esperienze soggettive dello stato vitale – vale a dire dell’omeostasi – in ogni creatura in possesso di una mente e di un punto di vista cosciente. Possiamo considerare i sentimenti come i rappresentanti mentali dell’omeostasi.” (p.37)

“I sentimenti, come rappresentanti dell’omeostasi, sono i catalizzatori delle risposte che hanno avviato le culture umane.” (p.38)

“l’omeostasi ha guidato in modo non cosciente né deliberato, senza un disegno a priori, la selezione di meccanismi biologici capaci, oltre che di preservare la vita, di far progredire l’evoluzione di specie… L’omeostasi è il fondamento stesso del valore della selezione naturale.” (p.38)

“Il sentimento ha agito da movente per esplorare, con gli strumenti della conoscenza e della ragione, le possibilità di ridurre un bisogno o di trarre vantaggio dall’abbondanza rappresentata da stati di appagamento… Ma i sentimenti non sono emersi con la vita. Suggerisco che siano comparsi solo dopo che gli organismi ebbero un sistema nervoso, uno sviluppo ben più recente, iniziato 600 milioni di anni fa… La comparsa dei sentimenti è comunque avvenuta prima che entrassero in scena gli esseri umani.” (p.39-40)

“Il tentativo continuo di raggiungere un stato di vita regolata positivamente è una componente fondamentale della nostra esistenza – la sua realtà prima, come disse Spinoza quando descrisse l’impegno incessante di ciascun essere a preservare se stesso. Una mescolanza di lotta, d’impegno e di inclinazione riesce quasi a rendere in latino il conatus, come lo usa Spinoza nelle proposizioni 6,7,8 nella terza parte dell’Etica. Egli scriveva: “Ogni cosa, per quanto è in essa, si sforza di perseverare nel suo essere”. “Lo sforzo, con cui ogni cosa si sforza di perseverare nel suo essere, non è altro che l’essenza attuale della cosa stessa”.(p.49)

“Il dualismo consolidato, che è nato ad Atene, è stato ereditato da Cartesio, ha resistito alle bordate di Spinoza, e a cui ha attinto a piene mani l’informatica, è una concezione che ha fatto il suo tempo. È necessaria una visione nuova che sia integrata con la biologia.” (p.274)

“In parole povere, la regione di dissomiglianza chiamata vita, al livello di semplici cellule – con o senza un nucleo – o di grandi organismi pluricellulari, come noi esseri umani, può essere definita da questi due tratti: la capacità di regolare la propria vita conservando strutture e operazioni interne il più a lungo possibile, e la possibilità di riprodurre se stessa e avere come obiettivo il perpetuarsi. E come se, in modo straordinario, ciascuno di noi, ciascuna cellula in noi e ogni altra cellula facessimo parte di un unico, gigantesco organismo dagli infiniti tentacoli, l’unico e il solo organismo che ha avuto inizio 3,8 miliardi di anni fa e che è ancora in marcia.” (p.54)

Erwin Schrodinger, scrive: Che cos’è la vita? – Conosce Spinoza e da questo riprende “l’idea di conservazione dell’ordine esistente”. (Vedi scheda qit)

“Il conatus è la fora che, nelle parole di Schrodinger, contrasta «la naturale tendenza delle cose a passare in uno stato di disordine completo», una resistenza che il fisico tedesco vede espressa negli organismi viventi e nella molecola dell’eredità che lui stava immaginando.” (p.54)

OMEOSTASI: nuova definizione (p.59-61)

  1. obiettivo del processo omeostatico è quello di raggiungere una stabilità favorevole alla crescita
  2. attività fisiologiche non mantengono livelli fissi, ma seguono un processo regolativo che è sentito come sentimenti.
  3. il concetto di omeostasi va visto anche nella propensione umana a creare culture
  4. l’essenza dell’omeostasi è la gestione dell’energia.

omeostasi come motore dell’evoluzione” John Torday (p.64)

BATTERI

È fuor di dubbio che i batteri furono le prime forme di vita e che essi sopravvivono ancora oggi

“Essi sono dotati di varie forme di percezione, di memoria, di comunicazione e coordinazione sociale. Le elaborazioni che rendono possibile questa intelligenza senza cervello e senza mente si basano su reti chimiche ed elettriche.” (p.68)

“La cosa a cui i batteri o le cellule nucleate o i tessuti o gli organi in generale rinunciano è l’indipendenza. In cambio essi accedono ai beni comuni.” (p.70)

   
Prime cellule (procarioti) 3,8-3,7 miliardi di anni fa
cellule eucariote (con nucleo) 2 miliardi di anni fa
organismi pluricellulari (metazoi) 700-600 milioni di anni fa
sistemi nervosi 600-540 milioni di anni fa
   

SISTEMI NERVOSI

“La vita, persino quella pluricellulare, se l’è cavata benissimo per quasi tre miliardi di anni anche un sistema nervoso… I sistemi nervosi sono comparsi al servizio degli organismi – più precisamente dei corpi – e non viceversa.” (p.71)

I neuroni, insieme alle cellule muscolari e alcune cellule sensoriali, hanno la capacità di agire su un’altra cellula mediante un processo elettrochimico (lo stesso riscontrato nei batteri) che attraversa il corpo e centralizza le informazioni in un punto del sistema nervoso. Negli organismi più evoluti le fibre nervose, che collegano il cervello alle parti interne dell’organismo, agiscono anche in direzione opposta (enterocezione) permettendo una sorveglianza costante sullo stato della vita. 

Alcuni dettagli:

a. La sorveglianza neurale è l’erede di un primitivo sistema di enterocezione attraverso le sostanze chimiche trasportate dal sangue.

b. I segnali viscerocettivi sono i primi ad arrivare al di sotto del livello di coscienza. “il compito della sorveglianza genera, nel tempo, sentimenti coscienti ed entra nell’ambito della mente soggettiva.”

c. la sorveglianza è utile perché fornisce una informazione diretta sul corpo e permette una previsione di eventi futuri

d. la sorveglianza agisce sull’omeostasi per lo più in modo involontario (muscoli lisci, per es. intestino, muscoli striati, per es. cuore e faccia).  

 

Sistemi nervosi semplici: non vi è distinzione netta fra elementi centrali e periferici. Reti di neuroni percorrono il corpo permettendo di svolgere funzioni semplici come agire sulla base di stimoli dall’esterno e dall’ambiente circostante (idre); oppure come gestire l’ambiente viscerale dell’organismo con la peristalsi (spugne).

“È davvero affascinante che il sistema nervoso enterico – la complicata trama di nervi nel nostro tratto gastrointestinale – assomigli così tanto ad antiche strutture di reti nervose. È una delle ragioni che m’inducono a pensare che il sistema nervoso enterico sia effettivamente stato il primo cervello.” (p.76)

Che cosa non fanno: le strutture nervose semplici non hanno la capacità di creare mappe e immagini. Senza la mente non vi può essere coscienza e neppure sentimento.

 

Evoluzione del sistema nervoso

Creazione delle immagini: è fondamentale nell’evoluzione che gli organismi abbiano avuto la possibilità di creare rappresentazioni interne basate sulle descrizioni sensoriali interne ed esterne. I vantaggi per l’organismo furono immediati, ancora prima dell’emergere di una soggettività.

L’evoluzione del sistema nervoso ha portato alla formazione di un insieme che chiamiamo cervello. Comprende: midollo spinale, tronco cerebrale e ipotalamo, cervelletto, talamo, corteccia cerebrale…

Questi elaboratori centrali sono quelli che presiedono alle funzioni più avanzate:

. apprendimento e archiviazione in memoria

. coordinano l’esecuzioni di risposte complesse che comprendono impulsi, motivazioni, emozioni

. dirigono il processo di manipolazione delle immagini (pensiero, immaginazione, ragionamento, decisione)

. convertono le immagini in simboli e infine in linguaggi (codificati e disciplinati da una grammatica)

Alcune suddivisioni funzionali: per esempio una parte del cervello è predisposta a generare impulsi, emozioni, motivazioni in risposta a stimoli esterni o interni, con programmi d’azione prestabiliti. Oppure quella che riguarda l’esecuzione motoria e l’apprendimento di sequenze motorie. Un’altra area è quella che “permette di tradurre in linguaggio verbale le immagini non verbali che il cervello genera e fa fluire in forma di narrazione”.

“È a sistemi così attrezzati e abili che si dovrà alla fine la capacità di provare sentimenti, l’ambito premio della capacità di creare mappe e immagini degli stati interni.” (p.79)

La descrizione dei neuroni in una logica booleana (acceso spento) non convince perché il passaggio di informazione non avviene solo attraverso le sinapsi. “La relazione tra il tessuto cerebrale e il corpo, entro cui il cervello è inserito, non è stata pienamente compresa”.

  1. l’omeostasi di tutto un organismo dipende dal sistema nervoso e questo dipende dall’omeostasi, reciprocità
  2. il sistema nervoso interagisce col corpo in modo diverso da quello con l’ambiente che circonda l’organismo
  3. funzioni complesse attraversano sia il sistema nervoso superiore, sia dispositivi inferiori 

CORPO, CERVELLO E MENTE

“Il nostro organismo contiene un corpo, un sistema nervoso e una mente che deriva da entrambi. Le menti possono emanciparsi dalla loro missione fondamentale e generare prodotti che, a un primo sguardo, non sono correlati all’omeostasi.” (p.83)

I sistemi nervosi iniziano come assistenti del corpo, poi emergono caratteristiche e funzioni che integrano sistemi di cooperazione interni all’organismo, ma anche esterni in relazione ad altri organismi e all’ambiente, sino alla comparsa di stati mentali soggettivi [ed empatici].

“Il corpo fa parte di un organismo enormemente complesso costituito da sistemi cooperativi, formati da organi cooperativi, fatti da cellule cooperative, formate da molecole cooperative, costituite da atomi cooperativi costruiti con particelle cooperative.” (p.83)

“Dobbiamo rilevare che fu necessaria una collaborazione tra sistemi nervosi e corpi per generare le menti umane, e che le menti si sono manifestate in organismi non già isolati, ma che facevano parte di un contesto sociale. Infine, dobbiamo rilevare che le menti sono state arricchite dai sentimenti e dalla soggettività; dalla memoria basata su immagini; e dalla capacità di concatenare immagini in narrazioni che nacquero probabilmente come sequenze non verbali, filmiche; narrazioni che, tuttavia, nel tempo, dopo la comparsa delle lingue verbali, hanno combinato elementi verbali e non verbali. L’arricchimento avrebbe incluso la capacità di inventare e di produrre creazioni intelligenti, un processo che mi piace chiamare «intelligenza creativa», che è un gradino più su dell’abilità che permise a numerosi organismi viventi, inclusi noi esseri umani, di comportarsi in modo efficiente, rapido ed efficace nella vita quotidiana. L’intelligenza creativa fu il mezzo con il quale le immagini mentali e i comportamenti furono combinati intenzionalmente per offrire nuove soluzioni ai problemi che gli esseri umani avevano identificato, e per costruire nuovi mondi alle opportunità immaginate dall’uomo.” (p.88)

“Storicamente, il livello percettivo di sensazione e risposta ha preceduto la comparsa della mente ed è presente ancora oggi negli organismi dotati di una mente.” (p.89)

“Un evento particolarmente importante fu la comparsa di sistemi generali, distribuiti su tutto il corpo.” (p.90)

“A un certo punto, molto tempo dopo che i sistemi nervosi furono in grado di rispondere a molte caratteristiche degli oggetti e dei movimenti che percepivano sia all’interno sia all’esterno del loro stesso organismo, ebbe inizio la capacità di creare mappe degli oggetti e degli eventi percepiti.” (p.91)

“Le mappe di ciascuna modalità sensoriale sono la base dell’integrazione che rende possibili le immagini, e quelle immagini, che fluiscono nel tempo, altro non sono che i costituenti della mente… una raffinata conseguenza della cooperazione corpo-sistema nervoso.” (p.92)

IMMAGINI E MAPPE

Tale cooperazione di corpo-sistema nervoso ha sviluppato poco alla volta una capacità di rappresentazione (immagini, mappe…), ossia di creare “immagini interne del mondo intorno all’organismo insieme a immagini interne del corpo stesso”.

1- usando immagini ricavate dalle componenti più antiche interne all’organismo, la natura ha dato gradualmente forma ai sentimenti

2- usando immagini dalla componente meno antica dell’interno (scheletro, muscoli), la natura ha generato una rappresentazione dettagliata del corpo

3- usando gli stessi dispositivi per la creazione delle immagini e il potere delle immagini di simbolizzare, la natura ha sviluppato i linguaggi verbali.

Dispositivi creatori di mappe: occhio, orecchio, pelle ma anche gusto e olfatto sono canali per generare mappe.

I segnali forniti dai sensi, attraverso le terminazioni nervose sono fondamentali “Ma la funzione cruciale è la mappatura, … ossia la capacità di riportare i differenti dati che scaturiscono dal campionamento del mondo esterno in una sorta di cartografia, uno spazio entro cui il cervello può rappresentare graficamente schemi di attività e la relazione spaziale tra gli elementi attivi nello schema.” (p.97)

“Il mondo interno e il sistema nervoso formano un complesso interattivo; il mondo esterno e il sistema nervoso no!” (p.102)

Le immagini arrivano per lo più dal mondo interno antico e si integrano o combinano con quelle del mondo  interno più recente e con quelle provenienti dal mondo esterno, sino a immaginare nuove mappe, nuove immagini. La creazione delle immagini scaturisce da meccanismi neurali che formano mappe (?). 

“Tutte le immagini del mondo esterno sono elaborate quasi in parallelo con le risposte affettive che queste stesse immagini producono agendo altrove nel cervello… Significa che i nostri cervelli sono impegnati, oltre che a mappare e a integrare differenti fonti sensoriali esterne, a mappare e a integrare simultaneamente stati interni, un processo il cui esito sono niente meno che i sentimenti (p.105-106)

“Ogni parola che usiamo, in qualsiasi lingua – parlata, scritta, percepita col tatto come nel Braille -, è fatta di immagini mentali… Le idee – i concetti e i loro significati – possono essere resi nell’idioma di simboli e rendono possibile il pensiero simbolico. Le immagini sono gli aspetti universali della mente.” (p.107)

 

SENTIMENTI, AFFETTI

La memoria del passato è fondamentale, ma gran parte dell’attività del cervello è occupata nella ricerca di soluzioni per il futuro e di risposte immediate di fronte agli eventi. Il risultato non è mai solo razionale perché oltre alle immagini entrano in gioco i sentimenti.

Cause dei sentimenti:

a) flusso di sottofondo dei processi vitali

b) risposte emotive da stimoli sensoriali

c) risposte emotive complesse (x impulsi, motivazioni, emozioni)

Emozioni e sentimenti non sono la stessa cosa. L’affetto comprende, oltre a ogni sentimento, le situazioni e i meccanismi responsabili delle azioni prodotte da quel sentimento.

“I sentimenti accompagnano il dispiegarsi della vita nel nostro organismo.” (p.118)

“Non esiste essere, nel senso proprio del termine, che non abbia una esperienza spontanea della vita, un sentimento di esistenza.” (p.119)

“Il contrasto tradizionale tra affetto e ragione deriva da un’idea riduttiva delle emozioni e dei sentimenti, che li intende sostanzialmente come negativi e capaci di pregiudicare i fatti e il ragionamento. Ma le emozioni e i sentimenti si colorano di tante sfumature, e solo alcuni sono dannosi. Buona parte delle emozioni e dei sentimenti è essenziale per alimentare il processo intellettuale e creativo.” (p.120)

“I sentimenti sono esperienze mentali, e per definizione sono coscienti… differiscono da altre esperienze mentali… il loro contenuto si riferisce sempre al corpo dell’organismo in cui emergono.” (p.120)

“la raffigurazione dell’interno – vale a dire l’esperienza del sentimento – è impregnata di un tratto speciale, la cosiddetta valenza… La valenza è l’elemento che definisce il sentimento, e per estensione gli affetti.” (p.121)

“Una conseguenza della intellettualizzazione dei sentimenti è una economia di tempo e di energia necessari per questo processo.” (p.121)

Ma i sentimenti più elementari fanno particolare riferimento ad alcune parti del corpo, per esempio: i visceri, i muscoli lisci della trachea, i bronchi, gli intestini, la pelle, le mucose; tutti elementi che hanno segnato i cambiamenti dell’organismo dalle origini della vita. Ai sentimenti sono collegati i muscoli volontari che in particolari condizioni hanno schemi di attivazione immediati, come i muscoli del viso che lasciano trasparire i sentimenti. 

“La valenza è la qualità intrinseca dell’esperienza, che cogliamo come gradevole o sgradevole, o come qualcosa di intermedio tra questi due estremi.” (p.124)

“La valenza giudica l’efficienza corrente degli stati corporei, e il sentimento annuncia il giudizio al proprietario del corpo. (p.125)

Sentimenti spontanei e sentimenti provocati.

I sentimenti spontanei sono quelli che indicano lo stato vitale di un organismo e le regolazioni omeostatiche nel loro divenire. I sentimenti omeostatici accompagnano il corpo anche nelle modificazioni richieste all’organismo dalla sua situazione interna.

I sentimenti provocati derivano da una varietà di risposte “emotive” causate da stimoli sensoriali esterni oppure dal coinvolgimento di impulsi, motivazioni ed emozioni del mondo interno, in modo complesso e a volte sconvolgente. Stratificazione dei sentimenti.

“Una conseguenza prevedibile dell’elaborazione di molte immagini che scorrono nella nostra mente è una risposta emotiva , cui fa seguito il rispettivo sentimento.” (p.135)

“L’allineamento de sentimenti piacevoli e spiacevoli con intervalli di omeostasi rispettivamente positivi e negativi è un fatto verificato.”

“A un primo impatto, la mente e il cervello influenzano il corpo vero e proprio, tanto quanto questo può influenzare il cervello e la mente. Semplicemente sono due facce della stessa medaglia.” (p.136)

“Le radici dell’allineamento tra processi vitali e natura del sentimento si possono far risalire alle operazioni dell’omeostasi negli antenati comuni del sistema endocrino, del sistema immunitario e del sistema nervoso.” (p.138)

“Credo che forme di vita senza un sistema nervoso né una mente avessero, e abbiano ancora, processi emotivi complicati, programmi di azione di difesa e di adattamento, ma non sentimenti.” (p.140)

“Le esperienze mentali [per es. i sentimenti] non sono fotografie istantanee ma processi nel tempo, narrazioni di innumerevoli micro-eventi nel corpo vero e proprio del cervello. (p.141)

l’origine dei sentimenti e il mondo della mente

“Negli organismi viventi più semplici non esisteva un sistema nervoso né un nucleo come centralina di comando; esistevano però i precursori degli organuli che interagiscono nel citoplasma, ed esisteva una membrana cellulare” (p.142)

I sistemi nervosi appaiono circa 500 milioni di anni fa. Le prime reti di neuroni avevano il compito di dirigere la digestione e la locomozione, ma probabilmente “erano incapaci di generare mappe o immagini del mondo, interno ed esterno e quindi difficilmente avrebbero potuto generare una mente.L’evoluzione avrebbe impiegato milioni di anni per superare questa limitazione” (p.142).

Prima della comparsa dei sistemi nervosi erano già presenti altri fattori favorevoli allo sviluppo di un organismo. 

– certe molecole indicavano lo stato favorevole o sfavorevole  della vita nelle cellule;

 – il sistema immunitario (eucarioti primitivi), contribuisce alla valenza;

 – il sistema circolatorio (distribuzione energie e eliminazione dello scarto);

 – il sistema endocrino, regola i sottosistemi in funzione dell’omeostasi dell’intero organismo;

 “Il sistema nervoso assume gradualmente il ruolo di coordinatore centrale degli altri sistemi globali e gestisce, al contempo, le relazioni tra l’organismo e l’ambiente circostante. Quest’ultima funzione si basa sul più importante sviluppo del sistema nervoso: il mondo della mente, dove i sentimenti fanno la parte del leone e diventano possibili l’immaginazione e la creatività.” (p.143)

“Non abbiamo modo di sapere esattamente quando e come sono comparsi evolutivamente i sentimenti. Tutti i vertebrati hanno sentimenti; e più rifletto sugli insetti sociali, più credo che il loro sistema nervoso generi menti semplici, che hanno versioni primitive di sentimento e di coscienza… Una cosa è certa: i processi che hanno sostenuto i sentimenti dopo la comparsa delle menti esistevano da molto tempo e includevano i meccanismi necessari per generare l’elemento che contrassegna i sentimenti, la valenza.

A mio modo di vedere, quindi, le forme di vita primitive sentivano e reagivano, e avevano una base per i sentimenti. Mancavano però i sentimenti in quanto tali o le menti o la coscienza. Per arrivare alla mente, ai sentimenti e alla coscienza – per come li abbiamo definiti – l’evoluzione è andata incontro a numerosi incrementi strutturali e funzionali, che avvennero essenzialmente nel sistema nervoso.

Creature più semplici di noi, comprese le piante, hanno sensibilità e reagiscono a stimoli del loro ambiente. Per di più, queste creature combattono anch’esse con vigore per conservare l’integrità fisica… Tuttavia la sensibilità, la risposta e le difese vigorose contro ogni minaccia fisica, parti indispensabili della grandiosa e variegata storia della vita, non sono paragonabili a quei fenomeni del sistema nervoso che chiamiamo mente, sentimenti e coscienza.” (p.145)

“I sentimenti non sono eventi neurali isolati. È coinvolto in modo cruciale il corpo vero e proprio, un coinvolgimento che vede partecipare altri sistemi importanti e decisivi quanto all’omeostasi, come i sistemi endocrino e quello immunitario. I sentimenti sono, simultaneamente e interattivamente, fenomeni interamente del corpo e del sistema nervoso“. (p.146)

 

 

 

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