archivio: Mercato

Blog e pubblicità nascosta

“According to new guidelines from the Federal Trade Commission (FTC), bloggers who fail to disclose that they have received freebies when they write about a product can now be fined up to $11,000 per post. The new FTC Guide Concerning the Use of Endorsements and Testimonials in Advertising argues that any post of a blogger who receives “cash or in-kind payment to review a product” should be considered an endorsement. Because these posts are now officially considered endorsements, bloggers who receive freebies must now disclose this fact on their site.” (Read Write Web)

“Vai tranquillo, queste regole non valgono per l’Italia, la Federal Trade Commission non ha alcun potere qui da noi. Potrai pertanto continuare a scrivere le tue allegre marchette camuffate da articoli e intascarti elemosine, ammirazione/invidia per aver recensito (aggratis) l’ultimo inutile cellulare e pacche sulle spalle dalla tua amata buzz agency. Mentre per questo stesso comportamento i tuoi amici blogger oltreoceano, a partire dal mese prossimo, rischiano 11.000 dollari di multa.” (TagliaBlog)

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Vanità, solo vanità

Después de la crisis
Manuel Castells – La Vanguardia  21/02/2009 (fonte: cienciasyarte)

Nell’articolo Castells ci spiega che questa crisi finanziaria ed economica non è la fine del capitalismo, ma che dobbiamo pensare a “un nuovo tipo di capitalistico in cui sistema finanziario abbia un ruolo di appoggio e non di motore, e che includa un “calcolo” ecologico e sociale, non solo monetario“. Secondo Castells anche il modello welfare e la ridistribuzione delle ricchezze sostenuta dalle sinistre non può bastare, perché disoccupazione e indebitamento pubblico non lo permettono più. Conclusione: in compenso aumenterà il nostro tempo libero.

“Vivimos en una peligrosa fantasía. A saber, que esto es un mal trago, pero que en unos meses o máximo un año la crisis económica habrá pasado y todo volverá a ser como antes. Pues no. Nunca volverá a ser como antes.”

“No es que salgamos del capitalismo, sino de la forma de capitalismo global que ha caracterizado el mundo en los últimos veinticinco años. Un modelo triunfante, de idolatría de un mercado al que se le suponía un automatismo benevolente de creación y reparto de riqueza y, de paso, garante de la libertad individual, conectando países a lo largo de su marcha triunfal en todo el planeta, obviando gobiernos y desoyendo reguladores, propulsado por una revolución tecnológica también teñida con tintes libertarios. Vanidad y todo vanidad.”

“De modo que sabemos de dónde salimos pero no adónde vamos. Lo único seguro es que su consumo de bienes y servicios bajará y su tiempo para vivir aumentará. A condición de que no se haya olvidado de vivir y no le atenace la angustia de cómo salir del entramado de deuda en el que perdió sus mejores años. Después de la crisis económica, la esperanza de una nueva cultura.”

Commento:  secondo Castells cambierà tutto, tranne il capitalismo (sistema basato sul profitto) che dovrà confrontarsi  con ambiente e problemi sociali -  e con la speranza che aumenti la trasparenza e condivisione delle scelte anche nell’amministrazione dell’economia. La sua idea è dunque “esperanza” in una nuova cultura. Un po’ poco.

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Italiani online per fasce di età

Italiani online per fasce di età, novembre 2007

FASCE D’ETA’ DONNE UOMINI TOTALE
2-11
12-17
18-24
25-34
35-49
50-64
65+
532.000
879.000
1.321.000
2.664.000
3.282.000
1.599.000
131.000
5,1%
8,4%
12,7%
25,6%
31,5%
15,4%
1,3%
577.000
1.028.000
1.319.000
2.605.000
5.060.000
2.910.000
617.000
4,1%
7,3%
9,3%
18,5%
35,8%
20,6%
4,4%
1.109.000
1.907.000
2.640.000
5.269.000
8.341.000
4.509.000
749.000
4,5%
7,8%
10,8%
21,5%
34,0%
18,4%
3,1%
  10.408.000 14.116.000 24.524.000
fonte: Nova 31 gennaio 2008 (dati Nielsen accessi novembre 2007)

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Basta fatturare un tanto al chilo!

Un messaggio più è corto, e più è efficace. Sembra quindi illogico che si possa valutare un “contenuto” solo con un punto di vista quantitativo.

Il suggerimento di Redaction.be rivolto a specialisti della comunicazione, pubblicitari ed “ergonomi”, è quello di basare la “fatturazione” sul metodo di lavoro.

Per esempio, invece di fatturare esclusivamente a “pezzi” il proprio prodotto, considerare anche le diverse fasi del lavoro.
* Phase de définition des audiences et objectifs = 1 jour
* Collecte et assimilation des contenus = 2 jours
* Ecriture des textes (entre 10 et 15 pages) = 5 jours
* Relecture et corrections = 1 jour
* Production de visuels = 3 jours
* Optimisation du référencement et production des métadonnées = 1 jour”
(Arrêtez de facturer vos textes au kilo!, di Jean-Marc Hardy – Redaction.be)

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Il giornale nel telefonino

I quotidiani d’informazione stanno perdendo lettori in tutto il mondo. Non solo: studi recenti (negli Stati Uniti, ovvio) hanno stabilito che diminuisce il tempo complessivo (tv, radio, giornali) dedicato all’informazione. Per la carta stampata la situazione sarà particolarmente difficile, perché la televisione ed ora anche l’Internet prendono il posto della carta stampata; con le nuove generazioni la tendenza sembra essere questa.
Ed è proprio partendo dai giovani che si sta pensando a nuove soluzioni per riavvicinarli al mondo dell’informazione, e per trovare altri modelli di comunicazione che garantiscono un’esistenza nel mercato dell’informazione ai giornali sia di carta sia online.
Oggi è la pubblicità che copre gran parte dei costi. Ma sono in molti a pensare che ciò non sia il modo più corretto per garantire indipendenza e completezza dell’informazione.
L’aver imbottito i giornali di pubblicità e di altri prodotti permette di mantenere alti i profitti nell’editoria. Mentre nella realtà dell’Internet il modello dell’informazione a pagamento sta crescendo molto lentamente.
Sembra, quindi, interessante l’invito fatto da più parti ad editori e operatori di telefonia mobile di trovare soluzioni tecnologiche per fornire servizi d’informazione che siano più flessibili alle esigenze dei cittadini, sia quelli che oggi leggono il giornale, sia a quelli che oggi non lo usano.
Il futuro dell’informazione passa anche attraverso il cellulare.
(vedi “Mobile will accelerate the newspaper’s renaissance”, Editorsweblog.org)

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