ragioni ed emozioni
Contenitori di memoria: immagini e parole, percorsi reali e inconsci, impressioni, tracce, segni ritrovati, malinconie e stupori.
assolutamente (anche nelle varianti sì e no)
come dire
detto questo
io credo
nella misura in cui
vogliamo mettere che
a prescindere
attimino
praticamente
” Per comprendere meglio gli scenari in cui viviamo, mi sembra opportuno diventare sensibili ai microtrend, che dai pensatori postmoderni e sistemici sono detti anche “segnali deboli”. Questi segnali deboli sono molto utili per cogliere messaggi, poco espliciti ma altrettanto importanti, e piccole forze che sommandosi nel tempo producono grandi effetti, come la goccia che cava la pietra. Alcuni di questi segnali si colgono nel modo di parlare, che appare in televisione e poi dilaga per un periodo di tempo più o meno lungo.”
Fonte: Detto questo, come dire? di Umberto Santucci
Segnali che raggiungono i sensi attraverso i simboli.
Nei romanzi di genere i riferimenti culturali espliciti (libri, film, brani musicali) hanno una doppia funzione: la prima è quella di indicare elementi che disegnano lo sfondo rimandando a un contesto reale; la seconda, più importante, è quella di disegnare il profilo del personaggio. Se la voce narrante è anche quella del personaggio, i riferimenti culturali diventano messaggi emotivi che cercano l’identificazione col lettore.
I riferimenti a vicende ed eventi storici possono avere un rilievo più profondo e intrecciarsi con la trama e il significato del romanzo, ma quando sono soltanto degli accenni funzionano come per qualsiasi altra conoscenza o informazione in comune (luogo, frase, nome, proverbio, oggetto, marchio, modo di dire, ecc., sino al colore).
Nel romanzo di genere questi riferimenti culturali sono usati per creare in modo semplice e diretto un contatto con il lettore: una conoscenza comune o una condivisione di idee, gusti, sensazioni.
I riferimenti espliciti (un romanzo, una scena cinematografica o una canzone) possono anche essere un po’ meno espliciti quando l’autore cerca persino la complicità con il lettore. Per esempio citare un frase in inglese senza dire che è di Salinger.
Ho provato ad annotare i riferimenti culturali di un autore come Carofiglio. Nei suoi romanzi di genere giudiziario e investigativo vi sono sempre alcuni riferimenti culturali che delineano la personalità dell’avvocato Guerrieri, personaggio e voce narrante delle inchieste. Spesso sono accenni che si confondono nella scena. A volte creano atmosfera. Sono segnali che vogliono raggiungere i sensi attraverso i simboli.
Ragionevoli dubbi, di Gianrico Carofiglio – 2007
- Piazza Fontana
- David Bowie
- Leonard Cohen, Dear Heather
- La casa delle belle addormentate, Kawabata
- Provaci ancora, Sam
- Tommy Lee Jones ne Il fuggitivo
- Boulevard of broken dreams, Green Day
- Norah Jones, Feels like home
- If a body catch the body coming through the rye
- L’uomo senza qualità, Musil
- Ulisse, Joice
- Dedalus, Bloom, Ulrich
- Notti nei giardini di Brooklyn, Harvey Swados
- Grace Paley
- Nulla succede per caso
- Poesia Ininterrotta, Eluard
- La trilogia della città di K
- De Gregori, cercavi giustizia, incontrasti la legge
- Shangri-la, Mark Knopfler, Postcards from Paraguay, One thing was leading to the next
- Julius Evola
- Nelson Mandela
- Nulla succede per caso
- On the sunny side of the street, Satchmo, RAi Firenze 1952
- The long goodbye, Altman
- Bob Dylan, Hurricane
- These days miracles don’t come falling from the sky (Stand up guy, di Mark Knopfler
- Casablanca
Ritaglio dal Corriere. C’è una didascalia: “Una foto simbolo del soggetto che il regista M. Antonioni forse porterà sullo schermo.” Ricordo ancora che nell’articolo si raccontava la “trama” del futuro film di Antonioni: tre marinai che ammazzano il proprietario o il passeggero della loro barca. Sembra che l’idea nacque da un fatto di cronaca, con cui la foto potrebbe avere un legame. Manca l’autore della foto, e di queste persone non sappiamo nulla. Chissà chi sono o chi erano? Certo che all’apparenza … si può pensare di tutto e di più, oppure di meno. Tre “personaggi” così, come si vedono nella foto, dovrebbero stare in un film e trovare un regista.
“…dimenticavo la mia mano, scrivendo le parole credevo di leggerle.”
(Les mots, di J.P. Sartre, 1964)
Le menzogne di Ulisse
L’avventura della logica da Parmenide ad Amartya Sen
autore: Piergiorgio Odifreddi, 2004
citazioni
“La LOGICA è, per definizione, lo studio del lógos: cioè, del pensiero e del linguaggio. O meglio, del pensiero come esso si esprime attraverso il linguaggio.”
“il linguaggio è una tecnologia”
“E’ soltanto nel momento in cui si separa ciò che Dio ha unito, quando cioè il pensiero divide diabolicamente l’affermazione dalla negazione e il vero dal falso, che nasce la logica.”
“riscrittura dell’esempio di Buridano proposta da Philip Jourdain nel 1913:
La frase seguente è falsa.
La frase precedente è vera.”
indice del volume
1. Parole, parole, parole (da Neandertal a Omero)
2. Le menzogne di Ulisse (Epimenide ed Eubulide)
3. La corsa di Achille (Parmenide e Zenone)
4. L’armonia del mondo (Pitagora)
5. Idee accademiche (Platone)
6. Una metafica liceale (Aristotele)
7. Lezioni sotto il portico (Crisippo)
8. Sospensione scolastica (da Abelardo a Occam)
9. La migliore delle logiche possibili (Lullo e Leibnitz)
10. Il marinaio come spirito della ribellione
11. Rivoluzioni copernicane (Newton e Kant)
12. Un inizio che è anche una fine (Boole)
13. Il bisbetico domato (Cantor e Dedekind)
14. I “Principia” della matematica (Frege e Russell)
15. Alle ricerche del trattato perduto (Wittgenstein e Bourbaki)
16. Questioni di forma (Hilbert)
17. L’intuizione al potere ( Poincaré e Brouwer)
18. La resa dei conti (Gödel)
19. L’enigma dell’informatica (Turing)
20. La Verità ti fa male, lo sai (Tarski e Kripke)
21. Logica longa, vita brevis (da Einstein a Sen)
22. Piccolo dizionario (etimo)logico