archivio: Radio e tv

Buona notte, e buona fortuna

Dal film “Good Night, and Good Luck” (regia di George Clooney) la trascrizione del discorso di Edward R. Murrow (interpretato da David Strathairn) sull’informazione.

“Quello che sto per dire a molti non piacerà. Quando il discorso sarà terminato alcune persone potranno accusare questo reporter di sputare nel piatto in cui mangia. E la vostra organizzazione potrà essere accusata di aver dato ospitalità a delle idee eretiche e addirittura pericolose. Ma la struttura articolata di network, agenzie di pubblicità e sponsor non subirà scossoni, né sarà alterata.

E’ mio desiderio e mio dovere parlare a tutti voi apertamente di ciò che sta accadendo alla radio e alla televisione, e se quello che dico è  irresponsabile, allora io solo sono da ritenere responsabile.

La nostra storia sarà quella che noi vogliamo che sia. E se fra cinquanta, o cento anni degli storici vedranno le registrazioni settimanali di tutti e tre i nostri network, si ritroveranno di fronte a immagini in bianco e nero o a colori, prova della decadenza, della vacuità e dell’isolamento dalla realtà del mondo in cui viviamo.

Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti. C’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli o disturbanti, e i nostri massmedia riflettono questa tendenza. Ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza e non riconosciamo che la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, ingannarci, divertirci, isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora si renderà conto di questa realtà quando ormai sarà troppo tardi per rimediare.

Ho iniziato dicendo che la storia la facciamo noi. Se continueremo così la storia prima o poi si vendicherà e il castigo non impiegherà molto ad arrivare.

Una volta tanto elogiamo l’importanza delle idee e dell’informazione.
Sogniamo anche che una qualche domenica sera lo spazio occupato normalmente da Ed Sullivan sia occupato da un attento sondaggio sullo stato dell’istruzione in America. E che una o due settimane dopo lo spazio occupato normalmente da Steve Allen sia dedicato ad uno studio approfondito della politica americana in medio-oriente.

Forse l’immagine dei rispettivi sponsor ne risulterebbe danneggiata? Forse i loro azionisti si lamenterebbero e infurierebbero? Che cosa potrebbe succedere oltre al fatto che qualche milione di persone sarebbe più informato su argomenti che possono determinare il futuro di questo paese e di conseguenza anche il futuro di queste aziende.

A coloro che dicono: la gente non starebbe a guardare, non sarebbe interessata, è troppo compiaciuta, indifferente e isolata, io posso solo rispondere: ci sono, secondo la mia opinione, delle prove inconfutabili contro questa tesi. Ma anche se avessero ragione che cosa avrebbero da perdere? Perché se avessero ragione e questo strumento non servisse a nulla se non ad intrattenere, divertire e isolare, i suoi effetti positivi si starebbero dissolvendo e presto la nostra battaglia sarebbe perduta.

Questo strumento può insegnare, può illuminare, sì, può anche essere fonte di ispirazione, ma può farlo solo ed esclusivamente se l’essere umano deciderà di utilizzarlo per questi scopi.
Altrimenti non è che un ammasso di fili elettrici e valvole in una scatola.
Buona notte e buona fortuna.”

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Quotidiani muniti di radio

Anche i maggiori quotidiani italiani hanno la radio, ovviamente online.
I programmi radio via Internet sono ormai una consuetudine: tanti canali digitali, non solo musica, anche molta informazione. In questo periodo, inoltre, si sta diffondendo il sistema di podcasting per l’ascolto di file-audio, che permette a chiunque di produrre programmi e di ascoltarli col computer o con un lettore di mp3. Insomma, bench? sia in ritardo la convergenza con le tv, si pu? gi? vedere che Internet d? voce alla carta stampata.

Repubblica.it ? stato il primo sito di un quotidiano a realizzare un programma radio di 3 ore, RepubblicaRadio prodotto da una redazione molto radiofonica in collaborazione con i giornalisti della testata. Notizie, interviste, inchieste, appuntamenti culturali: quanto di meglio possa dare una radio, per? senza musica. Comunque, il sito di Repubblica ? collegato ai partner del gruppo editoriale che gi? vivevano sull’onda e oggi anche online (Radio Capital, DeeJay Tv, e M20.it).

LaStampa.it, affiancata da La Stampa NordOvest, segue pi? un indirizzo locale: oltre al GR Nazionale, produce due GR locali (Piemonte e Liguria), meteo e traffico locali. Il “canale” di musica ? in collaborazione con Radio Nostalgia.it. I notiziari sono realizzati in collaborazione con il quotidiano.
Nel sito Nostalgia.it c’? la possibilit? di ricevere sul proprio cellulare gli stessi notiziari (penso) ed altre informazioni sempre in formato Mp3.

Corriere.it ha una nuova forma grafica, molto pulita e gradevole, ma la struttura dei contenuti rimane la stessa. I file audio e video accompagnano gli articoli, senza per? assumere la forma di un GR. Nella sezione Multimedia c’? per? un canale RadioNews con 10 notiziari in collaborazione con AGR.

Non ultima, va ricordata l’esperienza in parte diversa di Radio 24 che, pur restando una radio FM, trasmette anche dal web. I notiziari sono realizzati in collaborazione con la redazione del Sole24Ore.

La convergenza dei media tradizionali ? un aspetto connaturato a Internet. Sono continui e tanti i tentativi di trovare uno “stato” armonioso di sintonia tra tv, radio, web e telefonino. Non ? facile intuire quali esperienze si consolideranno e quali, invece, rimarranno nell’ambito della sperimentazione. Anche se ormai abbiamo capito che non si butta via mai niente.

Al di la delle singole strategie aziendali ed editoriali, per quanto riguarda l’informazione online, resta l’idea che le web-radio nate dai quotidiani possano trovare il gradimento degli utenti, sul doppio versante: come completamento o ampliamento della carta stampata; come allargamento della diffusione anche ai non-lettori di quotidiano.

Certo che aumenta la concorrenza con radio e tele diffusione. Ma ? sulla qualit? e sulla tipologia delle notizie che io, utente, scelgo (o m’illudo) di leggere o ascoltare.
La velocit? ? un altro aspetto importante: nella quantit? di notizie oggi disponibili, ci? che vuole l’utente (“perbene”) ? di raggiungere direttamente l’informazione a cui ? interessato; oppure scegliere con un colpo d’occhio ci? che lo attrae.

Che i quotidiani di carta abbiano una voce dipende sempre dalla diffusione della rete e dei computer; e man mano che il computer diventa un elettrodomestico tutto fare, si aprono nuove possibilit? di fruire dell’informazione. Ma a questo punto perch? non pensare che sia possibile anche una radio con uno schermo per leggere le notizie?

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