archivio: Informazione

Consumatori adolescenti dei media

Che cosa pensano i giovani dei nuovi e vecchi media? Una ricerca della Morgan Stanley sui teenagers mostra quali cambiamenti siano in corso tra i giovani consumatori che sono all’avanguardia della rivoluzione digitale. Cellulare, televisione, internet sono gli “strumenti” preferiti. La ricerca analizza i comportamenti dei ragazzi tenendo conto dell’aspetto economico. Emergono elementi che indicano anche una visione univoca e passiva del rapporto con la società. Ma sono gli aspetti esteriori, superficiali,  che condizionano l’etica del giovane consumatore oggi e nel suo futuro non più giovane.

La ricerca conclude segnalando alcuni “princìpi” che valgono per i giovani:

Che cosa è “hot”?
- Tutto ciò che è “touch sceen”.
- Un cellulare con  molta memoria per la musica.
- Dispositivi portatili in grado di connettersi a internet (iPhone).
- Schermi televisivi molto grandi.

Che cosa non è “hot”?
- Tutto ciò che è collegato con fili.
- Cellulari con schermi in bianco e nero.
- I “rozzi” cellulari a forma di mattone.
- Dispositivi con batteria sotto le 10 ore di durata.

Questi sono i desideri dei giovani in fatto di media. Come dargli torto?

Fonti: – How Teenagers Consume Media (originale pubblicato sul Guardian in inglese e traduzione in francese).

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Internet: arma delle classi medie

Brano tratto da un blog francese sui media.

Crise de la presse: moins une question de qualité des contenus que de clivages sociaux

di Emmanuel ecosphere.wordpress.com

ecosphera“La vera questione di fondo: una lotta per il potere e l’attrito tra le classi sociali. L’Internet permette l’espressione di una comunità che non si sente rappresentata dalla sua élite, i suoi giornali. La frattura si estende nel cuore delle redazioni, e trancia  i partiti politici …

Internet è lo strumento della rivincita delle classi medie che vedono sfumare le prospettive di un progresso sociale. E’ il media dei colletti bianchi che sentono di essere in un processo di proletarizzazione e che cercano di allearsi, ovviamente, con le professioni intellettuali sempre più marginalizzate rispetto al potere economico. Tra questi, molti sono giornalisti.

Questo spiega perché  la frattura divide le redazioni e perché alcuni hanno bisogno di far valere più del necessario la questione del contenuto diventato illegittimo (non dico che questa critica sia completamente infondata).

In realtà è una battaglia per la presa del potere rispetto alle funzioni d’intermediazione. E come per ogni lotta che si dice rivoluzionaria, chi la porta avanti lo fa nel nome del popolo e della democrazia, per instaurare alla fine nient’altro che un sistema equivalente ma rinnovato.”

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The Indipendent e internet

The Viewspaper sulle tracce di Internet.

Tesina di Alice Gallio, Francesca Gobbo, Elisa Nicoletto

Pubblicata da Lsdi

(Un’analisi dell’evoluzione grafica del quotidiano inglese The Indipendent.)

viewspaper“Il nostro “Viewspaper” (The Indipendent) è dunque ricco, come lo è il web, di elementi visivi, come immagini, fotografie e disegni, che vengono elaborati pre-attentivamente, senza sforzi cognitivi; essi indirizzano la nostra attenzione secondo un percorso predefinito, in cui dimensioni, colore, nitidezza e contrasto fanno da padroni. La composizione delle copertine, presentando un uso combinato di testi e immagini, diventa sempre più simile alla creazione di una pagina digitale, allontanandosi dalla prima pagina di un quotidiano, dove a prevalere è l’elemento testuale, e le immagini svolgono un ruolo secondario.”

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Lettori: fiducia e responsabilità dei giornali

The Elite Newspaper of the Future di Philip Meyer

pubblicato in American Journalism Revue, October/November 2008, traduzione  Lsdi.

“Io credo ancora che il prodotto più importante dei giornali, il prodotto che può essere più vulnerabile nei processi di sostituzione, è l’ influenza sulla comunità. Si guadagna questa influenza essendo la fonte più affidabile per l’ informazione locale, l’ analisi e le inchieste giornalistiche sui pubblici affari. E questa influenza rende i giornali attraenti per gli inserzionisti.”

“Abbiamo bisogno di qualcuno che inserisca i fatti nei loro contesti, dia loro delle cornici teoriche e suggerisca le strade per agire rispetto ad essi. Il materiale grezzo per questa elaborazione è chiaramente giornalistico, qualcosa che i blogger non sono ancora buoni a generare.”

“I lettori hanno bisogno e desiderano essere attrezzati con delle difese basate sulla verità.I giornali possono avere una chance se riescono a incontrare questo bisogno continuando a gestire quel tipo di contenuti che gli procura la loro naturale influenza sulla comunità. Per trovare le risorse necessarie per fare questo, dovranno eliminare dal buffet dei contenuti tutti gli argomenti frivoli.”

“Il problema non è diffondere l’ informazione. Il problema è riuscire a mantenere una forte e affidabile macchina per costruirla. I giornali hanno questa posizione di affidabilità nella mente dei cittadini.”

Philip Meyer is professor emeritus in Journalism at the University of North Carolina at Chapel Hill and the author of “The Vanishing Newspaper: Saving Journalism in the Information Age.”

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Libertà di stampa

“La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo. Ogni cittadino può dunque parlare, scrivere e pubblicare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi contemplati dalla Legge.”
Art. 11 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, Parigi, 26 agosto 1789

“Il Congresso non può fare leggi rispetto ad un principio religioso, e non può proibire la libera professione dello stesso: o limitare la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea, e di fare petizioni al governo per riparazione di torti.”
Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, 1791.

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