argomento: Scienze

L’universo è una banana

«L’universo è una banana», ha gridato di fronte ad un pubblico di studenti, giornalisti e curiosi. Stupore sul viso di molti, ma qualcuno ha lo sguardo illuminato. E’ stato accusato di falso, di follia, di avidità, di protagonismo e persino di maschilismo. Lo scienziato di origine bulgara Joseph Jacobi, che attualmente vive a San Diego, ha fatto incazzare tutti con le sue affermazioni sull’origine dell’universo.

Nessuno si aspettava un’uscita del genere da parte di un esimio cattedratico, due volte candidato premio nobel. Jayjay, così lo chiamano i suoi studenti, sostiene che l’universo ha la forma di una banana, più o meno, e che la sua origine non è dovuta ad un solo, bensì a due big-bang avvenuti contemporaneamente nei due punti che corrisponderebbero alle estremita della banana. Gli studi sui campi di energia stellare sono alla base della sua teoria sul movimento e sulla materia dell’universo. La disposizione delle galassie nell’universo formerebbe una banana, sebbene con densità diverse di stelle e sistemi solari. La nostra galassia si trova nella parte sinistra, quella più luminosa e trasparente. Mentre all’altra estremità, guardando verso est a mezzanotte del solstizio di primavera, è più densa opaca perché probabilmente l’energia è concentrata. Il matematico e astrofisico dell’Università di San Diego, oltre che appassionato surfista, dichiara però di essere preoccupato dall’ombra scura che si addensa attorno a questa estremità: potrebbe non essere un’ombra, ma una trasformazione sconosciutà dell’energia, o persino trattarsi dell’anti-universo che si sta diffondendo nel nostro universo. Forse ne sapremo di più quando saremo stabili su Marte.

Cervello e religione

Dios habita en el cerebro
Hallazgos neurocientíficos explican por qué el hombrese refugia en las religiones.
JAVIER SAMPEDRO – El Pais 23/02/2009

“Uno de los nodos centrales de la red emocional del cerebro es el córtex prefrontal ventromedial (VMPC). Los pacientes que tienen destruida esa zona del córtex muestran una disminución general en su capacidad de respuesta emocional y una marcada reducción de las emociones sociales -como la compasión, la vergüenza y la culpa que están estrechamente relacionadas con los valores morales-.”

“Aunque los creyentes suelen atribuir su moralidad a un agente sobrenatural”, dice Boyer, “los modelos cognitivos indican todo lo contrario: que nuestros sentimientos morales son reclutados para dar verosimilitud a las nociones morales de la religión”.

“Sabemos que el cerebro humano tiene redes de seguridad y precaución dedicadas a prevenir peligros como la predación”, dice Boyer. “Las aserciones religiosas sobre la pureza, la suciedad y el peligro oculto de los demonios al acecho estimulan esos mismos sistemas, y hacen que las precauciones rituales resulten intuitivamente atractivas”.

“Hay quien tiene un concepto tan amplio de Dios que no hay forma de evitar que lo acabe encontrando en cualquier parte”, afirma Steven Weinberg, físico teórico y premio Nobel. “Si quieres decir que Dios es energía, lo puedes hallar en un montón de carbón”.

I linguaggi della scienza – M. Piattelli Palmarini

I linguaggi della scienza
Ultime notizie su mente, cultura, natura.

autore: Massimo Piattelli Palmarini, 2003

citazioni
“Purtroppo siamo ancora schiavi del pregiudizio che siano l’ambiente, l’educazione ricevuta, il comportamento dei genitori a determinare quello che diventiamo.”

“Si dice che la scienza procede essa stessa per metafore e analogie, ma non è vero. La scienza procede per identificazioni e idealizzazioni. Una cosa non è mai “come” un’altra, se lo è, lo è esattamente. Lo è, ma allora unicamente sotto certi aspetti che soli contano.”

“Secondo una definizione in genere attribuita a Max Weinreich, ma resa celebre da Noam Chomsky, una lingua altro non è che un dialetto con un passaporto, una marina e un esercito.” (81)

“La contraddizione tra l’appartenenza e l’alterità (nel rapporto mentalmente rappresentato tra uomo e animale) è talmente fondamentale che nemmeno la scienza può sottrarvisi.” (101)

“La vera novità evolutiva, il passagio a specie genuinamente diverse, non avviene sempre e necessariamente (con buona pace di Darwin) per piccoli cambiamenti, con continuità. Ci sono talvolta discontinuità anche notevoli, di cui si comincia a capire la base genetica, in quanto si è visto che il materiale cromosomico può subire rare ristrutturazioni di notevole portata.” (104)

“La catena unilaterale del vivente è una concezione che non regge ai risultati delle moderne scienze biologiche. La vita procede per collage e patchwork, non come in una scalata lenta e uniforme verso la singola “vetta” uomo.” (106)

Immagine di I linguaggi della scienza“Si resta sempre più isolati, a guardare il proprio ombelico elettronico.” (132)

“Negli ultimi decenni del XX secolo, invece, l’emergenza delle scienze sociali, una certa vulgata freudiana e una certa vulgata marxista, unite alla diffusione delle statistiche, hanno indotto a cercare la spiegazione dei comportamenti criminali nei traumi dell’infanzia, nella povertà, nella segregazione delle minoranze e nella negazione della dignità personale.” (136)

“Ammettere che esiste il male, che talvolta esso ha lontane origini biologiche e che esiste più in alcuni e meno in altri non significa risolvere alcun problema. Significa solo cominciare ad identificarne uno su basi più solide.” (140)

“Solo un intenso sforzo di ricalibrazione individuale e lo sviluppo di nuovi e migliori istinti di calma previsione nei tempi medi e lunghi potranno evitarci di ripetere le catastrofi del secolo che da poco si è chiuso.” (145)

“Inoltre, si badi bene, a livello psicologico una perdita non è mai compensata da una vincita uguale. Occorre vincere all’incirca due volte e mezzo quello che si è perduto per tornare psicologicamente in pari.” (147)
Indice del volume:

1. LA SCIENZA È QUALCOSA CHE CI SUCCEDE
- La scienza è qualcosa che ci uccede: Rita Levi Montalcini e Francois Jacob.
- L’industria einsteiniana tra scienza e mitologia
- Montale e la scienza: puoi tu non crederlo fratello?
- Vedere i colori: Edwin Land e la risoluzione del rompicapo.
- Le genuine certezze della scienza
- Una lezione di cosmopolitismo scientifico
2. PAROLE, PAROLE, PAROLE
- Le basi innate del linguaggio. I bambini e l’individuazione delle parole. La nostra bocca come il Visconte Dimezzato. Insegnare a leggere negli Stati Uniti.
- Macchine connessìoniste e facoltà umane.
- Binari mentali ed errori incorreggibili: il caso degli accenti inglesi.
- Vedute di una periferia della grammatica
3. L’ALFABETO DELLA VITA
- I diversi volti dell’etologia e il mistero delle origini del linguaggio.
- L’animale come modello
- La folle caccia di Francis Click
- L’albero genealogico degli anticorpì. Nils Kaj Jerne e Susumu Tonegawa
- brevetti genetici: le scienze biologiche dall’idea all’oggetto
- La demonizzazione della farmacologia
- Per una riflessione su etica e scienza
4. ANIMALI SOCIALI
- La zuppa di numeri di Lionel Tiger
- Nuove tecnologie, o la magia che funziona
- È sempre colpa della società?
- Il potere degli esperti e la “creduloneria” umana.
- Il cappello a tricorno delle scienze cognitive: Daniel Kahneman e Vernon Smith.
- Una bellissima mente: la strategia di equilibrio di John Forbes Nash.
5. LA RIVINCITA DEI NERD
- Che cosa significa, oggi, essere una persona di cultura
- Immaginare la scuola del futuro: la turbo-scuola di Monterrey
- Una lezione di tecnologia “come cultura”.
- Scienza vera e intuizioni selvagge.
- Vocazione scientifica e aquile legali.

Approfondimenti
1. APOLOGIA DELLA MENTE INDIVIDUALE
- L’importanza della teoria “ingenua” della mente.
- Evidenze sperimentali di stati e trasformazioni mentali.
- Categorizzare prima di agire.
- Le rotazioni mentali: evidenza neurologica.
- Le rotazioni mentali: evidenza psicologica.
- La realtà delle rappresentazioni mentali e il suo rapporto con la realtà del mondo fisico
- L’immaginazione mentale e il suo ruolo nella manipolazione delle conoscenze
- Categorie mentali e categorie fisiche: le ragioni di un’incongruenza
- Varianti del fisicalismo: il perché del fallimento del behaviorismo
- La psicosemantica e la Teoria Rappresentazionale della Mente
- La mente modulare,
- II problema mente-corpo rivisitato
- L’individuale e il sociale
- Una vecchia obiezione e la contro-obiezione
- Linguaggio esterno e linguaggio interno: la rivendicazione del mentalismo individualista.
- Le scatole magiche di Marvin Minsky

Cinque chiavi per il futuro – H. Gardner

Immagine di Cinque chiavi per il futuro

Cinque chiavi per il futuro, di Howard Gardner
Intelligenze utili per la scena globale, che dovremmo sviluppare in futuro.

Intelligenza disciplinare. “Occorrono almeno dieci anni per padroneggiare una disciplina.
Intelligenza sintetica. La capacità di sintesi, preziosa anche in passato, diventa sempre più cruciale via via che le informazioni si moltiplicano a ritmi vertiginosi.
Intelligenza creativa. Essendo agganciata a un terreno non ancora governato da leggi, la mente creativa può aspirare a superare di un passo anche i computer i robot più sofisticati.
Intelligenza rispettosa. In un mondo in cui tutti sono interconnessi, l’intolleranza e l’assenza di rispetto sono opzioni non più concepibili.
Intelligenza etica. Riflette sulla natura dell’operare del singolo e sui bisogni e sulle aspirazioni della società in cui vive.

Globalizzazione. Quattro linee di tendenza che non si sono mai manifestate fino a ora: 1) il movimento del capitale, 2) il movimento degli esseri umani attraverso le frontiere; 3) il movimento di tutti i contenuti informatici attraverso il cyberspazio; 4) il movimento della cultura popolare – cibi, musiche, stili di abbigliamento.

etica e scienza

Cardinale Carlo Maria Martini:
“Là dove per il progresso della scienza e della tecnica si creano zone di frontiera o zone grigie, dove non è subito evidente quale sia il vero bene dell’uomo e della donna, sia di questo singolo sia dell’umanità intera, è buona regola astenersi anzitutto dal giudicare frettolosamente e poi discutere con serenità, così da non creare inutili divisioni.”
“Io sono inclinato a nutrire fiducia nel senso di responsabilità di questi uomini e vorrei che avessero quella libertà di ricerca e di proposta che permette l’avanzamento della scienza e della tecnica, rispettando insieme i parametri invalicabili della dignità di ogni esistenza umana. So anche che non si può fermare il progresso scientifico, ma lo si può aiutare ad essere sempre più responsabile. Come lei dice, non si tratta di appellarsi alla fede o alla religione, ma di puntare sul senso etico che ciascuno ha dentro di sé. Certamente anche leggi buone e tempestive possono aiutare, ma come lei afferma, la scienza corre oggi più veloce dei parlamenti. Si esige quindi un soprassalto di coscienza e un di più di buona volontà per far sì che l’uomo non divori l’uomo, ma lo serva e lo promuova.”