ragioni ed emozioni
Contenitori di memoria: immagini e parole, percorsi reali e inconsci, impressioni, tracce, segni ritrovati, malinconie e stupori.
Il lampo
E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che,largo,esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.
Il tuono
E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d’arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s’udì di madre, e il moto di una culla.
Temporale
Un bubbolìo lontano…
Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.
Atlante occidentale, di Daniele del Giudice, 1985
«… l’atlante della luce…»
«Brahe lo ha fissato un attimo, sorpreso. Epstein ha scosso la testa, sorridendo: «Lo scriverò soltanto per me, un libretto da portarmi appresso, in tasca. Lo userò come gli ornitologi usano quelli per riconoscere e distinguere gli uccelli, o come i geografi usano le carte. Certe volte mi sembra che la geografia sia la scienza più fondamentale, legata com’è alla terra per via del nome, e così legata alle persone per via dell’orientamento… Forse il vbero centro del pensiero e del sentimento è nell’orecchio, dove ci sono gli ossicini dell’equilibrio…» p. 138
«O forse, – disse Epstein dando un’occhiata in giro nel giardino, – esiste davvero un tempo parallelo in cui Einstein e Kafka si sono incontrati. Forse ci sono tempi diversi dal nostro in cui Einstein e Kakfa escono ogni giorno di casa, stanno per incontrarsi, tornano indietro; escono di nuovo, sono sul punto di farcela, ritornano a casa, O tempi ciclici in cui Einstein e Kafka si incontrano ogni tanti anni e dicono “Ancora lei!”, tempi dell’attesa in cui passano la vita aspettando d’incontrarsi e ogni istante potrebbe essere quello buono, ma non si incontrano perché in realtà si sono già incontrati senza che nessuno dei due se ne accorgesse; o tempi biforcuti in cui si incontrano e contemporaneamente non si incontrano, e il fatto è del tutto equivalente». Brahe si è chinato leggermente in avanti, ha detto: «Il tempo va in una direzione, una sola. [...] La Legge è splendida, anche l’immaginazione è splendida. Purtroppo in ogni esperimento vale solo quello che si può mostrare», e lo disse con una tenerezza struggente che coinvolgeva entrambi. p. 66
Segnali che raggiungono i sensi attraverso i simboli.
Nei romanzi di genere i riferimenti culturali espliciti (libri, film, brani musicali) hanno una doppia funzione: la prima è quella di indicare elementi che disegnano lo sfondo rimandando a un contesto reale; la seconda, più importante, è quella di disegnare il profilo del personaggio. Se la voce narrante è anche quella del personaggio, i riferimenti culturali diventano messaggi emotivi che cercano l’identificazione col lettore.
I riferimenti a vicende ed eventi storici possono avere un rilievo più profondo e intrecciarsi con la trama e il significato del romanzo, ma quando sono soltanto degli accenni funzionano come per qualsiasi altra conoscenza o informazione in comune (luogo, frase, nome, proverbio, oggetto, marchio, modo di dire, ecc., sino al colore).
Nel romanzo di genere questi riferimenti culturali sono usati per creare in modo semplice e diretto un contatto con il lettore: una conoscenza comune o una condivisione di idee, gusti, sensazioni.
I riferimenti espliciti (un romanzo, una scena cinematografica o una canzone) possono anche essere un po’ meno espliciti quando l’autore cerca persino la complicità con il lettore. Per esempio citare un frase in inglese senza dire che è di Salinger.
Ho provato ad annotare i riferimenti culturali di un autore come Carofiglio. Nei suoi romanzi di genere giudiziario e investigativo vi sono sempre alcuni riferimenti culturali che delineano la personalità dell’avvocato Guerrieri, personaggio e voce narrante delle inchieste. Spesso sono accenni che si confondono nella scena. A volte creano atmosfera. Sono segnali che vogliono raggiungere i sensi attraverso i simboli.
Ragionevoli dubbi, di Gianrico Carofiglio – 2007
- Piazza Fontana
- David Bowie
- Leonard Cohen, Dear Heather
- La casa delle belle addormentate, Kawabata
- Provaci ancora, Sam
- Tommy Lee Jones ne Il fuggitivo
- Boulevard of broken dreams, Green Day
- Norah Jones, Feels like home
- If a body catch the body coming through the rye
- L’uomo senza qualità, Musil
- Ulisse, Joice
- Dedalus, Bloom, Ulrich
- Notti nei giardini di Brooklyn, Harvey Swados
- Grace Paley
- Nulla succede per caso
- Poesia Ininterrotta, Eluard
- La trilogia della città di K
- De Gregori, cercavi giustizia, incontrasti la legge
- Shangri-la, Mark Knopfler, Postcards from Paraguay, One thing was leading to the next
- Julius Evola
- Nelson Mandela
- Nulla succede per caso
- On the sunny side of the street, Satchmo, RAi Firenze 1952
- The long goodbye, Altman
- Bob Dylan, Hurricane
- These days miracles don’t come falling from the sky (Stand up guy, di Mark Knopfler
- Casablanca
L’ultima notte bianca, di Alessandro Perissinotto, 2007.
“Un indizio, finalmente un indizio: l’unico della serata, magari l’unico, esile appiglio. Oppure un ennesimo accidente disposto dalla sorte sul mio cammino. In questo mio improponibile lavoro dove tutto dipende dal caso, l’errore sta nell’incapacità di distingue ciò che assumerà rilievo da ciò che resterà sullo sfondo: come nella vita. Mi stavo preparando a sbagliare: come nella vita.”
Burnout: sindrome del buon samaritano deluso.
Metodo Kaiser Soze: il nome è dell’inesistente criminale turco citato dal protagonista del film “i soliti sospetti” per allontanare da sé l’interesse degli investigatori.